Maggiore chiarezza normativa e risparmi misurabili stanno accelerando l’adozione delle stablecoin tra imprese e istituzioni finanziarie. Dopo l’approvazione del GENIUS Act – firmato in luglio 2025 – un sondaggio condotto da EY‑Parthenon (EY) ha indicato un netto cambio di passo nei pagamenti transfrontalieri e nei processi di tesoreria. In questo contesto, i segnali operativi si riflettono già nelle scelte di chi gestisce flussi e liquidità.
Secondo i dati raccolti da analisti di settore e desk di advisory coinvolti in progetti pilota tra il 2024 e il 2025, i primi deployment aziendali hanno mostrato tempi di settlement ridotti mediamente del 60–90% rispetto ai corridoi bancari legacy e miglioramenti significativi nella riconciliazione contabile. Gli operatori con cui lavoriamo segnalano che la definizione dei requisiti di riserva e dei processi di custodia è stata la leva principale per sbloccare approcci su scala industriale.
Questi riscontri confermano le raccomandazioni di organismi internazionali su rischi e requisiti operativi Bank for International Settlements – CPMI e nelle analisi recenti sulla governance e le implicazioni di sistema Bank for International Settlements – BIS Bulletin.
Dati aggiornati al 21 settembre 2025.
Summary
In 30 secondi: i numeri chiave
- 13% delle aziende già utilizza stablecoin, in particolare per pagamenti cross‑border.
- 54% prevede l’adozione entro 6–12 mesi.
- 41% degli utilizzatori registra una riduzione nei costi pari o superiore al 10%.
- Solo 8% accetta attualmente pagamenti direttamente in stablecoin.
- Entro il 2030 si stima che il segmento cross‑border coprirà tra il 5% e il 10% dei pagamenti, pari a un valore di $2,1–$4,2 trilioni.
Cosa rivela il sondaggio EY‑Parthenon
Il sondaggio EY‑Parthenon, condotto a seguito della firma del GENIUS Act, evidenzia un interesse crescente orientato ai risultati. Le aziende stanno sperimentando l’uso delle stablecoin per ridurre costi e attriti operativi, concentrandosi in particolare sui pagamenti internazionali e sull’impiego di stablecoin denominate in USD. In altre parole, emerge un pragmatismo che premia benefici concreti rispetto a test isolati.
Stablecoin nei pagamenti: fotografia 2025
| Indicatore | Valore |
| ————————————– | ————————————————– |
| Adozione già in corso | 13% delle aziende |
| Piani di adozione (6–12 mesi) | 54% delle aziende |
| Risparmi sui costi | 41% segnala una riduzione di almeno il 10% |
| Accettazione diretta in stablecoin | 8%, attualmente |
| Quota cross‑border stimata per il 2030 | 5–10% (= $2,1–$4,2 trilioni) |
GENIUS Act: cosa cambia per imprese e istituti
Il GENIUS Act, entrato in vigore a luglio 2025, introduce requisiti di riserva e procedure di approvazione per gli emettitori di stablecoin in dollari. Per gli operatori, il nuovo quadro normativo riduce l’incertezza su aspetti quali liquidità, trattamento fiscale, custodia e interoperabilità con l’infrastruttura bancaria tradizionale. Va detto che una cornice più definita agevola anche l’interlocuzione con controparti e auditor.
Impatto atteso sull’adozione
La nuova cornice regolatoria è riconosciuta come il principale driver di implementazione. Con regole più chiare, i team di treasury, compliance e IT sono ora in grado di avviare progetti pilota con una valutazione del rischio più precisa e una maggiore scalabilità nel medio termine. Detto ciò, i piani avanzano per gradi, con tappe di validazione e controlli progressivi.
Perché le aziende guardano alle stablecoin
I benefici delle stablecoin sono concreti: la riduzione dei costi nei trasferimenti internazionali è immediata, in particolare in quei corridoi dove i canali bancari risultano onerosi e lenti. A questo si sommano maggiore velocità, trasparenza nelle transazioni e una migliore riconciliazione contabile. In effetti, la visibilità dei passaggi operativi migliora lungo l’intero ciclo del pagamento.
- Risparmi sui trasferimenti cross‑border (con una riduzione dei costi pari o superiore al 10% per il 41% degli utenti).
- Settlement più rapido, supportato da una traccia digitale end‑to‑end.
- Minore dipendenza da intermediari e da commissioni multilivello.
Le barriere che frenano l’integrazione
Tuttavia, non tutti gli aspetti sono pronti. Persistono criticità nell’adattamento di gestionali e contabilità, nella disponibilità di liquidità on‑chain su diverse reti e nella vera interoperabilità tra piattaforme. In questa fase iniziale, molte aziende pianificano di contare su partner bancari o fintech per facilitare l’integrazione. In altri termini, l’ecosistema cresce ma con una maturità non omogenea.
Dove serve ancora lavoro
- Contabilità e reporting: necessità di armonizzare regole di bilancio e riconciliazione multi‑rete.
- Custodia e segregazione degli asset digitali.
- Questioni di tax e compliance cross‑giurisdizione.
- Scelte tecnologiche: definizione delle reti, standard, wallet aziendali e sistemi KYC/AML.
Scenario 2030: quanto vale il segmento cross‑border
Secondo le stime di EY‑Parthenon, entro il 2030 si prevede che tra il 5% e il 10% dei pagamenti transfrontalieri potranno transitare tramite stablecoin, per un valore compreso tra $2,1 e $4,2 trilioni. L’ampiezza di questa stima è dovuta all’incertezza riguardo alla scalabilità delle reti, all’integrazione con gli attuali payment rails e all’armonizzazione delle normative internazionali. Eppure, la traiettoria di adozione appare costruttiva.
Esempio pratico: il caso di un esportatore mid‑cap
Consideriamo un’azienda con $10 milioni annui in pagamenti cross‑border: se l’adozione delle stablecoin consente di ridurre i costi del 10%, l’azienda potrebbe generare un risparmio annuo di circa $1 milione. Questo vantaggio aumenta in contesti in cui le commissioni tradizionali sono particolarmente elevate o quando i tempi di settlement causano costi finanziari maggiori. In questo quadro, anche la previsione dei flussi di cassa beneficia di tempi più certi.
Cosa osservare nei prossimi mesi
- Piloti tra banche, fintech e corporate su processi di fatturazione e treasury.
- Implementazione di standard di interoperabilità cross‑chain e sviluppo del tokenized cash bancario.
- Ulteriori chiarimenti relativi a IVA, imposte e criteri contabili.
- Evoluzione delle commissioni in confronto ai circuiti di pagamento tradizionali.

