Nella prossima fase di sviluppo della rete, l’aggiornamento Celestia Hibiscus (V7) introdurrà nuove funzioni per interoperabilità, sicurezza cross-chain e modello economico dei validatori.
Summary
Panoramica sull’upgrade Hibiscus (V7)
L’aggiornamento Hibiscus (V7) di Celestia è previsto per metà marzo e rappresenta un passo importante verso un ecosistema più unificato. L’obiettivo è ridurre il compromesso tra sovranità delle singole chain e interoperabilità, migliorando la comunicazione tra reti costruite sullo stesso stack modulare.
In questa versione vengono introdotti due elementi chiave per l’interazione tra catene: un modulo di forwarding per i trasferimenti via Hyperlane e un nuovo sistema di sicurezza interchain basato su prove crittografiche. Inoltre, vengono rivisti i parametri di commissione dei validatori e la gestione della retention dei blocchi.
Forwarding module CIP-45 e trasferimenti via Hyperlane
Con CIP-45 viene aggiunto un modulo di forwarding che abilita trasferimenti cross-chain con singola firma tramite Hyperlane. Gli utenti non dovranno più firmare transazioni multiple quando spostano token attraverso Celestia verso un’altra rete, riducendo attriti e rischi operativi.
I token vengono inviati a indirizzi di forwarding derivati in modo deterministico, legati crittograficamente a una specifica destinazione. Successivamente, dei relayer permissionless eseguono il trasferimento verso il destinatario predefinito. In questo modo, i flussi su Hyperlane ottengono una comodità multi-hop paragonabile al Packet Forward Middleware di IBC sulle rotte IBC tradizionali.
ZK Interchain Security Module e verifica cross-chain
CIP-46 introduce un modulo di sicurezza interchain basato su zero-knowledge proof, denominato Hyperlane Interchain Security Module (x/zkism). Questo meccanismo utilizza attualmente verifiche Groth16 per convalidare messaggi cross-chain in modo trust-minimised, sostituendo la dipendenza da multisig di validatori considerati fidati.
Le reti possono configurare la propria sicurezza basata su prove tramite programmi prover SP1, con il supporto futuro di altre ZKVM come Risc0. Ciò consente di verificare prove di consenso, prove basate su TEE oppure prove di esecuzione complete in ZK per i trasferimenti cross-chain che passano da Celestia.
Questo modulo permette di scegliere tra multisig o prove crittografiche in base alle esigenze dell’applicazione. Tuttavia, mentre il sistema ZK presenta costi di generazione delle prove e latenza più elevati rispetto al multisig ISM, offre garanzie crittografiche più robuste, adatte a trasferimenti di alto valore o a reti che privilegiano la trustlessness rispetto alla velocità.
Aggiornamento Celestia e nuova struttura delle commissioni
Con CIP-44 viene modificato il quadro delle commissioni dei validatori per adeguarlo alla riduzione dell’inflazione di protocollo introdotta nell’upgrade precedente. Il massimo della commissione applicabile sale dal 25% al 60%, mentre il minimo imposto dal protocollo passa dal 10% al 20%.
L’obiettivo è consentire ai validatori di gestire attività più sostenibili dal punto di vista economico. I validatori che oggi applicano una commissione inferiore al 20% verranno automaticamente portati a questa soglia nel momento dell’aggiornamento, evitando comportamenti non allineati al nuovo modello di incentivi.
Ottimizzazione dei nodi di consenso e pruning dei blocchi
Oltre alle novità su interoperabilità e commissioni, Hibiscus modifica anche la retention minima dei blocchi per i nodi di consenso. Ora i nodi possono impostare una finestra di pruning fino a 3.000 blocchi, equivalenti a circa le ultime 5 ore di attività.
In precedenza il limite minimo era pari a circa 14 giorni di blocchi, con un impatto rilevante sui requisiti di storage. Questa riduzione permette di ottimizzare le risorse hardware per gli operatori, pur mantenendo la sicurezza operativa della rete. Detto ciò, i singoli nodi potranno comunque scegliere finestre più ampie in base alle proprie esigenze.
Calendario di rilascio sulle diverse reti
L’upgrade V7 verrà distribuito progressivamente sulle varie reti legate all’ecosistema. La chain di test arabica è già attiva con il nuovo codice, mentre la rete mocha è in fase di aggiornamento imminente.
Per quanto riguarda il mainnet, il passaggio a Hibiscus è pianificato per metà marzo. Questo rollout graduale consente di verificare il comportamento delle nuove funzionalità in ambienti diversi prima della piena adozione in produzione, riducendo il rischio di regressioni.
Implicazioni per sviluppatori ed ecosistema
Nel complesso, l’aggiornamento Hibiscus riduce le frizioni per gli utenti che usano Hyperlane per trasferimenti tra chain e offre alle applicazioni strumenti più sofisticati per la sicurezza dei messaggi cross-chain. Inoltre, il nuovo schema di commissioni mira a stabilizzare il business dei validatori dopo i cambiamenti su inflazione e incentivi.
Per gli sviluppatori che costruiscono exchange ad alta capacità o catene di pagamenti a bassa latenza, la combinazione di forwarding single-signature, ZK ISM e pruning flessibile dei blocchi rappresenta un’infrastruttura più scalabile. Chi sta lavorando a progetti ad alto throughput e richiede queste caratteristiche è invitato a contattare il responsabile delle partnership, noto su X come @0xNoroc, per approfondire le opportunità offerte dalla rete.

