IBM ha depositato un brevetto presso l’USPTO (US Patent and Trademark Office) descritto come una “blockchain test configuration” che potrebbe fornire una “infrastruttura semplice e sicura per testare le applicazioni software”.

Ai miner che parteciperanno ai test verrà assegnato il compito di effettuare le prove, per essere poi ricompensati in bitcoin o altre criptovalute una volta portati a termine i compiti assegnati.

Secondo IBM la particolarità di questa piattaforma è che potrebbe ridurre la quantità di denaro e di risorse che le attuali infrastrutture di test basate su cloud richiedono.

Nella domanda di brevetto si legge che “i test di automazione del software sono diventati più intensivi di quelli hardware in quanto la complessità e i requisiti delle nuove applicazioni software continuano ad aumentare“. Spesso infatti è necessario un ampio pool di risorse hardware, che deve inoltre poter aumentare anche in modo esponenziale con l’aumento delle applicazioni da testare, o della loro complessità.

Il brevetto invece propone un metodo con il quale una richiesta di testare un’applicazione possa essere distribuita a una rete di nodi, costituita da diversi tester collegati in rete, ed eseguita tramite un “contract document”, ovvero uno smart contact. Quest’ultimo fornirebbe ai tester tutte le informazioni necessarie per eseguire i test, comprese quelle relative al premio che verrebbe loro assegnato una volta eseguito il test.

Con questo metodo anche la ricezione dei risultati la loro registrazione potrebbe avvenire su blockchain.

Così al posto di dover affidare questi test ad un unico soggetto, che spesso deve poter già disporre di hardware molto potente, li si affiderebbe a una rete di tester, ognuno dei quali non necessita di hardware eccessivamente potente: in questo caso sarebbe l’unione dei numerosi tester a fare la forza di questa soluzione.

Inoltre tutto verrebbe gestito con la velocità e la sicurezza della blockchain, compresa la conservazione dei dati finali dei test.

IBM fornisce già servizi software alle aziende basati su blockchain, e questo brevetto dimostra che l’interesse dell’azienda su questa tecnologia rimane elevato. Anzi, dimostra anche una buona dose di creatività, dovuta probabilmente ad una buona comprensione delle sue peculiarità tecniche.

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