Metaverso in Italia: uno su quattro sa cos’è
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Metaverso in Italia: uno su quattro sa cos’è

By Vincenzo Cacioppoli - 5 Apr 2022

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Una ricerca della società di consulenza Sensemakers, ha cercato di scoprire qual è la percezione e la conoscenza del metaverso in Italia.

Sensemakers: una ricerca sulla conoscenza del metaverso in Italia

donna vr metaverso
Secondo la ricerca di Sensemakers, un italiano su quattro conosce il metaverso

La società di consulenza aziendale Sensemakers ha realizzato di recente una ricerca per capire qual è la percezione, la conoscenza e le opinioni degli italiani sul metaverso. I risultati sono stati per certi versi sorprendenti.

Innanzitutto la ricerca evidenzia come circa un terzo degli italiani non sappia proprio cosa sia il metaverso. E la cosa non può che stupire considerando come ormai soprattutto dopo la decisione di Facebook di lanciarsi senza esitazioni in questo nuovo business, il tema sia discusso e trattato da mesi da tutti gli organi di informazione nazionale e non.

I dati dell’analisi evidenziano una forte polarizzazione delle posizioni rispetto a sesso, età e livello di istruzione.

Come è quasi naturale che sia la categoria che è maggiormente interessata e che conosce più a fondo il tema si annida nella fascia tra i 18 e i 24 anni, chiaramente molto più interessati e conoscitori della tecnologia e delle nuove innovazioni nel campo.

I risultati riscontrati

ricerca italia dati
I dati risultanti dalla ricerca condotta da Sensemakers

Nel dettaglio dalla ricerca risulterebbe come circa il 25% degli italiani dichiara con sicurezza di sapere cosa sia il metaverso. La percentuale sale al 30% tra gli uomini, ma scende al 21% tra le donne. 

Raggiunge come detto la percentuale più alta del 37% tra i giovani dai 18 ai 24 anni, mentre scende al 33% nella fascia 25-34. Crolla invece al 17% degli intervistati tra i 55 e i 64 anni, per poi essere ad un misero 13% per gli intervistati over 65. 

La maggior parte oltre il 70% del campione maggiormente informato sarebbe anche maggiormente istruito.

Secondo il 56% del campione intervistato le aziende dovranno sicuramente investire prima o poi sul metaverso. Per il 22% degli intervistati perché nel metaverso si possono fare cose impossibili nella vita reale. E per il 34% invece perché il metaverso semplificherà il lavoro e le relazioni lavorative.

Il restante 44% (percentuale che sale al 51% tra le donne) del campione crede invece che le aziende dovrebbero investire su cose reali per risolvere problemi tangibili.

Per quasi la metà degli italiani, il 49%, il metaverso avrà particolarmente successo nei social media, molto probabilmente influenzati nella risposta dal  fatto che Facebook, ora Meta Platform, è stata la prima grande azienda a parlare e ad investire nel settore.

Ma secondo gli italiani ci sarebbero anche molte criticità nella eccessiva diffusione del metaverso nella società. Secondo il 43% questa innovazione aumenterà in maniera esponenziale il potere in mano alle grandi società tecnologiche, e inoltre questo potrebbe far aumentare ulteriormente anche le diseguaglianze economiche e sociali.

A tal proposito Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers, ha spiegato:

“Alcuni segnali di diffidenza evidenziati dai segmenti femminili e più maturi non vanno tuttavia sottovalutati soprattutto in un Paese come il nostro dove il digital divide è ancora forte. Anche perché la percezione comune è che il metaverso potrebbe amplificare squilibri e diseguaglianze del mondo digitale proprio in una fase in cui l’attenzione delle aziende al purpose e ai problemi della vita reale è particolarmente alta.”

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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