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Meta prepara il riconoscimento facciale per gli occhiali smart Meta

Secondo il New York Times, gli occhiali smart Meta potrebbero integrare il riconoscimento facciale già entro la fine di quest’anno, con implicazioni rilevanti per privacy e sicurezza.

I piani di Meta per la funzione Name Tag

Meta sta lavorando a una nuova funzione di riconoscimento, internamente chiamata Name Tag, destinata ai suoi occhiali intelligenti. Il sistema permetterebbe di identificare persone e ottenere informazioni su di loro tramite l’assistente AI integrato nei dispositivi.

In pratica, l’utente inquadrerebbe un volto con gli occhiali e riceverebbe, in tempo reale, dati contestuali sulla persona riconosciuta. Tuttavia, l’azienda non ha ancora definito tempi ufficiali di rilascio, né le modalità di attivazione o i limiti d’uso.

Le cautele di Meta tra rischi e privacy

Il rapporto del New York Times evidenzia che i piani potrebbero ancora cambiare. Meta discute internamente da inizio 2023 su come introdurre una funzione che comporta rischi di sicurezza e privacy significativi, in particolare per la raccolta e l’elaborazione di dati biometrici.

Secondo un memo interno, la società aveva inizialmente deciso di testare Name Tag durante una conferenza dedicata a persone con disabilità visive, prima di un lancio più ampio al pubblico. Tuttavia, questa fase pilota non si è mai concretizzata.

Occhiali smart Meta e contesto politico negli Stati Uniti

Il documento interno citato dal quotidiano statunitense indica che Meta vede nell’attuale fase di turbolenza politica negli Stati Uniti un momento favorevole per introdurre la funzione. L’azienda ritiene che molte organizzazioni della società civile, tradizionalmente critiche verso questi sviluppi, siano ora concentrate su altre priorità.

Inoltre, il rapporto suggerisce che il clima politico, con l’avvicinamento dell’amministrazione Trump al settore big tech, abbia contribuito a riaprire il dossier sul riconoscimento facciale, dopo anni di cautela e rinvii.

Il precedente dei Ray-Ban e le implicazioni etiche

Meta aveva già valutato l’integrazione del riconoscimento facciale nella prima versione dei suoi occhiali Ray-Ban nel 2021. Il progetto fu però accantonato, ufficialmente per difficoltà tecniche e per le implicazioni etiche legate alla sorveglianza diffusa e alla mancanza di consenso esplicito delle persone riprese.

Detto ciò, il successo inatteso degli attuali smart glasses di Meta sembra aver riacceso l’interesse per una tecnologia di identificazione automatica, percepita come un forte elemento di differenziazione rispetto ad altri dispositivi indossabili.

Riconoscimento facciale e futuro degli occhiali smart

Nel complesso, la possibile introduzione del riconoscimento facciale sugli occhiali smart Meta rappresenta un passaggio strategico per il gruppo di Menlo Park. La funzionalità Name Tag potrebbe rendere gli occhiali uno strumento potente, ma al tempo stesso estremamente controverso, nel dibattito su sorveglianza e diritti digitali.

Resta da capire quali limiti tecnici, regolatori e di trasparenza Meta deciderà di adottare prima del lancio effettivo. La data di uscita non è ancora stata annunciata, ma i documenti interni indicano l’obiettivo di arrivare sul mercato già entro il 2026.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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