Nouriel Roubini, il noto economista chiamato “Dr. Doom” per la sua capacità di prevedere correttamente la bolla del 2008, torna ad occuparsi di economia e di Bitcoin (BTC) in una lunga intervista al blog del CFA institute.

Read this article in the English version here.

Anche in questa intervista l’economista continua ad essere estremamente vocale contro le valute virtuali e bitcoin definite, senza mezzi termini, come l’esempio perfetto di bolla finanziaria parabolica, cioè destinata a crescere in modo incredibilmente rapido per poi decrescere con altrettanta velocità.

Citando le sue stesse parole:

“Per me questa era la madre ed il padre di tutte le bolle e, come ogni bolla, io pensavo che avrebbe perso il controllo e sarebbe esplosa, ed ero piuttosto sicuro che questa fosse una bolla. Ho presentato una testimonianza di 40 pagine  alla commessione credito del Senato USA chiamando le criptovalute per quello che sono, e sono stato anche molto chiaro su Twitter contro questo esercito di persone completamente deludenti.Sono felice di aver azzeccato”.

Il problema per Roubini è nella scarsa preparazione degli investitori, nella loro fondamentale ingenuità e nel non essersi informati in modo sufficiente prima di investire e che cercavano informazioni in modo casuale, senza nessuna base:

“Quando vedi questi investitori babbei, io li chiamo babbei al dettaglio, che si gettano nella bolla nel terrore di perderla, allora sai che questa sta per scoppiare. Quindi sono riuscito a prevederla, anche come tempistica”.

Roubini non vede neanche nella blockchain di Bitcoin una tecnologia che possa garantire una crescita di valore di lungo periodo, una volta esplosa la bolla causata dall’eccessivo entusiasmo, sull’onda di quanto accaduto nel 1999 con da bolla Dotcom.

Per quanto riguarda l’economia in generale, Dr Doom ritiene che si stia creando un eccesso di debito a livello globale, non solo a livello statale, ma anche di debito privato e societario.  

Questo può causare dei problemi in una situazione economica incerta. Purtroppo le banche centrali non sono state in grado di ridurre l’esposizione finanziaria del sistema creditizio cresciuta a dismisura dopo la crisi del 2007.

Un giudizio molto duro e netto quello dell’economista sul mondo delle valute virtuali, ma bisogna considerare che l’evoluzione di una tecnologia non è sempre chiara e che lo stesso Roubini ritenne una bolla finanziaria il boom del settore della telefonia cellulare  nel 1991, come risulta da una sua testimonianza al Senato USA.