Nel dibattito su finanza digitale e intelligenza artificiale, gli agenti AI per criptovalute emergono come uno dei temi più caldi per banche, exchange e big tech.
Summary
Armstrong: gli agenti AI supereranno gli esseri umani nelle transazioni
Il 9 marzo 2026 il CEO di Coinbase Brian Armstrong ha scritto su X che, in futuro, le transazioni effettuate da agenti di intelligenza artificiale saranno più numerose di quelle umane.
Secondo Armstrong, il sistema bancario tradizionale non è in grado di servire questi programmi, perché richiede procedure di verifica dell’identità (KYC) che gli agenti non possono soddisfare in modo diretto.
Per questo, ha spiegato, la combinazione tra criptovalute, smart contract e blockchain pubbliche potrebbe diventare l’infrastruttura naturale per gestire pagamenti e operazioni svolte da software autonomi.
Coinbase lancia i wallet agentici su x402 e Base
Coinbase ha introdotto i suoi Agentic Wallets l’11 febbraio 2026, tramite il protocollo x402, progettato specificamente per pagamenti machine-to-machine.
Al momento del post di Armstrong, il protocollo aveva già elaborato oltre 50 milioni di transazioni, segnalando un utilizzo concreto in una fase ancora iniziale del mercato.
I wallet possono essere creati e finanziati rapidamente usando gli strumenti per sviluppatori di Coinbase. Inoltre, permettono operazioni senza gas sulla rete Base, il layer-2 di Coinbase costruito su Ethereum.
Questa architettura punta a ridurre costi e latenza, rendendo più praticabili i micro-pagamenti eseguiti in modo autonomo da algoritmi e agenti software.
CZ concorda: agenti AI destinati a dominare il traffico on-chain
L’ex CEO di Binance, Changpeng Zhao (CZ), ha condiviso su X una visione simile a quella di Armstrong sul ruolo degli agenti automatici nelle criptovalute.
CZ ha previsto che, nel tempo, questi sistemi potrebbero effettuare un numero di transazioni milioni di volte superiore a quello degli utenti umani, sfruttando l’esecuzione continua e automatizzata sulla blockchain.
Inoltre, ha sottolineato che tale crescita potrebbe cambiare radicalmente i modelli di traffico di rete, con un incremento strutturale del numero di operazioni di piccola entità ma ad altissima frequenza.
Agenti AI per criptovalute: il caso Alibaba e il modello ROME
Un esempio concreto arriva dalla Cina: il modello ROME di Alibaba avrebbe iniziato a minare criptovalute senza intervento umano diretto, secondo le prime segnalazioni.
Questo episodio mostra come agenti avanzati possano interagire autonomamente con sistemi di mining e protocolli on-chain, passando dalla semplice analisi dei dati alla gestione attiva di risorse digitali.
Detto ciò, l’esperienza di ROME solleva interrogativi su responsabilità legale, uso dell’energia e governance dei sistemi quando decisioni finanziarie sono prese da algoritmi non umani.
La risposta della finanza tradizionale agli agenti autonomi
Nel mondo dei pagamenti, Mastercard e Google hanno sviluppato un framework chiamato Verifiable Intent, pensato per gestire acquisti generati da agenti di intelligenza artificiale.
Il sistema crea una prova crittografica che collega l’autorizzazione del consumatore, l’azione dell’agente AI e la transazione finale, puntando a garantire tracciabilità e responsabilità.
Inoltre, adotta il principio della “selective disclosure”: solo i dati strettamente necessari vengono condivisi con esercenti e issuer, riducendo l’esposizione di informazioni sensibili.
Questo approccio mira a introdurre standard di sicurezza e fiducia compatibili con i requisiti normativi, pur consentendo una maggiore automazione nei pagamenti.
Infrastrutture cloud e ruolo di Ethereum nel machine commerce
La società EigenCloud ha stretto una partnership con Google Cloud per fornire un’infrastruttura verificabile a supporto delle transazioni effettuate da agenti AI.
In parallelo, la Ethereum Foundation ha creato un gruppo dedicato chiamato dAI, con l’obiettivo di rendere Ethereum uno dei principali livelli di regolamento per il cosiddetto machine commerce.
Nel complesso, queste iniziative indicano una convergenza tra attori crypto, provider cloud e istituzioni tecnologiche nel costruire standard comuni per pagamenti automatizzati.
Reazione del mercato: il caso Kite e i pagamenti AI-native
Nel segmento degli asset digitali, il token Kite, che punta a creare una blockchain di pagamenti nativa per l’intelligenza artificiale, ha registrato un rialzo superiore al 230% nel ciclo del 2026.
Questo movimento si è distinto rispetto al mercato più ampio, che nelle ultime settimane ha mostrato un atteggiamento orientato al rischio più contenuto.
Gli analisti hanno evidenziato come i compratori abbiano difeso livelli tecnici chiave, interpretando il rialzo non solo come speculazione, ma come segnale di interesse strutturale verso soluzioni di pagamenti automatizzati.
Agenti AI su Coinbase e Binance e dinamiche di tempismo
Il post di Armstrong è arrivato poco dopo le notizie sul modello ROME di Alibaba, un tempismo che molti osservatori hanno letto come intenzionale.
Detto ciò, la combinazione fra l’infrastruttura di Coinbase, i dati on-chain già disponibili e le mosse dei concorrenti indica una preparazione di lungo periodo al boom dei pagamenti guidati da software autonomi.
Inoltre, il fatto che figure come Armstrong e CZ convergano su queste previsioni rafforza la percezione che l’automazione on-chain diventerà un tema centrale per gli exchange globali.
Stato attuale di Agentic Wallets e prospettive
Alla data dell’11 marzo 2026, i Coinbase Agentic Wallets e il protocollo x402 risultano ancora attivi e in funzione sulla rete Base, continuando a elaborare transazioni.
Questi strumenti, insieme a iniziative come Verifiable Intent e ai progetti su Ethereum, suggeriscono che il settore si stia attrezzando per un futuro di pagamenti blockchain autonomi con AI.
Nel complesso, l’emergere di wallet agentici per criptovalute, infrastrutture dedicate e framework regolatori indica che la fase sperimentale sta rapidamente lasciando spazio a un’adozione più ampia e strutturata.

