Nell’ambito di una vasta inchiesta sulla piattaforma X (ex Twitter), la procura di Parigi ha disposto perquisizioni in Francia e ha convocato Elon Musk per un’audizione volontaria.
Summary
Perquisizione negli uffici francesi di X e convocazioni a Parigi
Gli uffici francesi del social network X, ex Twitter, di proprietà di Elon Musk, sono stati perquisiti martedì 3 febbraio dalla procura di Parigi. L’operazione è stata condotta dalla divisione per la criminalità informatica, insieme all’unità nazionale di cyber-gendarmeria e a Europol, nell’ambito di un’indagine aperta nel gennaio 2025.
La procura ha inoltre annunciato di aver inviato convocazioni a Elon Musk e a Linda Yaccarino, ex CEO del gruppo, “in qualità di dirigenti di fatto e di diritto della piattaforma X all’epoca dei fatti”. I magistrati intendono ascoltarli a Parigi in un colloquio volontario il 20 aprile 2026.
Nello stesso contesto, alcuni dipendenti della società sono stati convocati “per essere sentiti come testimoni” tra il 20 e il 24 aprile 2026. Contestualmente, la procura ha indicato che non utilizzerà più il social network per la propria comunicazione istituzionale.
Origine dell’indagine e accuse sui cambi dell’algoritmo
L’indagine è stata avviata dopo una denuncia presentata il 12 gennaio 2025 dal deputato Eric Bothorel (Côtes-d’Armor, Renaissance). In una lettera resa pubblica nel febbraio 2025, il parlamentare manifestava “serie preoccupazioni” riguardo ai recenti cambiamenti dell’algoritmo della piattaforma e a presunte interferenze nella sua gestione successive all’acquisizione da parte di Elon Musk.
Un secondo esposto, di contenuto analogo, è stato presentato da un dirigente della cybersicurezza della pubblica amministrazione. In questo caso venivano denunciati interventi sull’algoritmo di X che avrebbero determinato una sovraesposizione di contenuti politici definiti “ripugnanti”.
Alla luce di queste segnalazioni, la procura di Parigi ha aperto un procedimento per gestione di una piattaforma online illegale in forma organizzata, estrazione fraudolenta di dati e alterazione del funzionamento di un sistema automatizzato di trattamento dei dati.
Un’indagine ampliata a reati più gravi
Con il progredire degli accertamenti, l’inchiesta è stata progressivamente ampliata. Dalla novembre 2025 la sezione specializzata J3 della procura di Parigi indaga anche per “complicità nella detenzione di immagini di minori a carattere pedopornografico” e “complicità nella diffusione, offerta o messa a disposizione, in forma organizzata”, di tali contenuti.
Secondo la procura, una modifica introdotta nel 2025 allo strumento di rilevamento dei contenuti di abuso sessuale su minori avrebbe provocato un forte calo delle segnalazioni provenienti da X. Tra giugno e ottobre 2025, le segnalazioni relative alla Francia inviate dal social network al National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC) avrebbero registrato una diminuzione dell’81,4%.
Questi elementi sono ora al centro dell’indagine, che mira a chiarire se le scelte tecniche del gruppo possano aver ridotto la capacità di individuare e contrastare contenuti di abuso su minori.
Contenuti generati da Grok e immagini non consensuali
Parallelamente, l’inchiesta esamina anche il ruolo dell’account Grok, uno strumento di intelligenza artificiale accessibile agli utenti sulla piattaforma. Nel gennaio 2026 numerosi internauti hanno denunciato la diffusione, tramite questo account, di foto di nudo generate artificialmente senza il consenso delle persone ritratte, in prevalenza donne.
Un rapporto dell’ONG AI Forensics, pubblicato a inizio gennaio, ha analizzato 20.000 immagini generate da Grok tra il 25 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026. Più della metà di queste rappresentava persone scarsamente vestite; alcune immagini sembravano raffigurare possibili minori, configurando potenziali contenuti di abuso sessuale su minori.
Per quanto riguarda la diffusione di immagini di nudo di individui senza consenso, è stata aperta un’indagine per “violazione della rappresentazione della persona”. Inoltre, l’indagine sulla piattaforma X ex Twitter si concentra anche sulla responsabilità del gruppo nella gestione e nel filtraggio di tali contenuti generati dall’IA.
Negazionismo e altri aspetti sotto esame
L’inchiesta si estende anche a presunti casi di “negazione di crimini contro l’umanità” dopo la diffusione, tramite l’account Grok, di dichiarazioni di carattere negazionista sulla piattaforma. Le autorità vogliono capire se i meccanismi di moderazione adottati siano stati adeguati rispetto alla gravità di tali contenuti.
Nel complesso, la procura di Parigi indaga su un insieme articolato di condotte che spaziano dall’alterazione dei sistemi informatici alla gestione dei contenuti illegali, passando per l’uso di strumenti di intelligenza artificiale. Tuttavia, al momento della pubblicazione delle prime notizie sull’inchiesta, il gruppo X non aveva ancora risposto alle richieste di commento del quotidiano Le Monde.
Prossime tappe nell’indagine
Le audizioni volontarie di Elon Musk e Linda Yaccarino, previste per il 20 aprile 2026, rappresentano uno snodo centrale per chiarire le responsabilità gestionali e le scelte tecniche adottate dal gruppo. Anche le testimonianze dei dipendenti, attese tra il 20 e il 24 aprile, potrebbero fornire elementi chiave.
Detto ciò, l’inchiesta su X resta in pieno sviluppo e potrebbe ancora ampliarsi man mano che emergono nuovi elementi. Una precisazione della procura, diffusa il 3 febbraio alle 12:15, ha corretto la data in cui l’indagine è stata formalmente estesa ai reati più gravi contestati alla piattaforma.
Nel complesso, il procedimento avviato in Francia potrebbe avere implicazioni rilevanti per la regolamentazione delle grandi piattaforme social, in particolare sul controllo degli algoritmi, la gestione dei dati e la responsabilità per i contenuti generati dagli utenti e dagli strumenti di intelligenza artificiale.

