Nell’economia cinese cresce l’attenzione sul rischio della bolla dei robot umanoidi, mentre produzione e investimenti corrono più veloci dell’adozione reale di queste tecnologie.
Summary
Perché la Cina teme un eccesso nel mercato dei robot umanoidi?
La principale agenzia di pianificazione economica di Pechino ha lanciato un avvertimento sulla rapida espansione del settore dei robot umanoidi. La sovrapposizione di modelli simili, secondo l’ente, rischia di minare la sostenibilità dell’intera filiera.
Le autorità vogliono ora promuovere il consolidamento tra aziende e la condivisione di tecnologia, indirizzando più risorse verso ricerca e sviluppo. In questo modo puntano a evitare sprechi di capitale e una competizione sterile su prodotti quasi identici.
Quanti produttori di robot umanoidi operano oggi in Cina?
Alla conferenza stampa del 27 novembre, una portavoce della National Development and Reform Commission (NDRC) ha segnalato la presenza di oltre 150 aziende cinesi attive nella produzione di robot umanoidi. Molte di queste, ha sottolineato, immettono sul mercato modelli “altamente simili”.
Tuttavia, la moltiplicazione di progetti quasi clonati rischia di limitare l’innovazione autentica. Secondo la NDRC, una massa di prodotti quasi indistinguibili potrebbe saturare rapidamente il mercato e drenare capitali che dovrebbero invece sostenere l’R&D.
Detto ciò, l’agenzia teme che il settore venga travolto da cloni attratti da un hype di breve periodo, più che da fondamentali industriali solidi. Per questo il governo indica la necessità di intervenire prima che la situazione degeneri.
Quali misure intende adottare Pechino per regolare il settore?
Le autorità cinesi hanno annunciato l’intenzione di accelerare l’introduzione di nuove regole per l’ingresso e l’uscita delle imprese dal mercato. L’obiettivo è favorire una crescita più ordinata e ridurre il rischio di sovraffollamento.
Inoltre, Pechino intende incoraggiare fusioni e collaborazioni tra produttori, spingendo le aziende a condividere tecnologie e infrastrutture industriali. Questa strategia dovrebbe ridurre la duplicazione degli sforzi e migliorare l’efficienza complessiva della filiera.
Nel complesso, le linee guida puntano a sostenere un ecosistema più maturo, in cui i progetti realmente innovativi emergano rispetto alle iniziative puramente speculative.
UBTech e l’aumento della produzione in un contesto di rischio
In questo quadro di crescente prudenza pubblica si inseriscono i piani di UBTech, uno dei player più noti del comparto. Secondo il South China Morning Post, l’azienda intende aumentare di dieci volte la produzione dei propri modelli nel 2026.
Inoltre, i costi di fabbricazione dei robot umanoidi di UBTech stanno diminuendo di circa il 20% all’anno, grazie alle economie di scala. Questo rende più conveniente ampliare la capacità produttiva, nonostante le preoccupazioni sui possibili eccessi del mercato.
L’azienda ha presentato di recente il suo robot industriale “Walker S2” e sostiene di aver ottenuto ordini per oltre 800 milioni di yuan, pari a circa 112 milioni di dollari, nel corso di quest’anno. Le stime indicano vendite complessive del settore superiori a 10.000 unità nel 2025.
L’istituzionale spinge, ma l’adozione resta limitata
La crescita del comparto è alimentata in larga parte da politiche pubbliche favorevoli. Per la prima volta, quest’anno il rapporto sul lavoro del governo cinese include il riferimento alla “embodied AI”, ossia a sistemi di intelligenza artificiale che interagiscono fisicamente con il mondo.
Inoltre, dal 2021 la Cina è responsabile di oltre la metà dei nuovi robot industriali installati a livello globale. La cosiddetta “densità robotica”, cioè il numero di robot ogni 10.000 occupati, è cresciuta da 97 nel 2017 a 470 nel 2023, quasi un quadruplicamento.
Nonostante questo slancio, l’uso di robot umanoidi resta limitato fuori dagli ambienti industriali. In particolare, l’adozione nelle abitazioni e nei contesti di vita quotidiana è ancora marginale rispetto alle aspettative iniziali.
Esiste davvero un rischio bolla dei robot umanoidi in Cina?
Le autorità riconoscono che la robotica umanoide è uno dei pilastri individuati per la crescita economica futura. Tuttavia, la combinazione tra numerosi produttori simili, investimenti aggressivi e adozione reale ancora contenuta alimenta i timori di squilibri.
Inoltre, la ricerca di profitti rapidi e di attenzione da parte degli investitori può spingere alcuni operatori a privilegiare il marketing rispetto allo sviluppo tecnologico di fondo. Da qui l’insistenza di Pechino sul consolidamento del settore e sul rafforzamento della ricerca.
Nel complesso, l’approccio governativo mira a mantenere la Cina in posizione di avanguardia nella robotica, cercando al tempo stesso di prevenire un eccesso di capacità produttiva che potrebbe trasformarsi in correzioni brusche per il comparto.

