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Troppi debiti, viva il bitcoin
Troppi debiti, viva il bitcoin
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Troppi debiti, viva il bitcoin

By Marco Cavicchioli - 12 Apr 2018

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Il mondo galleggia su un mare di debiti. Debiti pubblici e debiti privati.

Solo i primi sono cresciuti del 40% negli ultimi 10 anni. Grosso modo rischiamo di raggiungere nei prossimi anni la drammatica soglia del 300% del pil mondiale.

Brendan Bernstein è un ex economista di Goldman Sachs, fondatore di Tetras Capital. Ultimamente sul proprio profilo Twitter ha pubblicato molti cinguettii in cui descrive quali sono secondo lui i reali problemi finanziari del mondo, cogliendo l’occasione per suggerire un nuovo modo di osservare e giudicare anche bitcoin.

Secondo Bernstein il bitcoin non è una bolla, e il suo prezzo attuale non è insostenibile. Anzi, in realtà sarebbero insostenibili il welfare state americano, l’egemonia del dollaro, il debito globale, i prezzi delle obbligazioni e delle azioni, il debito cinese e altre criticità della finanza tradizionale.

Anzi, dichiara esplicitamente ad esempio che nessuno scenario è buono per il dollaro, e la prossima crisi purtroppo è inevitabile“.

In particolare uno dei problemi chiavi sottolineati da Bernstein sarebbe il debito.

In un tweet dice: “Il rapporto tra debito e PIL è aumentato in tutte le economie avanzate dal 2007”, aggiungendo che l’accumulo di debito non può andare su all’infinito.

A un certo punto il credito dovrà essere rimborsato, e l’ultima volta che un ciclo di debito a lungo termine è terminato fu 1929, quando il debito crollò dal 255% del PIL a meno del 150%.

Ma non è solo Bernstein ad avere grossi dubbi sulla sostenibilità del debito: anche Christine Lagarde, direttore dell’FMI, ultimamente ha parlato di un aumento problematico del debito, che richiederebbe di limitare le spese per non creare difficoltà nella bilancia dei pagamenti.

Con un preciso riferimento al debito cinese che, come conferma lo stesso Bernstein, è salito alle stelle: la Cina ad oggi ha 40 trilioni di dollari di asset bancari, con 11 trilioni di PIL, mentre gli USA hanno solo 17 trilioni di dollari di asset bancari, con 19 trilioni di PIL.

Secondo l’ex economista di Goldman Sachs invece bitcoin sarebbe “una risposta alle bolle molto reali nella nostra economia oggi”.

Inoltre, ha dichiarato espressamente che secondo lui bitcoin è sottovalutato rispetto all’ecosistema macro-politico in cui viviamo. Il mondo è alla ricerca di un rifugio sicuro”.

Questo rifugio sicuro potrebbe essere un asset finanziario in grado di assicurare sostenibilità del suo valore sul lungo periodo. È evidente come Bernstein non creda che gli strumenti offerti dalla finanza tradizionale possano essere considerati a oggi un rifugio sicuro, mentre d’altro canto bitcoin è stato invece evidentemente progettato fin dall’inizio per esserlo.

Infatti la sua offerta “in-elastica” al mercato, la decentralizzazione che impedisce a qualcuno di modificarne la struttura di base, e la sua natura deflazionistica lo renderebbero davvero un buon candidato a ricoprire questo ruolo.

Bitcoin pertanto potrebbe essere “un legittimo miglioramento rispetto al nostro attuale sistema finanziario”, anche se ha ancora necessità di essere ulteriormente sviluppato.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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