HomeCriptovaluteBitcoinBTC: oggi prezzo fermo a 116.000 USD, ma i segnali sono buoni

BTC: oggi prezzo fermo a 116.000 USD, ma i segnali sono buoni

Oggi, il prezzo di BTC sembra sostanzialmente fermo poco sopra i 116.000 USD. 

Tuttavia dai mercati emergono alcuni segnali che fanno credere in una possibile prosecuzione della bull run. 

A tutto ciò si aggiungono anche dei segnali provenienti dalla politica USA, che rendono la situazione potenzialmente ancora più rosea, sul medio periodo. 

La bull run del prezzo di BTC

L’attuale bull run del prezzo di Bitcoin è in atto da maggio, ma a luglio sembra essersi temporaneamente fermata.

Dopo il boom della seconda settimana di luglio, culminato con il nuovo massimo storico ben sopra i 120.000 USD, in realtà c’è stata una correzione, che però è stata minima e di breve durata. 

Infatti dopo soli sei giorni di correzione è iniziato un rimbalzo che potrebbe essere ancora in corso. 

Il problema è che questo rimbalzo non ha consentito al prezzo di BTC di tornare sopra i 120.000$, tanto che da ieri è sostanzialmente fermo, nonostante un brevissimo tentativo fallito di riportarsi sopra i 117.500 USD. 

Pertanto da più di 24 ore il suo andamento è sostanzialmente fermo, ed in linea con quello di luglio al netto però dei picchi che lo hanno portato sopra i 120.000 USD, per la prima volta nella sua storia. 

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I segnali positivi

Nonostante la situazione oggi sia molto tranquilla, perlomeno per ora, emergono però chiaramente un paio di segnali potenzialmente positivi. 

Il primo, piccolo ma chiarissimo, è la leggera diminuzione della pressione di vendita di BTC sugli exchange crypto. 

Da notare che la scorsa settimana, in piena correzione, la pressione di vendita era leggermente aumentata, pertanto la leggera riduzione degli ultimi giorni risulta significativa anche per quanto concerne l’andamento del prezzo. 

Va però specificato che si tratta di oscillazioni minime, compatibili con movimenti minimi di prezzo. 

Il secondo segnale è meno chiaro, ma potenzialmente più importante. 

Infatti, ormai da quasi un mese il prezzo di Bitcoin è salito nonostante il dollaro USA (USD) non sia debole, e soprattutto è rimasto su livelli molto elevati. Basti dire che il prezzo attuale di BTC è solamente del 5% inferiore al massimo storico. 

Il punto è che a fine luglio il Dollar Index (DXY) è salito in modo significativo, ma senza che il prezzo di BTC scendesse. Occorre ricordare che l’andamento del prezzo di Bitcoin tende ad essere inversamente correlato al Dollar Index, ma solamente a medio termine. 

Attualmente il livello del Dollar Index è identico a quello del 16 giugno, quando il prezzo di BTC era inferiore a 110.000 USD, pertanto la forza di Bitcoin da quasi un mese è notevole, anche se non ancora sufficiente da far riprendere la bull run

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I segnali esterni

Vi sono però anche due segnali esterni. 

Il primo, importantissimo, è arrivato ieri, quando si è diffusa la notizia che Trump avrebbe firmato un ordine esecutivo per rendere più semplice per i fondi pensione americani investire in criptovalute

La notizia ufficiale della firma dell’ordine esecutivo è poi arrivata oggi, ma ieri è bastata l’indiscrezione per far risalire il prezzo di BTC da meno di 115.000 a quasi 117.000 USD. 

In realtà questa notizia potrebbe avere effetti positivi soprattutto sul medio/lungo periodo, ma i mercati l’hanno lo stesso presa bene anche a breve termine. 

Il secondo segnale è più complesso. 

Deriva dalla nomina di Stephen Miran a membro del Board della Fed dopo le dimissioni di Adriana Kugler

Miran infatti è l’ideologo dietro la politica commerciale di Trump basata sui dazi, ed uno dei pilastri di quella ideologia è l’indebolimento del dollaro per favorire le esportazioni. 

Da notare che il Dollar Index nel corso del 2025 è già sceso parecchio, da circa 110 punti fin sotto i 96 punti. Negli ultimi due mesi è poi risalito sopra in 98 punti, ma se alla Fed passa la linea di Trump mirata ad indebolire il dollaro, in futuro potrebbe anche scendere molto più in basso. 

La bolla speculativa

Il mese di luglio si è concluso con una candela del prezzo di BTC molto simile a quella di agosto 2017, se confrontata con l’andamento del Dollar Index. 

All’epoca, a settembre, ci fu una correzione seguita ad ottobre da una forte ripresa della bull run che portò al gonfiarsi di una mega-bolla speculativa scoppiata solo poi nella seconda metà di dicembre. 

Oltretutto fino ad oggi è sempre stato così nell’anno successivo alle elezioni presidenziali USA, da quando esiste Bitcoin, tranne che nel 2009 quando BTC non era ancora scambiabile su nessun echange, e aveva sostanzialmente valore zero.

Pertanto è possibile che anche quest’anno, a fine anno, possa gonfiarsi sul prezzo di BTC un’altra bolla speculativa, la cui entità potrebbe dipendere anche e soprattutto dall’andamento del Dollar Index.

Se agosto si chiudesse con una candela simile a quella di settembre 2017, ci si potrebbe attendere in teoria un settembre 2025 in cui il prezzo di BTC riprenda a crescere, con poi magari il gonfiarsi di un’altra bolla speculativa tra ottobre e novembre. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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