La società fintech Soldo, le cui carte di credito consentono di ottenere ritorni d’investimento di anche il 630%, ha finito i suoi preparativi per la Brexit. Cryptonomist ne ha discusso con Giuseppe di Marco, Country Manager per l’Italia.

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Il gruppo Soldo con sede a Londra ha ottenuto la licenza di istituto per la moneta elettronica dalla Central Bank of Ireland, in modo da garantire il servizio ai suoi oltre 50mila utenti europei anche dopo il divorzio del Regno Unito dall’Unione Europea.

La nuova licenza E-Money, si legge in un comunicato del gruppo, autorizza Soldo a continuare a servire i propri clienti nel mercato europeo senza soluzione di continuità nonostante la Brexit. Grazie all’autorizzazione, Soldo potrà aprire conti ed emettere carte di pagamento per clienti che risiedono in ogni paese dell’intera area euro, grazie al passporting e migrerà da subito in Irlanda metà del suo attuale portafoglio.

Pagamenti digitali, Italia nel mirino di Soldo

Soldo è la terza società ad ottenere questa licenza dalla Banca Centrale irlandese, dopo quella che Facebook ha ottenuto nel 2016. Ancora rimane da vedere come effettivamente prenderà forma la Brexit e quando avverrà. Ma per molte compagnie finanziarie l’allontanamento di Londra dall’Europa, potrebbe rappresentare l’occasione per espandersi in alcuni mercati europei. Soldo ha messo nel mirino l’Italia.

Rispetto ad altri Stati UE, la terza economia dell’area euro è ancora in ritardo per quello che riguarda il fintech. E il popolo italiano rimane ancora molto legato ai contanti. Lo dicono tutte le statistiche a disposizione. Gli italiani restano molto affezionati all’uso delle banconote. Ma proprio per questa ragione, secondo Giuseppe di Marco, Country Manager per l’Italia di Soldo, il nostro Paese rappresenta una ghiotta opportunità di business.

Giuseppe Di Marco

In un mercato come quello italiano, ancora fortemente permeato dall’uso del contante” – dice il manager a The Cryptonomist – le potenzialità sono infinite. A dimostrarlo sono i casi di altri Stati, anche quelli più reticenti, dove si è registrato un incremento dei pagamenti elettronici”.

Ritiene che ci siano prospettive migliori in un mercato come quello italiano in cui le persone sono ancora molto legate ai contanti?

Parto con un racconto, quello di un’azienda di scarpe che un giorno decide di mandare in Africa due commerciali per selezionare il migliore. Il primo telefona dicendo: riportatemi a casa, niente da fare, sono tutti scalzi! Il secondo telefona entusiasta: preparate scarpe di ogni foggia e misura, perché abbiamo solo piedi nudi da vestire. Ecco, direi che è abbastanza autoesplicativa di come in un mercato come quello italiano, ancora fortemente permeato dall’uso del contante, le potenzialità siano infinite.

E lo sono non come stima, ma come evidenza rispetto a quanto è successo e continua a succedere nel resto del mondo come dati di crescita dei pagamenti elettronici.

Pensa che la soluzione di Soldo potrebbe funzionare anche per il settore pubblico oltre che per quello privato?

Certo, ed è già così. Tra i nostri clienti abbiamo ad esempio RAI, una delle aziende che si è mostrata più efficiente e più pronta ad adottare la nostra soluzione: le aziende hanno sempre più bisogno di efficienza e trasparenza.

La tendenza è questa: automatizzare i processi mantenendo il massimo controllo. E le carte Soldo fanno proprio questo, richiedendo tra l’altro un investimento modesto, ampiamente sotto le soglie di gara imposte alla pubblica amministrazione per gli appalti.

Abbiamo di recente realizzato una ricerca affidata ad un certificatore terzo, Forrester, che ha visto nelle nostre soluzioni un ritorno dell’investimento pari al 630% per le società che utilizzano i sistemi di pagamento Soldo e le nostre carte, quella generale e quella dedicata al carburante, Soldo Drive.

Qual è la posizione sul mondo delle criptovalute e cosa pensa della blockchain. Soldo ha idee o progetti in cantiere in questo ambito?

Abbiamo grande rispetto per queste tecnologie, essendo anche noi una società fintech, ma la criptovaluta è più assimilabile al contante, non registrando determinate informazioni.

Le nostre spese, tracciate da Soldo, sono invece dell’azienda, anche se eseguite attraverso un dipendente: per noi è fondamentale che il denaro sia dell’azienda fino a che il personale, autorizzato attraverso regole impostate sulla piattaforma di Soldo, non lo usa presso un esercente: e noi tracciamo ogni informazione relativa al pagamento: chi ha effettuato una spesa, di quale importo, con quale esercente con quale valuta.

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Daniele Chicca
Laureato in lingue e letterature straniere all'Università di Bologna, con un anno da undergraduate presso la UCL di Londra. Giornalista professionista dal 2007, si è con il tempo specializzato in finanza, economia e politica. Dopo tre anni presso il desk di Reuters a Milano, ha lavorato per diverse testate, contribuendo tra le altre cose a portare a un incremento del traffico progressivo sul sito Wall Street Italia e offrendo servizi di vario genere da inviato per Radio Rai e per le agenzie stampa AGI e TMNews (ex Apcom). Al momento è responsabile della redazione, della linea editoriale e del coordinamento di un importante sito di informazione economica e finanziaria