Oggi si è verificato un altro crollo del prezzo di Bitcoin.
Ieri infatti il prezzo di BTC era sceso a 91.000$ in serata, ma questa notte si è spinto anche sotto i 90.000$.
Esiste però la possibilità che il picco minimo locale di questo periodo sia stato toccato proprio oggi.
Summary
Il crollo del prezzo di Bitcoin verso i $90.000
Il crollo in realtà era iniziato a fine ottobre, quando il prezzo di BTC era sceso da 115.000$ a 106.000$.
All’inizio di novembre sembrava fosse in grado di rimbalzare, ma tra il 3 ed il 5 novembre è sceso ancora fino a tornare sotto i 100.000$.
In seguito si sono verificate altre due discese, una poco prima della metà del mese che lo ha riportato sotto i 95.000$, e l’ultima iniziata ieri.
Quest’ultima discesa potrebbe essere ancora in corso, ma vi è almeno un elemento che fa supporre che potrebbe terminare oggi.
In totale comunque in ventidue giorni il prezzo di Bitcoin ha perso il 20%.
Sui mercati tradizionali questo sarebbe un vero e proprio crollo, mentre sui mercati crypto in realtà andrebbe definito come un mini-crollo, perchè i veri crolli crypto fanno -20% in pochi giorni, non in tre settimane abbondanti.
Oltretutto il prezzo attuale di BTC è a -28% dai massimi storici registrati un mese e mezzo fa, ovvero un livello assolutamente non basso.
Il ruolo dello shutdown
È possibile che una delle cause scatenanti di questo mini-crollo sia stato lo shutdown del governo USA.
Iniziato il primo ottobre, ha di fatto bloccato sui conti governativi centinaia di miliardi di dollari che altrimenti sarebbero stati immessi sul mercato.
Da notare che il crollo di ieri sui mercati tradizionali non è stato accompagnato, come ci si aspetterebbe, da una risalita dell’oro. Anzi, il prezzo dell’oro ha perso più del 3% nelle ultime quattro sessioni di borsa.
Si tratta di un calo significativo, per gli standard dell’oro, che suggerisce che non ci sia affatto in atto una fuga dal risk-on al risk-off sulle borse tradizionali.
Il problema pertanto potrebbe essere un altro, ed ha tanto il sapore di essere una piccola crisi di liquidità, che quindi impatta un po’ su tutti i prezzi.
Tale piccola crisi di liquidità potrebbe proprio essere stata causata dalle centinaia di miliardi di dollari fermi sui conti governativi USA da ottobre a causa dello shutdown.
Le tempistiche
Tornando a Bitcoin, il giorno dell’inizio dello shutdown (1°ottobre) il trend del suo prezzo era ascendente, e lo rimase ancora per sei giorni. Infatti il 6 ottobre ha fatto registrare il suo massimo storico sopra i 126.000$.
A quel punto però è iniziato un trend discendente, con un primo calo sotto i 121.000$ già il giorno seguente, ed un secondo forte calo il 10 ottobre con discesa fin sotto i 110.000$.
Dopo un periodo di lateralizzazione volatile proprio attorno ai 110.000$, a fine ottobre sono iniziate le tre discese di cui sopra.
La cosa curiosa è che, da quando è finito lo shutdown sono passati proprio sei giorni.
Il giorno in cui il Congresso USA ha approvato la fine dello shutdown è stato il 12 novembre, ma di fatto solo il 13 il governo USA ha potuto ripristinare tutte le attività, ed in primis i pagamenti.
Ma la cosa ancora più curiosa è che la parabola discendente del prezzo di Bitcoin in questi primi sei giorni dopo il termine dello shutdown risulta essere speculare rispetto a quella dei primi sei giorni dopo il suo inizio: movimenti giornalieri praticamente identici, solo al contrario.
A questo punto ci si potrebbe anche aspettare che il picco minimo locale del prezzo di BTC sia stato fatto oggi, anche se questa è soltanto un’ipotesi che ha ancora bisogno di conferme.
Le previsioni sul prezzo di Bitcoin
Circolano moltissime previsioni negative per quanto riguarda l’andamento del prezzo di Bitcoin a breve termine.
In effetti quasi tutti gli indicatori sono negativi, tanto che risulta difficile immaginare un rimbalzo già oggi.
Tuttavia lo shutdown governativo USA è stato il più lungo dell’intera storia degli Stati Uniti d’America, pertanto la situazione attuale in realtà è molto anomala, tanto da non poter essere esaminata con i classici strumenti utilizzati per altre occasioni simili.
In altre parole, non è assolutamente detto che ciò che è accaduto in passato si ripeta, proprio perché la situazione attuale in realtà non si è mai verificata prima.
Questo rende le previsioni attuali un po’ più deboli del solito, mentre consente di immaginare che l’ipotesi del trend di uscita dallo shutdown simile a quello di entrata, ma al contrario, potrebbe avere un senso.
Da notare che, nel caso in cui in effetti nei prossimi giorni dovessero verificarsi risalite simili, ma contrarie, alle due discese della prima metà di ottobre, l’anomalia potrebbe semplicemente esaurirsi, magari nel corso di una o due settimane, e l’andamento del prezzo di Bitcoin potrebbe riprendere il suo corso fisiologico.
A tal proposito esiste la possibilità che nelle prossime settimane il Dollar Index possa tornare a scendere in modo significativo, e questo potrebbe dare un’ulteriore mano a BTC.

