La Regione Lombardia ha avviato alcuni progetti di ricerca per studiare come utilizzare le tecnologie basate su blockchain.

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I progetti fanno parte del Programma Strategico Triennale (PST) per la Ricerca, l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico, a cui sono state assegnate complessivamente risorse per 750 milioni di euro.

Alla stesura del programma hanno partecipato oltre 1500 cittadini attraverso a una consultazione pubblica online sulla piattaforma web Openinnovation.

Tra i temi cardine del programma c’è infatti anche l’utilizzo di nuove tecnologie innovative per la pubblica amministrazione, come per l’appunto blockchain.

La prima sperimentazione in questo campo è già partita, con il premio Lombardia è Ricerca, ma il PST prevede di estendere l’ambito di applicazione anche su altri progetti dedicati alle politiche per la famiglia e sulla tracciabilità di alcune filiere.

Lo stato di avanzamento è quello di progetti sperimentali attivati in collaborazione con la società regionale Lombardia Informatica, la più titolata a muoversi su questo ambito, che pertanto è stata inserita nel piano ordinario di attività, anche dal punto di vista finanziario.

Regione Lombardia ricerca blockchain

Queste prime sperimentazioni sono finalizzate proprio a quantificare il rapporto costi/benefici delle relative applicazioni, e l’effettivo valore aggiunto per i cittadini e l’amministrazione. Una volta disponibili gli esiti, la Regione valuterà l’eventuale adozione su scala più ampia.

L’obiettivo infatti è anche quello di non incrementare i costi delle attività ordinarie della Regione, ma anzi di orientare le medesime verso soluzioni più efficienti ed efficaci, grazie alle nuove tecnologie.

Lo scopo generico del PST, infatti, è proprio quello di tracciare le linee di sviluppo per il futuro della ricerca e dell’innovazione.

Il Vicepresidente di Regione Lombardia e Assessore alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione delle imprese, Fabrizio Sala, ha dichiarato:

“La ricerca e l’innovazione non servono solo a stimolare l’economia ma rappresentano per noi strumenti per rispondere in maniera concreta e misurabile ai bisogni delle persone. […] Il 65% dei bambini che oggi vanno a scuola svolgeranno dei lavori che ancora non esistono. La nostra scommessa riguarda proprio la possibilità di individuare le competenze di domani in un’ottica di evoluzione continua. Con il Programma Strategico Triennale guardiamo al futuro e candidiamo la Lombardia ad essere una regione laboratorio, un luogo in cui si può fare innovazione, un punto di riferimento a livello internazionale”.