HomeCriptovaluteAnalisi mercato crypto: bilancio 2025 e scenari chiave per il 2026

Analisi mercato crypto: bilancio 2025 e scenari chiave per il 2026

Nell’ambito di una più ampia analisi mercato crypto, Crypto.com ha pubblicato poche ore fa un report sul 2025, che si è chiuso con traguardi storici e pone le basi per una nuova fase di crescita regolata nel 2026.

Analisi 2025: maturazione dell’ecosistema e nuove soglie di mercato crypto

Il 2025 ha segnato una fase di maturazione per le criptovalute, con un passaggio graduale dalla pura speculazione retail a una più solida integrazione istituzionale e regolamentare. Nonostante la volatilità resti elevata, la struttura di mercato si è irrobustita, in un contesto macro segnato da rallentamento globale, rischi geopolitici e forte incertezza.

Il settore ha raggiunto traguardi significativi: la capitalizzazione complessiva del mercato è salita oltre 4.000 miliardi di dollari, mentre Bitcoin ha toccato un nuovo massimo storico sopra 126.000 dollari. Negli Stati Uniti è stata istituita una Strategic Bitcoin Reserve con Digital Asset Stockpile e Ethereum ha completato con successo gli upgrade Pectra e Fusaka. Gli utenti crypto sono arrivati a 737 milioni a novembre 2025.

Inoltre, l’industria ha accelerato verso casi d’uso reali: la scalabilità dell’ecosistema Ethereum ha reso DeFi e Web3 più accessibili, mentre la tokenizzazione è emersa come leva centrale per efficienza del capitale e accesso globale. Parallelamente, gli sviluppatori hanno ampliato gli ecosistemi Layer-1 e Layer-2, esplorando nuove applicazioni tra blockchain e intelligenza artificiale.

Guardando al 2026, le prospettive restano costruttive: si attende una crescita costante dell’adozione retail e istituzionale, sostenuta da politiche più favorevoli, sviluppo dei prediction market e avanzamento delle sinergie tra AI e Web3. L’innovazione sugli ecosistemi principali dovrebbe restare il motore di lungo periodo.

Scenario macro e analisi di mercato crypto nel 2025

Il quadro macroeconomico globale nel 2025 è stato dominato da un rallentamento diffuso e da pressioni inflazionistiche persistenti. La crescita del PIL mondiale è risultata la più debole dalla pandemia, con una stima intorno al 3,2%, in calo rispetto al 3,3% del 2024, complice l’aumento dei dazi e le tensioni geopolitiche che hanno frenato commercio e investimenti.

L’inflazione è rimasta sopra i livelli pre-pandemici, attestandosi in media intorno al 4,2% nel 2025, con i servizi sotto pressione per mercati del lavoro rigidi e maggiori costi legati al commercio. La Federal Reserve statunitense ha tagliato i tassi tre volte, portando il federal funds rate nella fascia 3,5%–3,75% a fine anno, mentre la BCE ha ridotto i tassi cinque volte, con il tasso sui depositi al 2,00% a fine settembre 2025.

In questo contesto, gli asset digitali, in particolare BTC ed ETH, sono risultati tra i migliori performer tra le asset class per cinque mesi tra gennaio e novembre 2025, seguiti dall’oro per quattro mesi. Tuttavia, dopo una crescita del 29% della capitalizzazione crypto complessiva tra Q1 e Q3 e il superamento della soglia dei 4.000 miliardi di dollari in ottobre, il quarto trimestre ha visto un calo, con una flessione annua del 4%.

Una tappa chiave è stata l’istituzione, a marzo 2025, della Strategic Bitcoin Reserve e del Digital Asset Stockpile negli Stati Uniti, che ha elevato lo status degli asset digitali nel sistema finanziario americano, avvicinandoli al ruolo di riserve paragonabili all’oro. Di conseguenza, l’interesse istituzionale ha favorito la nascita di società di Digital Asset Treasury (DAT), con afflussi cumulati stimati in circa 92 miliardi di dollari nel 2025, il doppio rispetto al 2024.

Bitcoin nel 2025: riserva sovrana, bilanci aziendali e ETF spot

Nel 2025 Bitcoin è passato da un classico rally post-halving a una fase di adozione più ampia, con chiare tendenze di “bitcoinizzazione” dei bilanci sovrani e aziendali. Il 6 marzo 2025, gli Stati Uniti hanno annunciato ufficialmente, tramite ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump, la creazione della Strategic Bitcoin Reserve, includendo Bitcoin tra gli asset di riserva nazionali.

Questa decisione ha segnato un cambiamento di policy rilevante, aprendo la strada ad altri Paesi. Nel frattempo, oltre 200 società quotate e fondi detengono complessivamente circa il 5,1% dell’ammontare di BTC in circolazione. Dopo la correzione di prezzo nel Q4, le società DAT hanno incontrato difficoltà a raccogliere nuovo capitale, passando da multipli mNAV in premio a sconto, con ulteriori pressioni sui token in riserva.

In alcuni scenari, la vendita di BTC da parte delle DAT potrebbe diventare probabile, anche se il loro comportamento resta distinto dalle aziende che mantengono Bitcoin come puro asset di tesoreria. Inoltre, gli ETF spot su BTC e i prodotti quotati sono divenuti poli di custodia cruciali per investitori istituzionali e retail. Negli Stati Uniti, gli ETF spot hanno registrato afflussi netti in sette mesi del 2025, con oltre 22,4 miliardi di dollari raccolti tra gennaio e novembre.

Ethereum: upgrade Pectra e Fusaka e impatto sull’ecosistema

Per Ethereum, il 2025 è stato un anno di svolta, con due aggiornamenti centrali e maggiore attenzione istituzionale. L’upgrade Pectra mira a migliorare l’esperienza utente introducendo funzionalità come l’account abstraction e aumentando il limite di staking per validatore da 32 ETH a 2.048 ETH. Inoltre, ha raddoppiato la capacità di blob per blocco da tre a sei, rendendo i rollup L2 più efficienti.

L’upgrade Fusaka punta invece a scalare le L2, ottimizzare l’esecuzione su L1 e migliorare l’esperienza di utenti e sviluppatori. Ha aumentato il throughput su mainnet portando il gas limit di blocco a 60 milioni, introdotto un tetto di gas per transazione e ottimizzato il protocollo di rete. Per la scalabilità L2 sfrutta Peer Data Availability Sampling (PeerDAS) per supportare blob più grandi con minor carico sui validatori e hard fork Blob Parameter Only per aumenti prevedibili di capacità.

Per ora, la mediana dei costi di transazione su alcune L2 non mostra ancora una riduzione evidente dopo Fusaka. Tuttavia, servirà monitorare più a lungo per misurare l’impatto pieno sui costi e sulla user experience.

AI e blockchain: DeFAI e lo standard x402

Nel 2025 si è affermato il concetto di DeFAI, fusione tra DeFi e intelligenza artificiale, che utilizza agenti AI per automatizzare operazioni complesse come esecuzione di trade, gestione di wallet e token sniping. Tuttavia, l’hype si è ridimensionato, poiché solo poche applicazioni sono riuscite a offrire un reale valore nella gestione automatizzata dei portafogli.

Nella seconda parte dell’anno, l’attenzione si è spostata sul protocollo x402, uno standard di pagamento decentralizzato pensato per agenti AI autonomi e transazioni machine-to-machine. Questo protocollo, rapidamente adottato da attori come Google Cloud, AWS e Anthropic, abilita micropagamenti in tempo reale e a basso costo per API, dati e risorse computazionali, risultando ideale per la nascente agentic economy.

Lo standard x402 utilizza il codice HTTP 402 “Payment Required”, finora inutilizzato, per consentire ai server di richiedere e ricevere pagamenti in stablecoin direttamente via HTTP, senza account tradizionali o autenticazioni complesse. Un client riceve una risposta 402 con le istruzioni di pagamento, costruisce una transazione firmata e ripete la richiesta includendo i dettagli nel relativo header HTTP, ad esempio X-PAYMENT.

Un facilitatore, come il Cronos x402 Facilitator, verifica e regola il pagamento on-chain, dopodiché il server fornisce la risorsa. Il protocollo è blockchain-agnostico, supporta più reti e criptovalute e si integra con l’infrastruttura web esistente. Il Cronos x402 Facilitator consente ai merchant di accettare pagamenti in stablecoin senza gestire direttamente l’infrastruttura blockchain, curando verifica e settlement di transazioni gas-efficient.

Meme coin e dinamiche speculative

Nel primo trimestre 2025 le meme coin hanno mantenuto una forte trazione, grazie anche al lancio dei token TRUMP e MELANIA, riconducibili al presidente Donald Trump e a sua moglie Melania, che hanno registrato rialzi esplosivi subito dopo la quotazione. Questi asset sono diventati una componente strutturale dell’universo crypto.

Le meme coin rappresentano un caso estremo di iper-finanziarizzazione, in cui l’attenzione, l’umorismo e le comunità digitali vengono trasformati direttamente in oggetti finanziari. Tuttavia, conservano un ruolo rilevante come strumenti di engagement comunitario. Nel 2025 il segmento ha comunque subito una contrazione, probabilmente per il crescente interesse verso altre forme speculative, come i prediction market.

Tokenizzazione di asset reali e crescita del mercato RWA

La tokenizzazione di real-world asset sta ridisegnando la finanza tradizionale, attirando istituzioni in cerca di efficienza operativa, rendimenti superiori e accesso globale. Attraverso la rappresentazione digitale di asset come immobili o obbligazioni, la blockchain riduce intermediari, accorcia i tempi di regolamento e abbassa i costi, permettendo anche la frazionabilità e una liquidità quasi continua.

Negli ultimi 12 mesi, il mercato complessivo RWA è cresciuto del 106% fino a raggiungere circa 19,2 miliardi di dollari. Il private credit tokenizzato e i Treasury tokenizzati sono i segmenti maggiori, con capitalizzazioni rispettivamente di 12,2 miliardi e 5,2 miliardi. Il debito del Tesoro statunitense tokenizzato è aumentato del 239% da inizio anno e rappresenta il 19% del valore RWA, mentre il private credit ha registrato un +46%, arrivando a circa il 70% del totale.

Guardando su base annua, nel 2025 il private credit tokenizzato è cresciuto del 116%, raggiungendo il 54% del valore RWA, mentre i Treasury tokenizzati sono saliti del 211%, al 24%. Prodotti come BUIDL di BlackRock e FOBXX di Franklin Templeton hanno dominato il settore, dimostrando la capacità della blockchain di sbloccare liquidità e velocizzare transazioni transfrontaliere su asset tradizionalmente illiquidi. Crypto.com Exchange accetta BUIDL come collaterale di trading per clienti istituzionali qualificati e trader avanzati.

Stablecoin: dimensioni di mercato e quadro regolamentare

Il valore complessivo delle stablecoin ha raggiunto circa 300 miliardi di dollari, con un volume di transazioni mensile aggiustato superiore a 3,4 trilioni di dollari a novembre 2025. Nello stesso periodo, Visa ha processato circa 1,3 trilioni e il sistema ACH 7,3 trilioni di dollari. La crescita delle stablecoin è sostenuta da maggiore chiarezza normativa, trasparenza, pagamenti più rapidi e potenziale ruolo nella stabilità finanziaria.

Il settore è al centro di una competizione tra finanza tradizionale, fintech regolamentate e infrastrutture crypto-native. Negli Stati Uniti il GENIUS Act e nell’Unione europea il regolamento MiCA stanno fornendo un quadro normativo più definito, posizionando le stablecoin come componente chiave dell’infrastruttura finanziaria globale. Per le banche, diventano ormai un requisito strategico, pur con rischi legati a stabilità di sistema, disintermediazione dei depositi e forte competizione sulla distribuzione.

In prospettiva, il mercato si frammenterà probabilmente tra più emittenti e reti, con le capacità distributive e la solidità della compliance come fattori decisivi. Inoltre, i regolatori europei continueranno a rafforzare la regolamentazione stablecoin UE, mentre l’attenzione globale si sposta dal mero ammontare emesso al controllo delle “rail” e dei canali che connettono questi strumenti agli utenti finali.

Adozione istituzionale e ruolo delle DAT nel 2025

Il 2025 ha segnato una svolta per l’adozione istituzionale degli asset digitali, grazie a maggiore certezza normativa, all’accelerazione della tokenizzazione RWA e all’espansione di prodotti d’investimento regolamentati, come gli exchange-traded products. Inoltre, le criptovalute sono sempre più utilizzate come strumento di tesoreria e gestione della liquidità, confermando la transizione verso una vera asset class integrata nella finanza tradizionale.

Molte giurisdizioni hanno introdotto leggi specifiche per le criptovalute, distinguendole meglio da altre categorie di asset. Tra i passi principali figurano leggi dedicate alle stablecoin, come il GENIUS Act negli Stati Uniti, MiCA nell’UE e la Stablecoin Ordinance a Hong Kong. Le stablecoin sono così passate al centro dell’agenda regolatoria, con requisiti più stringenti su riserve, trasparenza e diritti di rimborso.

La piena operatività di MiCA ha creato il primo quadro armonizzato al mondo per crypto asset e prestatori di servizi (CASP) nell’UE, imponendo licenze, tutele al consumatore, governance e requisiti patrimoniali più severi. In parallelo, molti Paesi hanno implementato la Travel Rule del FATF, chiedendo ai VASP di raccogliere e condividere dati su mittente e destinatario delle transazioni per rafforzare i controlli AML e CTF.

Negli Stati Uniti, il 2025 ha visto il lancio di molteplici ETP spot su crypto, inclusi ETF spot su SOL e XRP a fine anno. Questo ha consentito alle istituzioni di ottenere esposizione regolamentata ad alcune altcoin di grande capitalizzazione, rafforzando il ponte tra mercati tradizionali e on-chain.

Parallelamente, la tokenizzazione RWA (escluse le stablecoin) è cresciuta di oltre il 170% da inizio anno, con un forte focus su private credit e Treasury tokenizzati. Le società DAT sono emerse come canale privilegiato per l’accesso alle crypto da parte della finanza tradizionale, offrendo sia funzioni di riserva di valore sia strategie più dinamiche, ad esempio sfruttando la DeFi per ottimizzare il rendimento sui token detenuti.

Il modello DAT, però, ha attirato critiche: alcuni fondi di venture capital hanno sfruttato queste strutture per trasformare token privati e illiquidi in equity quotata, spesso a valutazioni generose, trasferendo rischio sul mercato retail. Tipicamente, ciò avviene tramite conferimenti di grandi quantità di token a una DAT in cambio di azioni quotate, spesso tramite operazioni PIPE.

A fine periodo considerato, si contano 209 società quotate che detengono oltre 1 milione di BTC, per un valore di circa 99 miliardi di dollari, guidate da Strategy (MSTR). Anche le tesorerie in altcoin sono cresciute, con circa 6,5 milioni di ETH (20 miliardi) e 16 milioni di SOL (2 miliardi) detenuti da DAT.

Strategy è tra le DAT più rilevanti e nel 2025 ha scambiato per gran parte del tempo con un premio rispetto al NAV, toccando un multiplo massimo di 2,1 volte a maggio. Successivamente il multiplo è sceso a 0,86, in sconto, in linea con il sentiment di mercato più prudente. Nel segmento altcoin, BitMine Immersion, principale DAT su ETH, ha raggiunto un premio oltre 8,7 volte il NAV nel momento dell’annuncio della strategia DAT, prima di una forte compressione. Il calo di NAV e il contesto ribassista hanno portato a una brusca contrazione degli afflussi verso le DAT, con una diminuzione di circa il 82,6% a novembre rispetto al picco di luglio.

Prediction market: verso infrastrutture dati in tempo reale

Nel 2025 i prediction market hanno iniziato a trasformarsi in infrastrutture dati in tempo reale, in cui i prezzi riflettono il sentiment collettivo e l’intelligenza distribuita, traducendo informazioni in probabilità negoziabili. Tali contratti consentono anche coperture di rischio su eventi specifici.

Crypto.com | Derivatives North America (CDNA) è una piattaforma regolata dalla CFTC che offre ai partecipanti ai prediction market vantaggi competitivi rispetto alle alternative, regolamentate e non. La piena autorizzazione assicura chiarezza legale e fiducia istituzionale, mentre la struttura fiscale sui derivati può consentire deduzioni delle perdite su alcuni contratti.

CDNA garantisce liquidità profonda e affidabile grazie alla collaborazione con market maker istituzionali, modello con cui l’ecosistema Web3 fatica a competere. A questo si aggiungono sistemi avanzati di gestione del rischio e risoluzione delle controversie basati su dati esterni verificati, che risolvono le criticità legate agli oracle decentralizzati.

Dal punto di vista tecnico, CDNA stabilisce benchmark di scalabilità e user experience con architetture di trading efficienti e infrastrutture proprietarie, tra cui book ordini a limite centrale (CLOB). Crypto.com | Predictions, operando come prodotto derivato completamente regolato tramite CDNA, combina tutela legale, protezione dell’utente e potenziali vantaggi fiscali spesso assenti sulle piattaforme non regolamentate.

Derivati decentralizzati: volumi record e nuove piattaforme

Il 2025 è stato un anno straordinario per le piattaforme di perpetual decentralizzati. Da gennaio a novembre, i volumi di scambio su queste soluzioni hanno raggiunto circa 6,9 trilioni di dollari, in crescita di 3,1 volte su base annua. In ottobre, il rapporto tra volumi DEX e CEX per i derivati ha superato il 19%, segnando un avanzamento significativo.

La quota di mercato tra le piattaforme si è però evoluta. Hyperliquid ha dominato i volumi fino a settembre 2025, per poi lanciare in ottobre sul mainnet l’upgrade HIP-3, che abilita la creazione permissionless di mercati perpetual. I deployer che soddisfano determinati requisiti on-chain, tra cui lo staking di 500.000 HYPE (circa 15 milioni di dollari al momento della stesura), possono lanciare nuovi mercati, aumentando il grado di decentralizzazione.

Nel terzo e quarto trimestre sono emerse anche piattaforme come Moonlander e Lighter. Moonlander, perpetual DEX leader su Cronos, utilizza una liquidity pool condivisa (MLP) per aumentare l’efficienza del capitale e ridurre lo slippage. È stata tra le prime a offrire perpetual su equity e prediction, andando oltre le sole crypto grazie a price feed in tempo reale.

Moonlander supporta leve fino a 1.000x sulle criptovalute e 50x sulle azioni, sfruttando l’architettura dual-chain scalabile di Cronos. Questo ha contribuito a posizionare Cronos come hub avanzato per i derivati DeFi. In ogni caso, in un mercato così dinamico, innovazione e qualità dell’esperienza utente restano i fattori chiave per il successo delle DEX.

Venture capital, sicurezza e compliance nel 2025

Per il venture capital crypto, il 2025 ha segnato una fase di consolidamento, maggiore allineamento con le istituzioni e ricerca di chiarezza regolamentare. Il numero di deal è continuato a diminuire, ma i round di grandi dimensioni sono cresciuti, segnalando un mercato che privilegia la scala rispetto alla proliferazione di seed deal.

Nel complesso, la raccolta nel settore crypto ha raggiunto circa 54,5 miliardi di dollari tra gennaio e novembre, in aumento del 124% rispetto al totale dell’intero 2024. Il segmento CeFi ha guidato la raccolta con oltre 15,8 miliardi, pari al 29% del totale, seguito da DeFi e Blockchain Infrastructure, che hanno raccolto rispettivamente 9,7 e 8,6 miliardi di dollari.

Sul fronte della sicurezza, il 2025 ha purtroppo confermato la vulnerabilità di molti protocolli, con perdite complessive da hack superiori a 3 miliardi di dollari. La protezione degli utenti resta quindi prioritaria, con l’esigenza di rafforzare sia le misure tecniche sia i presidi di compliance.

Crypto.com ha costruito la propria infrastruttura su sicurezza, privacy e conformità, risultando la prima azienda crypto a ottenere certificazioni come ISO 22301:2019, ISO/IEC 27701:2019, ISO/IEC 27001:2022 e PCI DSS v4.0 Livello 1, oltre alla valutazione di Tier 4, il massimo previsto dai framework NIST Cybersecurity e Privacy e dalla certificazione SOC 2 Type II. L’azienda collabora anche con società di sicurezza come Kudelski Security per test e audit approfonditi della propria infrastruttura.

Nel 2025 Crypto.com ha inoltre ottenuto nuove licenze in diverse giurisdizioni, rafforzando la propria posizione regolamentare. Questi progressi, uniti alle certificazioni di sicurezza, hanno contribuito a consolidare la fiducia degli utenti e il ruolo dell’azienda come attore di riferimento nel settore.

Hybrid finance e prospettive 2026

Nel 2026, la convergenza tra finanza tradizionale e decentralizzata darà slancio al paradigma della hybrid finance, che mira a combinare stabilità, compliance e infrastruttura bancaria con efficienza, trasparenza e innovazione della blockchain. Dopo il lavoro di base svolto nel 2025, il nuovo anno dovrebbe rappresentare la fase di scalabilità commerciale e integrazione profonda con le istituzioni.

I driver principali saranno tokenizzazione, stablecoin e infrastrutture blockchain istituzionali. La tokenizzazione è attesa a una crescita per ordini di grandezza, trainata in prima battuta dai Treasury statunitensi tramite fondi monetari, grazie alla domanda globale di rendimento e all’efficienza delle “crypto rail”. In seguito, il mercato si amplierà a private credit e equity tokenizzate sperimentali.

Le stablecoin stanno evolvendo da strumenti per il trading crypto a veri e propri rail di regolamento per l’economia digitale internazionale. Il 2026 rappresenterà la fase di esecuzione per la loro adozione nei pagamenti aziendali, nell’e-commerce e nelle supply chain, spinte da pagamenti transfrontalieri più rapidi e meno costosi e da una migliore gestione di tesoreria.

Nonostante l’espansione attesa dell’ammontare in circolazione, gli emittenti devono affrontare il nodo della monetizzazione: per mantenere invariati i ricavi da interessi, si stima che nel 2026 serva un aumento della quantità di circa 88,7 miliardi di dollari, a fronte di tassi Fed in calo. La regolamentazione fornita da GENIUS Act e MiCA, insieme all’interesse politico statunitense a sostenere il proprio mercato obbligazionario, offre però un quadro favorevole.

Le blockchain pubbliche, in particolare Ethereum, passeranno da ambienti sperimentali a infrastrutture credibili per gli attori istituzionali, grazie a primitive finanziarie consolidate e a un modello di sicurezza robusto. Progetti come i depositi tokenizzati di JPMorgan (JPMD) apriranno la strada a un’integrazione con venue DeFi istituzionali. Cronos, compatibile con EVM, appare ben posizionata come ambiente per attività on-chain allineate alle istituzioni, data la connessione con l’ecosistema Crypto.com e il focus su DeFi e AI.

Nel complesso, l’integrazione ibrida tenderà a normalizzare gli asset digitali, inserendoli nel cuore dei flussi finanziari anziché trattarli come eccezioni. Inoltre, modelli di value accrual come quelli di Uniswap e Lido, basati su logiche di revenue sharing e buyback, avvicineranno i token a strutture simili all’equity tradizionale. Anche i prediction market, inclusa la piattaforma Crypto.com | Predictions, diventeranno segnali informativi sempre più usati nell’economia dei dati.

Prediction market 2026: regolamentazione, AI e mainstream

Nel 2026 i prediction market saranno probabilmente definiti da una corsa verso la piena legittimazione regolamentare e l’adozione mainstream. L’aumento della partecipazione di sistemi AI e la copertura di un ventaglio più ampio di eventi, dai dati macro agli eventi sportivi, dovrebbe favorire ulteriore innovazione e liquidità, con più istituzioni che integrano questi dati nei propri modelli di rischio.

Le piattaforme regolamentate, come Crypto.com | Predictions, stanno consolidando la quota di volumi negli Stati Uniti grazie alla supervisione in stile CFTC e a una gestione più semplice di fiat e fiscalità, attraendo sia retail sia istituzionali. Nel frattempo, modelli di esecuzione off-chain basati su CLOB, con supporto di market maker istituzionali, vengono adottati per ridurre i costi di trading e migliorare l’esperienza utente.

Nonostante le infrastrutture centralizzate risultino più adatte alla maggior parte degli use case, le piattaforme Web2 stanno sperimentando integrazioni on-chain per nuove applicazioni e per attrarre capitale internet-native. Con l’evoluzione dei quadri normativi, i prediction market dovrebbero godere di linee guida più chiare e di una maggiore integrazione con la finanza tradizionale.

RWAs, stablecoin e AI agent nel nuovo ciclo

Il 2026 si preannuncia un anno cruciale per RWAs e stablecoin, con il passaggio da esperimenti isolati a infrastruttura finanziaria conforme. I prodotti a reddito fisso tokenizzati, come i Treasury statunitensi e i fondi monetari, diventeranno l’ancora a basso rischio dell’ecosistema on-chain, consentendo alle istituzioni di ottenere rendimento regolamentato direttamente su blockchain.

Secondo le stime di Boston Consulting Group, il valore degli asset tokenizzati potrebbe raggiungere 16,1 trilioni di dollari entro il 2030, pari a circa il 10% del PIL globale. Questo potenziale è alimentato sia dalla domanda proveniente da istituzioni finanziarie tradizionali e governi sia dagli investitori già attivi in ambito crypto, creando un “flywheel” in cui il capitale on-chain genera nuove opportunità di investimento tokenizzate.

Per le stablecoin, il focus nel 2026 sarà su trasparenza, stabilità, regolamentazione dei prodotti con rendimento (YBS) e diffusione dei deposit token. Questi ultimi rappresentano lo strumento più conforme e meno dirompente per il coinvolgimento delle banche nella blockchain, e dovrebbero passare dalla fase pilota a componente critica delle infrastrutture di pagamento.

Il principale caso d’uso sarà la sostituzione dei sistemi di regolamento interbancario legacy con regolamenti immediati in deposit token, abilitando DvP e PvP in tempo reale e riducendo drasticamente il rischio di controparte. Sulla scia del modello JPM Coin, altre grandi banche potrebbero lanciare token proprietari, con la successiva necessità di garantire interoperabilità tra i vari sistemi.

I deposit token fungeranno inoltre da strato “cash” per le operazioni su RWAs, regolando in modo istantaneo lo scambio di Treasury o quote di private equity tokenizzate. In parallelo, l’ascesa degli agenti AI autonomi renderà sempre più cruciale l’uso di identità decentralizzate, smart contract e protocolli di pagamento come x402, con la blockchain a svolgere il ruolo di infrastruttura di fiducia, audit e compliance per decisioni e transazioni algoritmiche.

La tutela della privacy e l’integrità dei dati diventeranno centrali: da un lato crescerà la domanda di contenuti verificabili tramite notarizzazione on-chain, dall’altro si diffonderanno tecnologie privacy-preserving, come zero-knowledge proof e federated learning, per consentire l’uso di dati decentralizzati senza comprometterne la riservatezza.

DeFi 2026: equity perps, credito non collateralizzato e AMM proprietari

Nel 2026 la DeFi statunitense dovrebbe beneficiare di un nuovo quadro definito dalla SEC, con l’introduzione di una “Innovation Exemption” pro-innovazione che supererà l’approccio puramente sanzionatorio. Ciò potrebbe favorire lo sviluppo di segmenti come il credito non collateralizzato, il fundraising on-chain e gli automated market maker di nuova generazione.

Un’innovazione chiave sarà la crescita dei perpetual su azioni (Stock Perpetuals), che stanno passando da esperimento di nicchia a focus per grandi attori istituzionali e exchange retail. A differenza delle azioni tokenizzate tradizionali, questi contratti sono sintetici, non richiedono backing 1:1 e consentono trading 24/7 con leve elevate, fino a 50x–100x.

Tuttavia, i perpetual comportano rischi specifici, come la volatilità del funding rate e l’affidabilità degli oracle. Fasi di forte squilibrio della domanda possono rendere oneroso mantenere posizioni, mentre errori o latenze nei price feed possono scatenare liquidazioni ingiustificate, rendendo cruciale la precisione dei dati di mercato.

Nel credito, una sfida importante resta la creazione di sistemi davvero scalabili per prestiti non collateralizzati, senza dover ricorrere a sovracollateralizzazione o accordi off-chain restrittivi. Soluzioni che migliorino underwriting, gestione dei default e coerenza della solvibilità potrebbero ottenere una forte trazione.

Sul fronte AMM, sulla rete Solana si è affermato HumidiFi, DEX che utilizza un modello proprietario di “prop AMM” in stile dark pool per ridurre spread e slippage garantendo al contempo esecuzione privata. Questo approccio, che indirizza gli ordini verso vault di liquidità gestiti privatamente anziché pool pubbliche, minimizza leakage informativo e rischi di MEV e front-running.

Grazie all’integrazione con Jupiter, principale aggregatore di Solana, HumidiFi è rapidamente diventato il secondo DEX per volumi sulla rete dal lancio a metà 2025, catturando flussi da trader e bot ad alta frequenza. Tale modello, incentrato su esecuzione e privacy, potrebbe superare persino alcuni miglioramenti a livello di chain in termini di impatto sulla struttura di mercato.

Infine, il ritorno di ICO pubbliche su piattaforme regolamentate potrebbe ridefinire il fundraising crypto, democratizzando l’accesso agli investimenti early-stage per il retail. Questa evoluzione, favorita da un contesto normativo più maturo e da un clima politico statunitense più favorevole, pone però l’accento sulla necessità di meccanismi solidi di tutela degli investitori.

Roadmap Ethereum 2026: upgrade Glamsterdam

Il prossimo grande upgrade di Ethereum, Glamsterdam, sposterà il focus su stabilità del Layer-1, resistenza alla censura ed efficienza esecutiva. Due EIP di punta definiscono questa fase: l’enshrined Proposer-Builder Separation (ePBS, EIP-7732) e i Block-Level Access Lists (BALs, EIP-7928).

L’ePBS mira a ridurre la dipendenza da relayer e block builder esterni, incorporando la separazione tra Proposer (validatori) e Builder direttamente nel protocollo. In questo modo, il Proposer è tenuto ad accettare il payload economicamente più vantaggioso, limitando il potere degli attori centralizzati di MEV-Boost e favorendo una maggiore concorrenza tra builder, con benefici per la decentralizzazione e la resistenza alla censura.

I BALs, invece, introducono l’obbligo per ogni blocco di includere la lista completa di account e storage slot coinvolti, insieme ai relativi valori finali. Poiché oggi i nodi non conoscono in anticipo lo stato che sarà toccato dalle transazioni, l’esecuzione non può essere realmente parallelizzata; rendere esplicito l’accesso allo stato permette di caricare i dati in modo più efficiente e prepara il terreno per l’esecuzione parallela.

Questo dovrebbe accelerare in modo significativo l’elaborazione dei blocchi, ridurre i costi per le applicazioni con uso intensivo di stato e aprire la strada a futuri layer di scalabilità, consolidando la posizione di Ethereum come infrastruttura finanziaria globale.

Infrastruttura, privacy e DePIN nel 2026

Il 2026 vedrà un rafforzamento della convergenza tra blockchain, AI e sistemi reali, sostenuta da un quadro regolamentare in via di maturazione e da una forte attenzione alla scalabilità. In questo contesto, la privacy passerà da optional a requisito di base per l’adozione enterprise e istituzionale.

Su Ethereum, la protezione dei dati degli utenti è cruciale per evitare sorveglianza, censura, front-running e leakage di informazioni sensibili, fattori che potrebbero erodere la fiducia nelle dapp. Soluzioni di privacy più robuste diventeranno quindi centrali per l’obiettivo della rete di fungere da settlement layer globale.

Parallelamente, il modello DePIN può contribuire a sbloccare il collo di bottiglia infrastrutturale dell’AI, aggregando risorse computazionali inutilizzate. Reti come Akash Network e Render Network mettono a fattor comune GPU e CPU da data center, miner e utenti, offrendo un’alternativa più economica ai cloud centralizzati come AWS o Google Cloud.

Pur restando probabile che il training dei grandi modelli fondazionali rimanga centralizzato, la domanda principale nei prossimi anni riguarderà l’inference, cioè l’esecuzione dei modelli per generare output. Questa attività è più distribuita, vicina all’edge e sensibile ai costi, ambito in cui i network DePIN possono offrire vantaggi di prezzo e latenza, risultando determinanti nel ciclo 2026 e oltre.

Dimensione del mercato crypto e outlook 2026

Nonostante le difficoltà macro, l’adozione delle criptovalute è rimasta sostenuta nel 2025. A novembre, il numero di possessori di crypto nel mondo ha raggiunto circa 737 milioni, con un tasso di crescita medio mensile di circa 0,8% nel corso dell’anno. In base alle condizioni di mercato, si stima che nel 2026 si possa arrivare tra 800 e 900 milioni di utenti globali.

Nel 2026 un numero crescente di merchant dovrebbe accettare pagamenti in crypto, supportati da infrastrutture istituzionali più solide e da normative più chiare nei principali mercati. Questo sviluppo appare coerente con l’atteggiamento più proattivo verso il settore da parte dell’amministrazione Trump negli Stati Uniti.

Nel complesso, il 2025 ha consolidato fondamenta più solide per l’ecosistema, mentre il 2026 si preannuncia come un anno di ulteriore integrazione tra finanza tradizionale, DeFi, AI e tokenizzazione. Questa traiettoria, se accompagnata da regole stabili e innovazione responsabile, potrebbe sostenere un ampliamento duraturo del mercato delle criptovalute.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
RELATED ARTICLES

Stay updated on all the news about cryptocurrencies and the entire world of blockchain.

Featured video

LATEST