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Anthropic fa causa al Dipartimento della Difesa USA dopo la blacklist

Nell’ultima escalation dello scontro con Washington, Anthropic fa causa al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, contestando la recente decisione di inserirla in blacklist come rischio per la supply chain.

Lo scontro legale tra Anthropic e il Pentagono

Lunedì la società di intelligenza artificiale Anthropic ha depositato due cause contro il Department of Defense, sostenendo che l’etichetta di “supply chain risk” sia illegittima e violi il primo emendamento.

Le azioni legali arrivano dopo mesi di tensioni sulla volontà dell’azienda di introdurre limiti all’uso dei propri modelli da parte dei militari, in particolare contro la sorveglianza di massa interna e le armi letali completamente autonome.

Dove sono state presentate le cause

Le due cause sono state depositate presso il tribunale distrettuale della California settentrionale e alla Corte d’appello del Circuito di Washington DC. La mossa segue la decisione formale del Pentagono di emettere, lo scorso giovedì, la designazione di rischio per la supply chain.

Si tratta, secondo quanto emerge dagli atti, della prima volta che questo strumento di blacklist viene utilizzato contro un’azienda statunitense. Inoltre, la designazione impone a qualsiasi società in rapporti con il governo di interrompere ogni collaborazione con Anthropic, minacciando direttamente il suo modello di business.

Anthropic fa causa: le accuse di violazione della libertà di espressione

Nella causa, l’azienda sostiene che l’amministrazione Trump stia punendo Anthropic per il rifiuto di adeguarsi alle richieste ideologiche del governo, in violazione della libertà di espressione costituzionalmente garantita.

Secondo gli atti, si tratterebbe di un uso improprio del potere pubblico per sanzionare una società privata per le sue posizioni, invece che per motivi di reale sicurezza nazionale. Tuttavia il contenzioso è solo all’inizio e sarà il giudice a valutare la fondatezza di tali affermazioni.

Le dichiarazioni contenute nel ricorso in California

Nel ricorso presentato in California, Anthropic definisce queste azioni del governo “senza precedenti e illegali”. L’azienda afferma che la Costituzione non consente allo Stato di usare il proprio enorme potere per punire una società per il suo discorso protetto.

Il testo sottolinea anche che la designazione come rischio di supply chain non solo danneggerebbe gravemente l’attività, ma costituirebbe un pericoloso precedente per l’intero settore tecnologico statunitense.

Il ruolo di Claude nei sistemi del Dipartimento della Difesa

Al centro della vicenda c’è il modello di intelligenza artificiale di Anthropic, chiamato Claude, che nell’ultimo anno è stato profondamente integrato all’interno del Dipartimento della Difesa.

Fino a poco tempo fa, Claude era anche l’unico modello di AI approvato per l’uso in sistemi classificati. Inoltre, secondo quanto riportato, il DoD lo avrebbe impiegato estensivamente nelle operazioni militari, inclusa la selezione degli obiettivi per attacchi missilistici nella guerra contro l’Iran.

Impegno alla sicurezza nazionale e collaborazione passata

Nel ricorso, Anthropic ribadisce il proprio impegno a fornire soluzioni di intelligenza artificiale per scopi di sicurezza nazionale. In passato, la società avrebbe collaborato con il Dipartimento della Difesa per adattare i propri sistemi a casi d’uso specifici.

Detto ciò, l’azienda dichiara di voler proseguire il dialogo con il governo per trovare una soluzione negoziata. La scelta di adire le vie giudiziarie viene presentata come estrema ratio per difendere attività, clienti e partner.

La posizione ufficiale dell’azienda

“Chiedere una revisione giudiziaria non cambia il nostro impegno di lungo periodo a usare l’AI per proteggere la sicurezza nazionale, ma è un passo necessario per tutelare il nostro business”, ha spiegato un portavoce di Anthropic al quotidiano The Guardian.

Secondo la dichiarazione, la società continuerà a percorrere “ogni strada verso una soluzione”, inclusa la prosecuzione del dialogo con le autorità federali. Tuttavia, il rischio economico derivante dal divieto di contratti con il governo viene descritto come sostanziale.

Danni economici e valutazioni sul rischio

Nel testo della causa, Anthropic sostiene che le azioni punitive dell’amministrazione Trump e del Pentagono stiano “danneggiando irreparabilmente” la società. La formulazione sottolinea il timore di un impatto strutturale sulla crescita e sulle partnership pubbliche.

Questa valutazione appare in parte in contrasto con le recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato Dario Amodei, che a CBS News ha definito l’impatto della designazione “abbastanza limitato”, aggiungendo che l’azienda “se la caverà”.

Un colosso privato nel mirino del governo

Secondo l’atto depositato, i convenuti starebbero cercando di annullare il valore economico creato da una delle società private in più rapida crescita al mondo, considerata un leader nello sviluppo responsabile di una tecnologia emergente cruciale per gli Stati Uniti.

Nel complesso, la controversia tocca il delicato equilibrio tra esigenze di sicurezza nazionale, libertà di espressione delle imprese tecnologiche e controllo governativo sull’uso dell’intelligenza artificiale in ambito militare.

Silenzio del Dipartimento della Difesa

Al momento in cui sono stati resi noti i ricorsi, il Dipartimento della Difesa non ha fornito commenti ufficiali. Inoltre, non risultano ancora note le tempistiche con cui i tribunali coinvolti inizieranno a esaminare nel merito il caso.

Le implicazioni legali per Anthropic e per l’intero settore AI statunitense saranno più chiare nei prossimi mesi, man mano che il procedimento giudiziario avanzerà nelle aule federali.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
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