“Sono un pentito della blockchain”. Esordisce così oggi Giacomo Zucco – CEO e founder di BlockchainLab – durante l’evento Fintech & Blockchain Forum di Milano organizzato da Le Fonti TV.

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Zucco, infatti, ironizza sul fatto che ormai la blockchain sia sulla bocca di tutti, più per una mossa di marketing delle aziende che per reale necessità e utilità.

“La blockchain è la terza fase di lutto di bitcoin: il compromesso in cui si ammette l’esistenza di bitcoin, ma lo si vuole usare a modo proprio. Tutto ciò che è chiamato blockchain, ovvero che fa da ponte tra l’innovazione tecnologica di Bitcoin e il fintech, è spesso solo marketing, anche se ovviamente ci sono casi d’uso interessanti come nelle applicazioni in termini di notarizzazione per avere una data certa di un documento con il time stamping”.

Il keynote di Zucco procede per circa mezz’ora, tra domande e interessanti spunti e citazioni latine.

“Bitcoin non è solo una rivoluzione tecnologica ma potreste chiamarla addirittura politica”.

E’ sicuramente vero infatti che Bitcoin, nonostante la sua prima immediata applicazione sia nei metodi di pagamenti e nella finanza, ha rivoluzionato il modo di pensare e le potenzialità di libertà degli utilizzatori.

“Sui soldi abbiamo una privacy ridotta a zero”, ma non con bitcoin, spiega il founder di BlockchainLab facendo divertenti esempi come il fatto di poter comprare liberamente un diamante alla propria amante senza avere scontrini imbarazzanti o segnalazioni sui movimenti e i saldi della propria carta di credito.

Ma ciò che è veramente importante, specialmente nell’utilizzo della blockchain nel momento in cui la si voglia utilizzare all’interno del proprio business è il fatto che questa vada applicata senza tenere conto del vecchio modello della propria azienda,

“altrimenti è come se Kodak volesse capire come sfruttare la fotografia digitale per vendere i rullini. Quello che cambia [con la blockchain] non è la tecnologia al servizio del modello, ma il modello stesso”.