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Criptovalute 2025: Analisi dei ritorni, trend e lezioni per trader e investitori

Il 2025 si è chiuso come un anno complesso e, per molti versi, spartiacque per il mercato delle criptovalute. Dopo l’entusiasmo accumulato nel 2024, alimentato dall’halving di Bitcoin e dal ritorno dell’interesse istituzionale, l’anno successivo ha riportato il settore a un confronto più diretto con la realtà. 

Non è stato un anno di crolli sistemici come il 2022, ma nemmeno di grandi guadagni diffusi. Al contrario, il 2025 ha mostrato un mercato cripto più maturo ma anche più esigente, in cui molte certezze storiche sono state messe in discussione.

Il contesto macroeconomico ha inciso in modo significativo. Le politiche monetarie, pur meno aggressive rispetto agli anni precedenti, non hanno fornito lo stimolo che molti investitori si aspettavano. I mercati tradizionali hanno attraversato fasi alterne, e la propensione al rischio è diminuita soprattutto nella seconda parte dell’anno. 

In questo scenario, le criptovalute nel 2025 hanno faticato a trovare una narrativa dominante capace di sostenere i prezzi nel lungo periodo, nonostante l’interesse strutturale verso la tecnologia blockchain resti vivo.

Figura 1 – Classifica delle principali criptovalute nel 2025 per rendimento: Zcash in testa con +808%, Bitcoin ed Ethereum in calo, bene BNB, TRX e BCH.

Bitcoin nel 2025: è finito il mito del ciclo quadriennale?

Bitcoin ha mantenuto il suo ruolo di baricentro del mercato, ma il 2025 ha segnato una discontinuità importante rispetto al passato. Dopo l’halving del 2024, molti operatori si aspettavano un anno fortemente rialzista, in linea con lo schema storico del cosiddetto ciclo di quattro anni. 

In realtà, il prezzo di Bitcoin ha vissuto un andamento irregolare: fasi di forza durante l’anno non sono mancate, ma sono state seguite da correzioni profonde che hanno riportato le quotazioni sotto i livelli di inizio gennaio. 

Il risultato finale è stato un rendimento annuale leggermente negativo, un dato che ha sorpreso chi contava su una replica dei cicli precedenti.

Figura 2 – Grafico dei prezzi di Bitcoin nel 2025: andamento post-halving e impatto sul ciclo quadriennale.

Questo andamento ha avuto un impatto simbolico rilevante. La chiusura del 2025 in lieve calo ha messo seriamente in discussione la validità del ciclo quadriennale di Bitcoin come strumento previsionale affidabile. 

Se in passato l’anno successivo all’halving aveva quasi sempre coinciso con forti guadagni, il 2025 ha mostrato che il mercato è cambiato. La maggiore capitalizzazione, la presenza di investitori istituzionali e la crescente integrazione con i mercati tradizionali rendono Bitcoin meno prevedibile e più sensibile a fattori esterni. Il ciclo di quattro anni non può più essere considerato una legge, ma al massimo una chiave di lettura storica, sempre meno vincolante.

Ethereum: fondamentali solidi, performance deludenti

Ethereum ha vissuto un 2025 simile sotto il profilo dei rendimenti, ma diverso per narrativa. Anche ETH ha chiuso l’anno in negativo, con una perdita più marcata rispetto a Bitcoin. Dal punto di vista fondamentale, tuttavia, l’ecosistema Ethereum ha continuato a rafforzarsi. Le soluzioni Layer 2 hanno ampliato la capacità della rete, riducendo i costi di transazione e migliorando la scalabilità. Lo staking ha consolidato il ruolo di ETH come asset produttivo, ma questi progressi non si sono tradotti in un apprezzamento nel corso dell’anno.

Figura 3 – Performance di Ethereum nel 2025: prezzo in calo nonostante lo sviluppo strutturale.

Questo scollamento tra fondamentali e performance ha caratterizzato gran parte del mercato. Molti investitori hanno iniziato a distinguere sempre di più tra sviluppo tecnologico e rendimento finanziario, accettando l’idea che i due non coincidano necessariamente nel breve periodo. Il 2025 ha insegnato che anche infrastrutture solide possono attraversare fasi di sottoperformance prolungata, soprattutto in assenza di una forte spinta macro o di nuovi flussi di capitale.

Altcoin: poche eccezioni in un mare di difficoltà

Il comparto delle altcoin ha sofferto in modo ancora più evidente, ma con alcune eccezioni degne di nota. Se il 2024 aveva visto una discreta diffusione dei rialzi, nel 2025 la selettività è aumentata drasticamente e la maggior parte dei token ha chiuso l’anno in perdita. 

Tra le criptovalute a maggiore capitalizzazione, tuttavia, BNB, TRX e Bitcoin Cash sono riuscite a distinguersi come rare eccezioni, chiudendo il 2025 in territorio positivo grazie a dinamiche specifiche legate ai rispettivi ecosistemi e a una maggiore resilienza del prezzo. 

Ancora più eclatante è stato il caso di Zcash, che ha registrato una performance fuori scala, con un rialzo superiore all’808% su base annua. Un movimento che ha sorpreso il mercato e che, pur partendo da livelli molto depressi, ha dimostrato come anche in un anno complessivamente negativo possano emergere singoli casi di forza estrema. 

Nel complesso, però, questi esempi sono rimasti isolati e non sono stati sufficienti a cambiare il quadro generale di un mercato altcoin che, nel 2025, ha messo a dura prova gli investitori meno selettivi.

Figura 4 – Crescita esplosiva di Zcash nel 2025: +808% in un anno difficile per il settore altcoin.

Tokenizzazione e DeFi: innovazione senza impatto sui prezzi

Una delle poche aree che ha continuato a suscitare interesse strutturale è stata quella della tokenizzazione degli asset reali. Anche in questo caso, però, l’impatto sui prezzi dei token cripto è stato limitato. Il 2025 ha mostrato che l’adozione istituzionale e la sperimentazione tecnologica non si traducono automaticamente in rendimenti per gli investitori retail. La crescita è stata più lenta, meno rumorosa, e orientata al lungo periodo.

La finanza decentralizzata ha seguito un percorso simile. Dopo gli eccessi degli anni passati, nel 2025 la DeFi ha privilegiato modelli più conservativi e sostenibili. I rendimenti offerti sono stati più contenuti e, in molti casi, non sufficienti a compensare il rischio di mercato generale. Questo ha contribuito a ridurre l’appeal speculativo del settore, ma ha anche favorito una base di utenti più consapevole e meno incline a inseguire promesse irrealistiche.

Conclusioni: cosa ci ha insegnato il 2025 sulle criptovalute

In conclusione, il 2025 non è stato un anno di rendimenti facili per il mercato delle criptovalute, ma nemmeno un anno privo di segnali. Il bilancio complessivo è rimasto negativo per Bitcoin ed Ethereum e per la maggior parte delle altcoin, ma le eccezioni hanno avuto un peso simbolico rilevante. I casi di BNB, TRX e Bitcoin Cash, capaci di chiudere l’anno in positivo tra le criptovalute più capitalizzate, e soprattutto l’exploit di Zcash con un rialzo superiore all’808%, hanno dimostrato che anche in un contesto difficile la selettività può fare la differenza.

Il 2025 ha sancito la fine delle narrative semplicistiche, come quella del ciclo quadriennale di Bitcoin inteso come garanzia di forti guadagni, e ha rafforzato l’idea di un mercato sempre più frammentato e guidato da dinamiche specifiche. 

Per gli investitori, la lezione è stata chiara: non basta essere esposti al settore cripto, ma diventa sempre più necessario capire dove e perché si investe, accettando che i rendimenti del futuro potrebbero essere meno uniformi e più legati a singole storie di valore.

Alla prossima e buon trading!

Andrea Unger

Andrea Unger
Trader e autore italiano noto per essere l’unico quattro volte campione del mondo di Trading (2008, 2009, 2010, and 2012). Laureato con lode in Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Milano, membro del MENSA, trader indipendente dal 2001.
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