HomeCriptovaluteBitcoinBitcoin come garanzia: Babylon raccoglie 15 milioni per rivoluzionare i prestiti non...

Bitcoin come garanzia: Babylon raccoglie 15 milioni per rivoluzionare i prestiti non custodial

Nel segmento dei prestiti crypto, l’uso di Bitcoin come garanzia sta evolvendo grazie a nuovi protocolli che puntano a eliminare gli intermediari centralizzati e a preservare il controllo diretto dei fondi.

Babylon e il protocollo BTCVaults: un nuovo modello di collateralizzazione

Quando un proprietario di Bitcoin vuole generare rendimento, di solito si affida a un soggetto terzo. Nella pratica, questo ruolo viene spesso svolto da emittenti di stablecoin o exchange come Tether o Coinbase, che permettono di convertire BTC in stablecoin o wrapped BTC da utilizzare come collaterale in protocolli di lending come Aave.

Un nuovo approccio arriva da David Tse, professore di Stanford e co-fondatore di Babylon, che propone un’infrastruttura decentralizzata in grado di ridurre al minimo la dipendenza da intermediari. Il protocollo sviluppato dalla startup si chiama BTCVaults e offre un modo più diretto per collateralizzare i propri BTC.

Raccolta da 15 milioni di dollari guidata da a16z crypto

Mercoledì la società ha annunciato di aver raccolto 15 milioni di dollari da a16z crypto, il braccio dedicato alle criptovalute del fondo di venture capital Andreessen Horowitz. In un’intervista rilasciata a Fortune, Tse non ha voluto rendere nota la valutazione di Babylon in seguito al round.

Secondo il ricercatore, l’obiettivo è costruire protocolli basati su tecnologie d’avanguardia per consentire agli utenti di “tagliare il middleman” e arrivare direttamente al risultato: rendere produttivi i propri asset digitali. In questo quadro, la ricerca accademica diventa la base per un prodotto utilizzabile su larga scala.

Custodia e controllo delle chiavi: il nodo centrale

Quando i possessori di BTC inviano le loro criptovalute a un intermediario, spesso cedono il controllo delle chiavi, con tutte le implicazioni di rischio che ne derivano. Gli asset passano sotto la custodia di exchange o emittenti centralizzati e l’utente perde la gestione diretta dei propri fondi.

Il protocollo di Babylon, al contrario, è progettato per permettere la collateralizzazione senza che l’utente debba rinunciare al controllo del proprio Bitcoin. In altre parole, i prestiti BTC non custodial diventano possibili mantenendo la proprietà e la gestione delle chiavi, elemento chiave per molti investitori orientati alla sicurezza on-chain.

Competizione con servizi centralizzati e modello di business

Tse considera come principali concorrenti i servizi centralizzati come Coinbase, Kraken e Tether. In contrasto con questi attori, Babylon punta a una soluzione di custodia Bitcoin decentralizzata che riduca il rischio di controparte e aumenti la trasparenza delle operazioni.

La società prevede di integrare la propria tecnologia con il protocollo di lending Aave nel secondo trimestre del 2026. Per il momento Babylon non genera ancora ricavi, ma conta di iniziare a farlo dopo il lancio dell’integrazione con Aave. Attualmente l’azienda impiega più di 40 dipendenti, segnale di una struttura già significativa per una realtà ancora in fase di sviluppo.

Integrazione BTCVaults con Aave e prospettive di utilizzo

Nel medio termine, l’integrazione di BTCVaults con Aave dovrebbe permettere agli utenti di sfruttare i propri BTC come collaterale direttamente in un grande protocollo di finanza decentralizzata. Questo passaggio potrebbe ampliare il mercato dei prestiti con Bitcoin come garanzia in modalità non custodial.

Inoltre, la possibilità di usare BTC come collaterale senza passare da stablecoin o wrapped token intermedi ridurrebbe complessità operativa e rischi aggiuntivi. Detto ciò, il successo dipenderà dall’adozione da parte degli utenti e dall’integrazione tecnica con l’ecosistema DeFi già esistente.

Struttura del team e background accademico

David Tse ha fondato Babylon nel 2021 insieme a Fisher Yu. La società non ha un CEO tradizionale: Tse ricopre il ruolo di research scientist, mentre Yu è il CTO, a conferma di un’impostazione fortemente orientata alla tecnologia e alla ricerca.

Tse è professore alla Stanford University da oltre dieci anni, dove guida un laboratorio di ricerca dedicato alle blockchain. In precedenza ha insegnato per 18 anni alla UC-Berkeley e ha conseguito un PhD al MIT, portando in azienda un profilo accademico tra i più solidi nel panorama crypto.

Dalla ricerca al prodotto: usare Bitcoin come garanzia in modo diretto

Tse spiega di aver avviato la startup per dare alla propria attività scientifica uno sbocco più ampio rispetto alle sole pubblicazioni. Paragona i paper accademici a opere d’arte, spesso apprezzate da una cerchia ristretta di addetti ai lavori.

Una startup, sottolinea, è il modo naturale per trasformare ricerca, innovazione e idee in un prodotto che le persone possano effettivamente utilizzare. In questo senso, l’evoluzione dei protocolli che consentono di usare Bitcoin come garanzia senza cedere la custodia delle chiavi rappresenta uno dei terreni più interessanti di convergenza tra mondo accademico e applicazioni concrete nel settore crypto.

Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
RELATED ARTICLES

Stay updated on all the news about cryptocurrencies and the entire world of blockchain.

Featured video

LATEST