HomeCriptovaluteCorea del Sud, via libera controllato agli investimenti crypto aziendali

Corea del Sud, via libera controllato agli investimenti crypto aziendali

In Corea del Sud sta prendendo forma un cambio di rotta regolamentare che potrebbe riaprire, in modo controllato, gli investimenti crypto aziendali dopo quasi un decennio di blocco.

La riapertura graduale al capitale societario

Le autorità finanziarie di Seul stanno aggiornando le linee guida che, dal 2017, vietano alle società di detenere asset digitali, in risposta ai timori su riciclaggio e volatilità di mercato.

Secondo un rapporto della Financial Services Commission (FSC), le entità giuridiche potranno destinare fino al 5% del proprio capitale netto a criptovalute, entro limiti rigorosi.

Regolatori e operatori si attendono la versione finale delle nuove regole tra gennaio e febbraio, aprendo la strada a un ritorno operativo delle imprese sul mercato digitale.

Una volta in vigore, le società quotate e gli investitori professionali potranno effettuare transazioni in valute virtuali per finalità di investimento e di gestione finanziaria, chiudendo un divieto durato nove anni.

Già a febbraio 2025 la FSC aveva delineato una graduale attenuazione dei divieti per le imprese, condividendo poi l’ultima bozza con il proprio gruppo di lavoro sulle criptovalute il 6 gennaio.

Nel complesso, l’approccio non configura una liberalizzazione totale, ma una riapertura progressiva con barriere d’ingresso elevate.

Limiti stringenti su token ed exchange

Il quadro regolamentare in preparazione definisce vincoli precisi sugli asset ammessi e sui canali di negoziazione consentiti alle imprese.

Gli acquisti societari saranno limitati ai primi 20 crypto asset per capitalizzazione di mercato, riducendo l’esposizione ai token meno liquidi e più speculativi.

Inoltre, le operazioni dovranno transitare esclusivamente attraverso i cinque principali exchange regolamentati della Corea del Sud, così da rafforzare controlli e standard di conformità.

Resta aperto il nodo delle stablecoin ancorate al dollaro: i regolatori stanno ancora discutendo se includere nella lista degli asset ammessi strumenti come Tether USDT.

Detto ciò, le condizioni fissate mirano a mitigare gli stessi rischi di criminalità finanziaria che avevano portato al bando originario, riconoscendo al tempo stesso la maggiore maturità del mercato domestico rispetto al 2017.

Impatto potenziale sul mercato e sulle imprese

La riapertura agli investimenti crypto aziendali potrebbe sbloccare flussi di capitale significativi verso gli asset digitali, con effetti su volumi e liquidità.

Il quotidiano Seoul Economic Daily stima che la scala potenziale degli investimenti delle imprese possa raggiungere diverse decine di trilioni di won.

Per illustrare l’ordine di grandezza, il rapporto cita il colosso internet Naver, che detiene circa 27 trilioni di won di capitale netto.

Con il tetto del 5%, Naver potrebbe teoricamente destinare a criptovalute una somma equivalente a circa 10.000 Bitcoin, sebbene si tratti di un esempio puramente illustrativo.

Rispetto al passato, ciò potrebbe ridisegnare le strategie finanziarie delle grandi aziende sudcoreane, finora costrette a operare sui mercati esteri per aggirare le restrizioni interne.

Tuttavia, l’allentamento locale potrebbe ora incentivare il rientro di queste attività nel paese, con possibili benefici per startup blockchain, tesorerie in asset digitali e infrastrutture correlate.

Verso un’unica cornice per asset digitali e valuta digitale

Il cambiamento sulle politiche d’accesso delle imprese si inserisce in una strategia più ampia sulla moneta digitale e sulla trasformazione del sistema finanziario.

Il governo ha annunciato l’obiettivo di eseguire il 25% delle transazioni del Tesoro nazionale tramite una valuta digitale di banca centrale entro il 2030, nell’ambito della sua Strategia di crescita economica 2026.

In parallelo, l’esecutivo intende introdurre un regime di licenze per gli emittenti di stablecoin, con requisiti di riserva al 100% e diritti di rimborso garantiti per gli utenti.

Inoltre, questa impostazione segnala la volontà di integrare asset crittografici, stablecoin e valuta digitale della banca centrale in un’unica architettura normativa, invece di trattarli come esperimenti separati.

Nel complesso, la Corea del Sud sembra puntare a una regolamentazione che consenta l’innovazione negli investimenti digitali delle imprese, mantenendo però un presidio rigoroso sui rischi sistemici e di compliance.

Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
RELATED ARTICLES

Stay updated on all the news about cryptocurrencies and the entire world of blockchain.

Featured video

LATEST