Durante il DC Blockchain Summit 2019 che si sta tenendo a Washington, il CEO di Ripple Brad Garlinghouse ha parlato di JPM Coin, la stablecoin di JP Morgan.

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Per prima cosa si è complimentato per l’iniziativa, salvo poi affermare che ritiene improbabile che JPM Coin possa realmente essere utilizzata da altre banche, mettendo in discussione la sua stessa utilità.

Poi ha dichiarato:

“Se dai loro un dollaro per i depositi, ti daranno un JPM Coin che potrai quindi spostare all’interno della blockchain di JPM. Aspetta un attimo: usa il dollaro! Non capisco. Se ti stai semplicemente muovendo all’interno della blockchain di JPM, e deve esserci un rapporto uno a uno [con il dollaro], non capisco quale problema risolva”.

Inoltre, il CEO di Ripple ha fatto notare che introdurre una rete chiusa al giorno d’oggi sarebbe come lanciare AOL dopo l’IPO di Netscape.

Secondo Garlinghouse è un’ottima cosa che in questo settore stiano entrando anche player importanti del mondo finanziario come JP Morgan, ma poi ha concluso dicendo:

“Questa è l’unica cosa carina che dirò su questo progetto”.

JPM Coin potrebbe essere una rivale diretta di Ripple ad esempio proprio per quanto riguarda l’utilizzo di una criptovaluta per gli scambi di denaro interbancari. Qualche giorno fa tuttavia Garlinghouse faceva notare che, mentre da un lato Ripple ha già stretto accordi con diverse banche, JP Morgan in questo momento invece non pare ne abbia ancora.

“Mi stava intervistando un tizio di Morgan Stanley, ed ho detto ‘Quindi Morgan Stanley userà la JPM Coin’? E lui ha risposto ‘probabilmente no’. Quindi, Citi userà la JPM Coin? BBVA? E PNC? E la risposta è no”.

Inoltre, a proposito del proliferare di queste criptovalute bancarie, il CEO di Ripple ha dichiarato:

“Quindi, significa che avremo tutte queste monete diverse? Siamo tornati a dove eravamo, con la mancanza di interoperabilità? Non capisco”.