Lo scorso 22 marzo Giacomo Zucco ha tenuto una diretta live di Q&A in cui ha risposto a molte domande dei lettori, ma non a tutte. Se nella prima parte dell’intervista – pubblicata lo scorso weekend e realizzata raccogliendo queste domande – Zucco ha parlato di RGB e Lightning Network, stavolta si è concentrato sul dare la sua opinione di Stellar Lumens e Cardano.

Read this article in the English version here.

La terza puntata sarà pubblicata il prossimo weekend e parlerà invece di Grin e MimbleWimble.

giacomo zucco stellar cardano

Che ne pensi di Charles Hoskinson, fondatore di Cardano?

Conosco Charles Hoskinson da un bel po’ di tempo. La fase sperimentale di Ethereum prima che Ethereum degenerasse ulteriormente mi vedeva già scettico su alcune caratteristiche, la non scalabilità, la mancanza di privacy, la mancanza di sicurezza di solidity, il tentativo di fare contratti on chain, l’ICO per vendere token Ether, ma anche se queste cose non mi piacevano era prima del momento in cui Ethereum è diventato secondo me una cosa ben poco seria, con il fork per ridare soldi agli insider che hanno perso soldi con the DAO. Charles Hoskinson lavorava su Ethereum in questa fase e ho anche apprezzato il suo schierarsi con Ethereum Classic, che pure è un progetto che non mi interessa, non seguo e per cui non vedo un futuro rilevante. Ma almeno dal punto di vista ideale e di onestà verso le persone che detenevano il token Ether e verso le persone che avevano sentito parlare di Ethereum come un sistema per fare applicazioni unstoppable, non stoppabili, ecco quando Vitalik Buterin e altri hanno invece deciso di stoppare un applicazione, perché il risultato di quell’applicazione aveva portato a una perdita economica per loro che avevano promosso il DAO token con uno smart contract che poi si è rivelato completamente bucato e ha fatto perdere milioni di dollari a molte persone, Charles Hoskinson si è schierato sul fronte opposto: non si interviene per cambiare protocollo e la storia della moneta arbitrariamente per ridare soldi a persone che hanno investito male senza fare la dovuta due diligence su quello su cui hanno investito. Questa posizione a me è piaciuta dopo di che Charles Hoskinson è andato avanti su alcuni paper.

Io l’ho incontrato molte volte specialmente in conferenze fatte insieme in Ucraina. Ha elaborato molto questa idea del proof of stake. Io sono molto scettico sul PoS in generale per motivi già spiegati nel live, ma lui è andato avanti su queste cose fino a creare Cardano.

Cardano è un altcoin, che di base non mi interessa, non è sicuramente una altcoin con un interesse scientifico come Monero o Grin, anche se devo dire che dal punto di vista di rigore accademico, si è cercato di sperimentare con un certo rigore scientifico. Chiamerei Cardano l’altcoin dei professori. Cioè ci sono dei tentativi di sperimentare su verifica formale, una proof of stake che sia sicura, insomma ci sono dei tentativi di fare quantomeno una buona modellizzazione matematica alla base delle scelte. A differenza di altre altcoin. Detto questo si tratta di un progetto che non seguo e su cui non vedo particolare interesse.

Charles Hoskinson è stato molto ridicolizzato e questa è una cosa simpatica, per una sua uscita su Twitter. Quando ha chiesto un supporto ad alcune startup, si è sentito rispondere “scrivi al supporto utenti”, lui ha replicato “state dicendo a Charles Hoskinson co fondatore di Ethereum, fondatore di Cardano…” e ha cominciato a sciorinare una serie di titoli, e tutti quanti hanno cominciato a prenderlo in giro con dei meme inserendo titoli come quelli di Games of Thrones, “mother of dragons”, “breaker of chains”, ecc. È stato molto divertente trollare Charles in questa suo momento di hubris e arroganza ma è comunque un bravo ragazzo che mi capita di incontrare frequentemente.

giacomo zucco stellar cardano

Cosa ne pensi di Stellar Lumens?

La mia opinione di Stellar Lumens non è tanto diversa da quella su Ripple e XRP, anche se devo dire che la società Stellar si è comportata meglio, ha mostrato meno ombre della società Ripple. In particolare Stellar è un clone di Ripple.

Ripple si è mostrato problematico dal punto di vista tecnico perché di base sostiene di essere una struttura decentralizzata ma in realtà è centralizzata attorno a una struttura dati che si chiama ULN. Quando questa struttura dati centralizzati gestita dalla società Ripple viene meno, si creano dei fallimenti di consenso. Ecco, Stellar ha clonato Ripple prendendo atto di questa centralizzazione.

All’inizio ho apprezzato il fatto che il marketing fosse più onesto di quello di Ripple. Mentre Ripple nega l’esistenza di questa centralizzazione che invece esiste, Stellar in una serie di primi articoli riconosceva questa iniziale centralizzazione.

Parlando del modo in cui la società ha operato la creazione di una quantità incredibile di token, pensate che Ripple è stato lanciato in produzione e dopo il primo lancio non si capisce bene chi ha tenuto i token. La società li ha divisi in una fondazione più la società for profit più i fondatori stessi, teoricamente si sono impegnati a non venderli ma poi li hanno venduti lo stesso. Su questo consiglio un report BitMEX Research The Ripple Story e potete leggere la storia.

Stellar esce da questa storia molto controversa e molto dubbia in modo più pulito.

Anche se devo ammettere che Stellar recentemente mi è sembrato molto problematica come promozione. Innanzitutto quando ha fatto una partnership con l’applicazione Keybase ha giustificato questa collaborazione con un blog post dove propagandava delle cose non vere su bitcoin, tra cui la misconception del consumo energetico ecc. Cattivo marketing.

In secondo luogo Stellar ha cominciato la sua promozione ammettendo il modello Ripple invece poi è andata avanti nel tempo a negarlo sempre di più e nasconderlo sempre di più. Oggi il marketing di Stellar punta molto sulla decentralizzazione che invece non esiste, come non esiste in Ripple, perché si basa sempre sullo stesso modello centralizzato, su una federazione di nodi statica. Questo è il giudizio su Stellar.

Devo dire che anche dal punto di vista di marketing basato sui falsi annunci, tipo “Questa banca usa Ripple”, Stellar non ha avuto questa storia di annunci farlocchi continuativi, mentre Ripple si basa e vive in parte su quello.

E anche sul tipo di community Ripple ha puntato molto su una serie di account fasulli su Twitter, una serie di bot che sono stati scoperti essere in gran parte manipolati con una tecnica che si chiama astroturfing, un ente commerciale che gestisce una finta community. Poi ci sono anche veri entusiasti, per carità, ma esiste anche questa enorme operazione di finta community, mentre Stellar non ce l’ha.

Tra i due sicuramente guardo in modo più indulgente la seconda. Detto questo il token Lumens così come XRP è totalmente inutile, potevano benissimo non farlo e lanciare Stellar come sidechain di Bitcoin. Hanno deciso di fare diversamente per speculare di più sul token ed è una cosa che non mi interessa, non seguo e su cui non consiglio di investire sul lungo termine.