L’ultimo report di Diar pubblicato ieri sera mette in luce come, dopo un lieve miglioramento della profittabilità del mining di bitcoin a gennaio, vi sia stato un incremento dell’hash power sul mercato riducendo nuovamente, anche se in modo leggero, i guadagni.

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Iniziamo a valutare il grafico che analizza l’utile ricavabile dal mining, sia come coin estratti, sia come commissioni ottenibili, a partire dal 2017, per BTC:

Come vediamo, dopo un calo sensibilissimo avvenuto durante tutto il 2018, avevamo assistito ad una stabilizzazione di questi valori nel corso fra dicembre e gennaio 2019.

Si poteva ritenere di aver toccato il fondo, ma purtroppo febbraio ha visto un ulteriore calo.

Non tutti i miner hanno perso per colpa di questi mancati guadagni, come mostra il successivo grafico basato su un’attrezzatura aggiornata come Antminer 9:

Chi utilizza un’attrezzatura moderna per fare mining di bitcoin, con prezzi dell’elettricità a livello di ingrosso, ha avuto un miglioramento del margine lordo, che è cresciuto dal 32% di gennaio al 39% di febbraio.

Si tratta di un fenomeno dovuto essenzialmente all’uscita dal mercato dei piccoli minatori marginali, che hanno smesso di produrre, lasciando un po’ di spazio competitivo in più per gli imprenditori più efficienti.

Questo si può anche notare dalla divergenza fra andamento del hash power minimo e massimo disponibile, indicatore che c’è della capacità produttiva non più utilizzata in modo continuo.

Quindi chi è riuscito a sopravvivere agli sbalzi nel valore di BTC ora riesce a rastrellare qualcosa in più per quanto riguarda gli utili, grazie ad una competizione che si sta spostando sempre più sul lato dell’efficienza dell’attività di mining. In futuro dobbiamo aspettarci da un lato un aumento dell’hash rate disponibile, come indica il grafico soprastante, ma anche un maggior investimento di capitali per spostarsi su soluzioni più efficienti.

L’attività diventerà ancora di più capital intensive, con l’acquisto dei nuovi Antminer S15, sul mercato solo da un paio di mesi, ma che hanno dimostrato di essere molto più efficienti dei precedenti s9, anche se il differenziale si è mostrato variabile nel tempo. In generale ci sarà una corsa all’efficienza nei rifornimenti energetici e nell’ottimizzazione degli impianti.