In Russia, il principale oppositore di Putin, Alexei Navalny, ha ricevuto più di 62 milioni di rubli con donazione anonime in bitcoin (BTC).

Read this article in the English version here.

Lo ha reso noto il canale Telegram FBK Staffer’s Confession, che ha anche pubblicato l’indirizzo del wallet a cui sono state inviate le donazioni.

Si tratta in totale di 2.124 transazioni, con 593.62 bitcoin (BTC) ricevuti, per un controvalore superiore a 3 milioni di dollari attuali.

Questo sarebbe ciò che Navalny ha raccolto su un unico indirizzo bitcoin, ma non è affatto detto che sia l’unico. Anzi, è decisamente possibile che utilizzi anche altri indirizzi non pubblicamente noti, mentre quello analizzato da FBK Staffer’s Confession sarebbe quasi sicuramente suo.  

Infatti, ci sono delle strane coincidenze tra le date di alcune ricezioni di btc e la pubblicazione di alcuni video. Ad esempio, il 5 settembre 2018 sono stati ricevuti 12,4 bitcoin ed il giorno successivo è stato pubblicato un video sul presidente della Cassa pensione Drozdov.

Poi il 21 novembre 2018 sono stati ricevuti 19,9 bitcoin ed il giorno successivo è stato pubblicato un video sulla cittadinanza britannica di Sergey Brilev. Anche il 7 giugno fu pubblicato un video sull’attico di Slutsky, mentre il 4 giugno arrivarono ​​10,8 btc.

FBK Staffer’s Confession rivela anche altre di queste coincidenze, con tutti i dettagli, che suggerirebbero in modo abbastanza evidente che quell’indirizzo bitcoin sia controllato dal gruppo di Navalny, sebbene non vi sia certezza assoluta.

Va tuttavia aggiunto che il capo dello staff della Fondazione anti-corruzione russa (FBK) ha negato qualsiasi connessione tra queste transazioni e le sue indagini, accusando il canale Telegram anonimo di aver riportato fatti inesistenti.

Comunque, in questo caso, come già in altri casi simili, Bitcoin dimostra di essere una potente arma per la libertà finanziaria assoluta, visto che non c’è modo di arrestarne, impedirne o censurarne le transazioni, come invece potrebbe facilmente accadere con le valute fiat.

Infatti, è davvero difficile immaginare come un così noto oppositore politico del regime russo avrebbe potuto incassare liberamente somme simili, provenienti eventualmente anche dall’estero, qualora avesse chiesto invii in valuta fiat.