Il rapporto tra hacker e Bitcoin full node
Il rapporto tra hacker e Bitcoin full node
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Il rapporto tra hacker e Bitcoin full node

By Matteo Cugusi - 31 Ago 2018

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Nella sessione live che l’influencer crypto Andreas Antonopoulos tiene privatamente su Youtube, un utente gli ha oggi posto una domanda circa la sicurezza di un full node.

“L’esecuzione di un Bitcoin full node o di un nodo Lightning in casa attira gli hacker nell’indirizzo IP o nella rete domestica? Inoltre, potrebbe rivelare la proprietà di bitcoin e attirare attacchi fisici?”

Al momento nel mondo ci sono 9700 full node e, nonostante sia impossibile minare bitcoin da un normale computer casalingo, sarebbe importante avere un full node per verificare da sè quello che viene scritto sulla blockchain di bitcoin.

Molte persone per questo decidono di eseguire un full node, avendo in mente il problema della sicurezza. A questo tema, Andreas risponde:

“L’esecuzione di un full node sulla rete domestica potrebbe, in determinate circostanze, rendere evidente al mondo che si è interessati a Bitcoin. Ora, se la sicurezza dipende dal fatto che nessuno deve sapere del mio interesse per Bitcoin, c’è un termine per questo e si chiama sicurezza tramite segretezza, e non è proprio sicura”.

La sicurezza tramite segretezza si basa fondamentalmente sul fatto che le persone non conoscono quali siano i temi che, per esempio, interessano un’altra persona ed è sicuramente una forma di sicurezza molto debole.

“Quindi, se ci si affida solo a questo metodo per la sicurezza delle proprie crypto, allora si ha un grosso problema. Perché se è facile accedere ad un portafoglio bitcoin o compromettere un computer Windows o Mac, allora si diventa esposti ad attacchi ad ampio raggio alla ricerca di file specifici come ad esempio i file wallet.tax o le voci negli appunti codici che sembrano indirizzi Bitcoin o chiavi private.”

L’unico modo per cui un full node potrebbe ledere alla sicurezza, sarebbe se il proprio pc venisse infettato e quindi rubate le proprie chiavi private, nel caso in cui queste fossero salvate sullo stesso device.

“La buona sicurezza che si dovrebbe fare è mantenere in efficienza il sistema operativo, cioè applicare gli aggiornamenti di sicurezza non appena escono, sempre. Non installare tutti i tipi di software bizzarri di cui non si conosce la provenienza. Fare attenzione alle impostazioni dei firewall per proteggere l’accesso dall’esterno, utilizzare password complesse sul sistema operativo e su tutti i siti web che si visitano utilizzando un gestore di password. Se si è veramente preoccupati di pubblicizzare la presenza di un nodo Bitcoin, una delle cose che si possono fare è usare un nodo Tor nascosto dove i nodi Bitcoin comunicano solo attraverso Onion Network di Tor. Ciò che fa oscurare l’origine e destinazione dei messaggi relativi a Bitcoin e le interazioni del protocollo eseguite dal nodo stesso. I full starter kit sono un ottimo modo per essere coinvolti nell’avvio e nell’esecuzione dei propri full node di Bitcoin.”

Matteo Cugusi
Matteo Cugusi

Matteo ama la tecnologia Bitcoin e Blockchain. Ha fondato diverse startup nel settore e fa parte del team marketing di varie ICO. Ha iniziato la sua carriera lavorativa prima in banca, lavoro che ha lasciato intenzionalmente dopo 3 mesi per buttarsi nel mondo di Internet. Nel 2015 ha iniziato ad accettare bitcoin per vendere prodotti e servizi online.

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