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Riciclaggio criptovalute, reti russe e spionaggio in Europa

Le indagini del Regno Unito mettono in luce un sofisticato sistema di riciclaggio criptovalute che collega servizi segreti russi, criminalità organizzata e operazioni di spionaggio in Europa.

Come operava la rete di Ekaterina Zhdanova secondo la NCA?

La National Crime Agency britannica ha ricostruito come i servizi segreti russi abbiano finanziato una rete di spionaggio condannata nel Regno Unito attraverso un sistema da contanti a crypto gestito dall’imprenditrice Ekaterina Zhdanova. Secondo l’agenzia, la donna avrebbe cercato di sostenere economicamente la rete di spie legata all’ex dirigente di Wirecard Jan Marsalek.

Questa inchiesta collega reti di riciclaggio del valore di miliardi a dinamiche geopolitiche, organizzazioni criminali e attività riconducibili a stati, con tracce individuate in almeno 28 città e località britanniche. Inoltre, evidenzia come strutture formalmente commerciali possano trasformarsi in infrastrutture finanziarie al servizio dell’intelligence.

Come riportato da Bloomberg, quasi un anno dopo lo smantellamento di due grandi sistemi di riciclaggio russi che avevano movimentato miliardi a livello globale, la NCA ha rivelato che la rete “Smart” di Zhdanova è stata utilizzata da soggetti collegati ai servizi segreti russi per finanziare sei cittadini bulgari, oggi condannati fino a 10 anni per spionaggio.

Marsalek, che collaborava con l’intelligence russa ed è scomparso dopo il crollo di Wirecard nel 2020, avrebbe speso fino a 45.000 sterline (circa 58.768 dollari) per operazioni che includevano il monitoraggio di giornalisti e politici, oltre alla pianificazione di omicidi, prima che la rete venisse smantellata.

In che modo le reti Smart e TGR ripulivano denaro in crypto?

L’operazione “Destabilise” ha portato a 128 arresti nel mondo e al sequestro, solo nel Regno Unito, di oltre 25 milioni di sterline (circa 33 milioni di dollari) in contanti e criptovalute. Si tratta di uno degli interventi più estesi contro questo tipo di infrastrutture finanziarie illegali.

Le reti Smart e TGR funzionavano come clearing house illecite: raccoglievano contanti in un paese e rendevano disponibile un valore equivalente in un altro, utilizzando la stablecoin Tether per garantire una forte liquidità. In questo modo, il passaggio da contanti a risorse digitali risultava rapido e difficilmente tracciabile.

Questi circuiti criminali, molto liquidi in asset digitali, raccoglievano proventi illeciti dal traffico di droga e dalla fornitura di armi, convertendoli in criptoattività considerate “pulite”. Tuttavia, la struttura transnazionale permetteva anche di collegare mercati locali a reti globali.

“Attraverso questo schema di riciclaggio possiamo ora tracciare una linea che unisce il denaro del traffico di droga locale al crimine organizzato globale, alla geopolitica e ad attività sponsorizzate da stati”, ha dichiarato Sal Melki, vicedirettore per i crimini economici della NCA.

Secondo l’agenzia, queste reti operano a tutti i livelli del riciclaggio internazionale: dall’incasso di contanti ai margini dello spaccio di strada, fino all’acquisto di banche e alla facilitazione di violazioni su vasta scala dei regimi sanzionatori.

Qual è il ruolo del Bitcoin nel finanziamento delle operazioni dell’FSB?

Al di là del caso britannico, i servizi di intelligence russi hanno fatto crescente affidamento su Bitcoin per il finanziamento di operazioni coperte in Europa. Ciò include tanto i pagamenti a informatori quanto il sostegno logistico ad attività clandestine.

A giugno, un’inchiesta di Reuters condotta insieme alle società di analisi blockchain Global Ledger e Recoveris ha mostrato come il Federal Security Service (FSB) abbia utilizzato criptovalute per finanziare attività di spionaggio, tra cui il reclutamento del giovane canadese Laken Pavan, fermato a Donetsk.

Pavan avrebbe ricevuto poco più di 500 dollari in Bitcoin mentre si trovava a Copenaghen, prima di fuggire in Polonia. Qui si è consegnato alle autorità, ottenendo in seguito una condanna a 20 mesi di carcere.

Gli analisti blockchain hanno rintracciato quel pagamento attraverso wallet intermedi fino a un portafoglio più ampio, creato nel giugno 2022, che da allora ha gestito oltre 600 milioni di dollari in Bitcoin, incluse transazioni passate attraverso l’exchange russo sanzionato Garantex.

L’analisi di Global Ledger ha rilevato che le operazioni provenienti da indirizzi riconducibili all’FSB seguivano schemi di riciclaggio strutturati, con attività concentrate esclusivamente negli orari lavorativi di Mosca. Inoltre, questo modello temporale conferma la natura organizzata e centralizzata delle operazioni.

Recoveris ha identificato una rete di 161 indirizzi Bitcoin collegati al servizio di sicurezza russo, con centinaia di transazioni effettuate tra le 6 e le 18, ora di Mosca. Questo pattern ricorrente rafforza il legame tra quegli indirizzi e l’apparato statale.

Come reagiscono le autorità canadesi e statunitensi alle nuove forme di riciclaggio?

Le autorità canadesi hanno recentemente scoperto che società non registrate di cambio crypto stanno facilitando grandi operazioni di conversione contanti-cripto senza alcuna verifica dell’identità, consegnando fino a 1 milione di dollari in contanti non tracciabili. Inoltre, queste pratiche aggirano i presidi antiriciclaggio più basilari.

Negli Stati Uniti, all’inizio del mese i procuratori federali hanno incriminato Firas Isa, fondatore della società di Chicago Crypto Dispensers, con l’accusa di associazione per riciclaggio per aver movimentato almeno 10 milioni di dollari di proventi da frodi e droga tramite chioschi crypto in tutto il paese tra il 2018 e il 2025.

L’incriminazione arriva mentre i dati dell’FBI mostrano, nel 2024, quasi 11.000 denunce legate ad ATM di criptovalute, per un ammontare complessivo superiore a 246 milioni di dollari. Tuttavia, questi numeri potrebbero rappresentare solo una parte dei casi effettivi, dato il tasso di sotto-segnalazione.

Parallelamente, l’Office of Foreign Assets Control del Tesoro statunitense ha sanzionato otto persone e due entità nordcoreane per il riciclaggio di proventi da cyber furti e per uno schema legato a lavoratori IT, indicando oltre 3 miliardi di dollari sottratti in tre anni, per lo più in crypto. Le misure rafforzano la pressione sulle infrastrutture finanziarie utilizzate da Pyongyang.

Le designazioni comportano il congelamento dei beni sotto giurisdizione statunitense e vietano qualsiasi transazione con i soggetti indicati, imponendo obblighi stringenti agli operatori del settore per bloccare flussi che coinvolgono tali nominativi o indirizzi collegati. Nel complesso, il quadro regolatorio tende a diventare più rigido.

Qual è oggi la posizione di Ekaterina Zhdanova e quali sono gli sviluppi nel Regno Unito?

Zhdanova è stata colpita da sanzioni statunitensi nel 2023, dopo che le autorità hanno accertato che aveva trasferito oltre 100 milioni di dollari per un oligarca verso gli Emirati Arabi Uniti. Questo passaggio rafforza il legame tra flussi di capitale russi e giurisdizioni ritenute più permissive.

La donna si trova da oltre un anno in custodia cautelare in Francia, accusata di reati in un procedimento distinto. Nel frattempo, la NCA ha arrestato 45 sospetti riciclatori in meno di 12 mesi, sequestrando 5,1 milioni di sterline in contanti. Tuttavia, gli inquirenti ritengono che la capacità residua delle reti sia ancora significativa.

Queste vicende mostrano come il ricorso sistematico alle criptovalute, dalle stablecoin ai bitcoin, abbia trasformato i meccanismi del riciclaggio internazionale, rendendo più complesso il lavoro investigativo ma anche offrendo nuove tracce digitali alle autorità.

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