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Azioni in rally dopo le voci di una possibile acquisizione BESI da parte degli USA

Il mercato guarda con attenzione al possibile dossier acquisizione BESI, dopo le indiscrezioni su un interesse da parte di due colossi statunitensi dei semiconduttori.

Rally in Borsa per BESI dopo le indiscrezioni di takeover

Il titolo BESI è balzato fino al +14% toccando un nuovo massimo storico a 199,85 euro venerdì, dopo un lancio Reuters su possibili offerte di acquisto da parte di produttori americani di apparecchiature per chip.

In chiusura il titolo scambiava in rialzo di circa +10,44% a 194,25 euro, per una capitalizzazione intorno a 14 miliardi di euro (circa 16,2 miliardi di dollari) alla Borsa di Amsterdam.

Al picco intraday di 199,85 euro, le azioni avevano più che raddoppiato il valore rispetto al minimo di aprile 2025 di 79,62 euro, toccato in piena fase di timori sui dazi statunitensi verso il comparto.

I potenziali acquirenti: Lam Research e Applied Materials

Secondo fonti vicine al dossier, Lam Research e Applied Materials figurano tra i pretendenti interessati. In particolare, Lam è indicata come uno dei soggetti che ha avviato colloqui attivi con la società olandese.

La reazione di Wall Street è stata opposta a quella di Amsterdam: il titolo Lam Research (ticker LRCX) ha ceduto circa il 4,3% sulla notizia, riflettendo timori degli investitori sui possibili esborsi o rischi di integrazione.

Applied Materials (ticker AMAT) è a sua volta considerata un acquirente naturale, anche perché nell’aprile 2024 ha rilevato una partecipazione del 9% in BESI, diventandone il principale azionista. Il titolo AMAT è arretrato di circa il 3,9% venerdì.

Quell’ingresso nel capitale aveva già acceso la speculazione. Quando la quota è stata resa pubblica nell’ottobre 2025, il titolo BESI è salito del 12% in una sola seduta, con il mercato che ha iniziato a prezzare uno scenario di takeover completo.

Consulenti finanziari e tempistiche delle trattative

Per gestire le manifestazioni di interesse, BESI ha incaricato Morgan Stanley come advisor finanziario. La banca d’affari, contattata dai media, ha scelto di non commentare il mandato né lo stato del processo.

Le trattative tra le parti sarebbero iniziate a metà 2025, secondo le stesse fonti, ma avrebbero subito una brusca frenata all’inizio di quest’anno a causa delle tensioni politiche tra Stati Uniti e Unione europea.

In quel periodo, il confronto era inasprito dalla spinta del presidente Donald Trump per ottenere un controllo su Groenlandia, vicenda che aveva irrigidito i rapporti transatlantici e complicato i dossier sensibili in ambito tecnologico e strategico.

Tecnologia chiave: il ruolo del hybrid bonding

Alla base dell’interesse dei gruppi americani c’è soprattutto la tecnologia di hybrid bonding sviluppata da BESI, considerata un tassello cruciale nella nuova fase dell’industria dei semiconduttori.

Il processo consente di collegare direttamente i chip tramite contatti rame-su-rame, migliorando la velocità di trasferimento dati e riducendo i consumi energetici rispetto alle soluzioni di packaging tradizionali.

Questa capacità è diventata centrale mentre i produttori di semiconduttori corrono per soddisfare la domanda legata all’intelligenza artificiale e alle applicazioni di high performance computing, dove efficienza e densità di integrazione sono decisive.

Inoltre, il packaging avanzato è ormai visto come un vero collo di bottiglia per l’intero settore. BESI e Applied Materials collaborano da anni proprio sul fronte del hybrid bonding, il che rende particolarmente logica la candidatura di AMAT come possibile compratore.

Scenario strategico e attese del mercato

Già nell’aprile 2025 l’analista Michael Roeg di Degroof Petercam aveva sottolineato che, alla luce della struttura azionaria e delle partnership industriali, molti azionisti si attendono a termine un’acquisizione totale.

Secondo Roeg, gli investitori di BESI tendono a ritenere che Applied Materials, dopo l’ingresso con una quota di minoranza, punti prima o poi al controllo dell’intero capitale sociale.

Detto ciò, la recente ondata speculativa ha riportato al centro anche il tema delle valutazioni. L’azione ha più che raddoppiato dai minimi di 79,62 euro, rendendo più onerosa qualsiasi ipotesi di acquisizione BESI a premio significativo sulle quotazioni attuali.

Ostacoli regolamentari e revisione sulla sicurezza nazionale

Il percorso verso un’eventuale operazione non appare lineare. Sotto la normativa olandese, qualsiasi acquisizione di una società con tecnologie ritenute strategiche è soggetta a una revisione di sicurezza nazionale.

Questa procedura potrebbe complicare o ritardare la chiusura di un accordo, soprattutto alla luce della crescente sensibilità in Europa sui temi del controllo degli asset critici e dell’autonomia tecnologica nel campo dei semiconduttori.

Inoltre, le tensioni politiche tra Stati Uniti e Unione europea registrate negli ultimi anni potrebbero aggiungere ulteriori incertezze, richiedendo un attento bilanciamento tra apertura agli investimenti esteri e tutela degli interessi strategici olandesi.

Posizione ufficiale delle parti coinvolte

Nonostante le indiscrezioni di mercato, BESI ha mantenuto una linea molto prudente nella comunicazione esterna. La società ha rifiutato di commentare quelli che ha definito semplicemente “rumours di mercato”.

In una breve nota, il gruppo ha sottolineato di restare focalizzato sull’esecuzione della propria strategia come azienda indipendente, segnalando quindi l’assenza, allo stato, di un’intesa vincolante con potenziali acquirenti.

Lam Research, dal canto suo, non ha risposto immediatamente alle richieste di commento. Inoltre, non sono emerse dichiarazioni ufficiali da parte di Applied Materials in merito alla possibilità di un’offerta formale.

Prospettive per il titolo e prossime mosse

In chiusura di giornata, le azioni BESI risultavano ancora in progresso del 10,44%, con il titolo fermo a 194,25 euro. Il mercato appare quindi in attesa di sviluppi concreti sul fronte delle trattative.

Nel complesso, l’attenzione degli investitori resta alta sia per il potenziale industriale della tecnologia di packaging di BESI, sia per gli esiti di un eventuale processo di revisione regolamentare nei Paesi Bassi.

Le prossime comunicazioni societarie, insieme a eventuali indiscrezioni aggiuntive dalla stampa internazionale, saranno decisive per capire se l’attuale fase di speculazione sfocerà in una vera operazione di M&A o resterà confinata a un movimento tattico in Borsa.

Amelia Tomasicchiohttps://cryptonomist.ch
Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder di Cryptonomist, e di Econique.art. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Amelia è stata anche insegnante di marketing presso Digital Coach e ha pubblicato un libro "NFT: la guida completa'" edito Mondadori. Inoltre è co-founder del progetto NFT chiamato The NFT Magazine, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore. Come advisor, Amelia è anche coinvolta in progetti sul metaverso come The Nemesis e OVER.
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