Hester Peirce ha parlato di Bitcoin al MIT Expo 2019.

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In occasione del Bitcoin Expo 2019 presso la prestigiosa università MIT del Massachusetts, vi è stato infatti un dibattito tra la commissaria della Security Exchange Commission, Hester Peirce, detta anche “Crypto Mom” per le sue posizioni apertamente favorevoli allo sviluppo delle valute virtuali, e Gary Gensler, membro della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), ente federale di controllo che, ad esempio, regola lo scambio dei futures su BTC.

L’evento, svoltosi sabato scorso, ha visto una grossa partecipazione di pubblico anche perché non è frequente un dibattito che vedeva contrapposti due membri dei board delle principali commissioni di controllo.

Mentre Gensler appariva più conservatore, affermando che, secondo lui, sono ben pochi i casi in cui un token non è una security, la Peirce è apparsa più aperta e possibilista.

Infatti, secondo Hester Peirce, se ci sono casi chiari in cui una valuta virtuale è da considerarsi un titolo, ci sono altri casi in cui la divisione è meno precisa:

Se un imprenditore dice ‘Ho un progetto che funziona su un sistema decentralizzato e questa moneta è parte di questo sistema questa è una security o no? Può partire come una security, ma poi non lo è più”.

La Peirce si rende ben conto che l’Howey test, strumento tradizionalmente utilizzato fin dagli anni trenta del secolo scorso per definire quello che è e che non è un titolo sottoposto alla SEC, non è adatto al mondo moderno e quindi si augura la creazione di una “Safe Harbor”, una giurisdizione di salvaguardia per le valute virtuali tale da non bloccare i progetti più innovativi.

I due esperti passano quindi ad occuparsi del problema degli exchange, presentando due posizioni completamente diverse, ma ponendo entrambi in luce aspetti normativi critici.

Hester Peirce si affida maggiormente alla capacità di autoregolamentazione delle valute e di bitcoin, escludendo assolutamente che un exchange che tradi solo BTC possa essere sottoposto alla supervisione della SEC perché questa valuta non è una security.

Al contrario, Gary Gensler sollecita una normativa federale che possa coprire questo tipo di borse sia per controlli antiriciclaggio sia per garantire la funzionalità dei mercati stessi ma si augura che gli exchange vogliano registrarsi presso la SEC, nella categoria degli ATS, Alternative Trading System, se non altro per chiarire la propria posizione rispetto alla complessità normativa che li circonda.

Per gli exchange infatti ci sono normative molto articolate, che va dalle leggi AML a quelle sul segreto bancario e sul trasferimento di denaro, per cui converrebbe agli imprenditori stessi una registrazione unica presso un ente federale per evitare di essere strozzati da norme non chiare o confliggenti.