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Il crollo di Bitcoin oggi sembra essersi fermato

Ieri sul prezzo di Bitcoin si è verificato un vero e proprio crollo. 

Oggi però il crollo sembra essersi temporaneamente arrestato, o perlomeno la sua fase acuta. 

Per comprendere bene cosa sta accadendo conviene però per prima cosa analizzare il crollo, e poi solo successivamente passare ad analizzare cosa sta accadendo oggi. 

Il crollo di Bitcoin

Il recente crollo del prezzo di Bitcoin in realtà è iniziato mercoledì, quando è sceso sotto i 75.000$.

Inizialmente non sembrava essere nulla di particolare, anche perchè il giorno prima era sceso a 73.000$ per poi rimbalzare a 76.000$.

Il calo di mercoledì però è stato innescato da fattori che hanno poi continuato a far scendere il prezzo di BTC anche il giorno successivo, ovvero ieri. 

Ad un certo punto, è sceso a 72.000$, e dopo un breve rimbalzo fallito, è sceso fino as 70.000$. 

Il vero crollo però doveva ancora iniziare, ed è arrivato con l’apertura delle borse USA. 

Praticamente nel giro di sole 14 ore è precipitato da 71.000$ a 60.000$, con uno dei cali più bruschi degli ultimi anni. 

In realtà in percentuale (-16%) non è uno dei cali peggiori della storia di BTC, ma di sicuro è uno dei peggiori in assoluto degli ultimi anni. 

Se nella fase acuta, durata 14 ore, ha perso il 16%, dall’inizio del calo però ha perso il 21%, in poco più di un giorno. In seguito ha poi fatto segnare un mini-rimbalzino con un +8% dal minimo, ma per ora non è sufficiente. 

Le cause del crollo di Bitcoin oggi

Le cause di questo crollo non sono però da ricercarsi in qualche ipotetico problema che abbia Bitcoin stesso. 

Anzi, il calo sembra essere stato innescato in particolare dalla paura presente in generale sui mercati americani. 

Infatti l’indice VIX, spesso utilizzato proprio come un termometro della paura presente sui mercati tradizionali americani, già lunedì aveva fatto segnare un primo picco sopra i 20 punti, seguito poi da un secondo picco minore martedì e da un altro sempre minore mercoledì. 

In tutti e tre questi casi il prezzo di Bitcoin era sceso, ma ieri c’è stata una piccola impennata del VIX. Nel giro di un giorno e mezzo è schizzato da meno di 19 punti a quasi 22, generando panico soprattutto sugli asset ad alto rischio. 

L’indice S&P 500 ha finito per perdere il 3%, mentre il settore del private equity americano nel medesimo periodo ha perso il 4%. 

In altre parole, la paura si è concentrata sugli asset a rischio maggiore, con perdite forti ma più contenuti sugli asset a rischio medio, come l’azionario americano di punta. 

Il fatto è che Bitcoin è un asset con un rischio potenziale decisamente più alto rispetto all’azionario o al private equity, pertanto è quello che ha subito maggiormente il colpo. 

Da notare che da metà gennaio il private equity sta perdendo quasi l’11%, mentre Bitcoin è a -32%. 

Il mini-rimbalzino

Dopo il crollo di ieri era atteso un mini-rimbalzino. 

Per ora si tratta in realtà solo di un piccolissimo rimbalzo tecnico, dopo aver fatto segnare un nuovo bottom locale, ma esiste la possibilità che possa estendersi almeno fino a lunedì. 

Sebbene nessuno sappia se questo rimbalzino tecnico durerà ancora per qualche giorno, o lascerà spazio ad ulteriori cali, i future sull’indice VIX oggi sono leggermente scesi (sotto i 21 punti), pertanto per ora la paura sembra essere in calo. 

A dire il vero già da ieri circolava l’ipotesi di un rimbalzo, perché il crollo di Bitcoin è stato simile a quello di novembre, terminato il 21 a 80.000$.

All’epoca, dopo 10 giorni di crollo, ci fu poi un rimbalzo del 17% dal bottom locale, mentre ieri era il settimo giorno di crollo. Il parallelismo quindi è imperfetto, ma i due trend sembrano molto simili per estensione del calo, pur avendo tempistiche leggermente differenti. 

Affinchè l’attuale mini-rimbalzino possa trasformarsi in un vero rimbalzo, occorre che oggi il prezzo di Bitcoin risalga attorno ai 66.000$ dopo la riapertura delle borse USA, e che lunedì torni sui 70.000$. 

I motivi della paura

Le motivazioni alla base della salita della paura (VIX) ieri non sono certe ed evidenti. 

Tuttavia dato che la paura si è concentrata sugli asset a maggior rischio, pur avendo prodotto anche piccoli danni a quelli a rischio medio, potrebbe essere legata alle aspettative per il futuro.

È possibile che abbia avuto un ruolo importante la paura per l’evoluzione della situazione economico/finanziaria degli USA, soprattutto alla luce dei recenti sviluppi politici. 

Sebbene ad un’analisi superficiale le prospettive economiche paiano buone, sul medio-breve periodo, se si prendono in considerazione anche i rischi geopolitici a medio e lungo termine la situazione appare tutt’altro che rosea. 

Il rischio è che la situazione negli USA possa degenerare nei prossimi mesi, soprattutto in vista delle elezioni di mid-term di novembre. 

In questo momento i repubblicani di Trump sembrano essere in netto svantaggio, con lo stesso Trump che potrebbe addirittura arrivare a rischiare l’impeachment in caso di forte vittoria democratica. Purtroppo da alcune recenti dichiarazioni di Trump, ma anche di Bannon, emerge un potenziale rischio che il governo USA possa utilizzare metodi coercitivi per cercare di convincere, o addirittura “obbligare”, gli elettori USA a votare per i repubblicani. 

Se tale scenario, per ora solamente ipotetico, dovesse materializzarsi, la paura molto probabilmente si trasformerebbe in terrore puro, perché significherebbe la fine della democrazia statunitense (va ricordato che gli USA sono la maggiore potenza economica e militare del mondo).

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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