Nell’ambito di un riassetto strategico, Nike ha deciso di vendere RTFKT e prende le distanze dal suo progetto più visibile nel settore dei token non fungibili e dei prodotti digitali.
Summary
La cessione di RTFKT e il nuovo corso di Nike
Secondo un’inchiesta del quotidiano statunitense The Oregonian, Nike (ticker NKE) ha ceduto in modo discreto la controllata RTFKT, specializzata in NFT e prodotti digitali, circa un anno dopo averne annunciato la chiusura operativa.
La transazione è avvenuta il 16 dicembre, come riportato dal giornale, sulla base di una nota ufficiale del gruppo di abbigliamento sportivo. Nella dichiarazione, Nike ha definito la vendita della divisione NFT “un nuovo capitolo per l’azienda e la sua community”.
Tuttavia, il gruppo non ha reso noti né l’acquirente né i termini economici dell’operazione e, secondo quanto riferito, non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento da parte di CoinDesk.
Un mercato NFT in fase di contrazione
Il ridimensionamento non riguarda solo Nike. Il settore degli NFT nel suo complesso continua infatti a contrarsi rispetto al boom del 2021, quando le valutazioni e i volumi di scambio avevano toccato livelli record.
Inoltre, il marketplace X2Y2 ha annunciato la chiusura delle attività dopo un marcato calo dei volumi di trading, segnalando la difficoltà nel sostenere un modello di business redditizio in una fase di mercato ribassista.
In parallelo, NFT Paris, una delle conferenze di riferimento del settore, ha comunicato la cancellazione dell’edizione 2026, scelta che conferma come l’interesse istituzionale e commerciale per questi eventi si sia ridimensionato.
Le dichiarazioni ufficiali di Nike e il posizionamento sul digitale
Nonostante la cessione, Nike ha sottolineato nella propria nota che continuerà a investire nello sviluppo di prodotti ed esperienze innovative in ambito fisico, digitale e virtuale, mantenendo dunque una presenza nell’ecosistema online.
Detto ciò, il perno della strategia non sembra più ruotare sugli NFT in senso stretto, bensì su integrazioni digitali più ampie, comprese collaborazioni con piattaforme di gaming e ambienti virtuali interattivi.
Dall’acquisizione al boom, fino alla chiusura
Nike aveva acquistato RTFKT alla fine del 2021, nel pieno della fase euforica del mercato NFT, con l’obiettivo di espandersi nei collezionabili digitali, nelle sneaker virtuali e nei prodotti su blockchain.
In breve tempo lo studio era diventato uno dei marchi più riconosciuti nello spazio NFT, grazie a collaborazioni con artisti e al lancio di sneaker digitali che in alcuni casi sono state vendute per migliaia di dollari.
Tuttavia, in un post pubblicato su X, Nike aveva annunciato l’intenzione di chiudere le operazioni di RTFKT verso la fine del 2024, indicando una ritirata mirata dagli NFT pur mantenendo lo sviluppo di prodotti digitali e virtuali tramite partnership con società di videogiochi.
Class action e contenzioso legale
La chiusura della controllata ha innescato anche conseguenze legali. Nell’aprile 2025 è stata infatti avviata una class action presso un tribunale di Brooklyn, New York, intentata da investitori legati ai progetti di RTFKT.
Secondo l’azione collettiva, i ricorrenti sostengono di aver subito perdite significative e danni superiori a 5 milioni di dollari, collegati alla gestione e al ridimensionamento delle iniziative NFT della controllata.
In questo contesto, il completamento della vendita della ex controllata NFT aggiunge un ulteriore elemento di complessità al quadro, mentre le controversie giudiziarie restano ancora aperte.
Il ruolo del nuovo CEO Elliott Hill
La cessione di RTFKT si inserisce nella strategia del nuovo amministratore delegato Elliott Hill, che ha assunto la guida di Nike nel 2024 con un mandato chiaro di rifocalizzazione.
Inoltre, Hill ha indicato come priorità il ritorno alla centralità del core business sportivo e il rafforzamento delle partnership all’ingrosso, dopo anni di forte accento sul canale diretto al consumatore.
In questo quadro, la decisione per cui Nike vende RTFKT appare coerente con l’obiettivo di ridurre l’esposizione a iniziative considerate non essenziali, pur mantenendo uno spazio per sperimentazioni digitali meno rischiose.
Implicazioni per il settore NFT e prospettive future
Nel complesso, la dismissione della controllata da parte del colosso dell’abbigliamento sportivo rappresenta un segnale ulteriore del cambio di fase per il mercato NFT, oggi lontano dagli eccessi del 2021.
Tuttavia, il mantenimento di progetti digitali e virtuali tramite collaborazioni con il mondo del gaming suggerisce che i grandi brand non abbandonano il Web3, ma ne ridefiniscono modalità e priorità di investimento.
Per Nike, la sfida sarà bilanciare innovazione tecnologica e ritorno economico, mentre investitori e collezionisti seguiranno con attenzione gli sviluppi delle cause legali e l’eventuale impatto sulla reputazione del marchio.

