Oggi il prezzo di Bitcoin ha fatto segnare un improvviso guadagno.
Infatti nel giro di poco più di sei ore è passato da 71.000$ a 74.000$, ma in seguito è ridisceso a 73.000$.
Si tratta di movimenti che sembrano importanti, dato che sono veloci, ma che in realtà non cambiano in modo profondo il trend degli ultimi tempi.
Summary
Il trend
Venerdì 6 febbraio il prezzo di Bitcoin aveva toccato il bottom della discesa di fine gennaio/inizio febbraio.
Quel picco fu toccato a circa 60.000$, ma in realtà escludendo la fase tecnica della discesa dovuta alla liquidazione forzata delle posizioni long il bottom è stato toccato attorno ai 62.500$.
Il giorno stesso però ci fu un rimbalzo che finì per riportarlo a circa 70.000$ il giorno successivo.
A partire proprio dal 7 febbraio è iniziato un lungo periodo di lateralizzazione, caratterizzato da una volatilità non bassa, ma nemmeno particolarmente elevata, con un primo tentativo di uscita ad inizio marzo, fallito però in meno di 24 ore.
Escludendo quel tentativo fallito, la lateralizzazione ormai da più di un mese costringe il prezzo di BTC a muoversi all’interno di una fascia compresa tra 62.500$ e 71.500$.
La rottura di oggi
In realtà, come già detto, il 4 marzo la resistenza posta attorno ai 71.500$ venne rotta, ma il prezzo di Bitcoin è rimasto sopra quella soglia solo per qualche ora.
Una seconda rottura c’è stata venerdì, ma anche in questo caso è durata solo pochissime ore.
La terza rottura è avvenuta stanotte.
Il punto è che per ora non vi è ancora nessun segnale che indichi chiaramente che quest’ultima rottura della resistenza posta attorno ai 71.500$ sia quella buona.
Anzi, vi sono segnali che indicano la possibilità che anche in questo caso si possa trattare di un falso segnale. Stavolta però allo stesso tempo vi sono anche segnali che suggeriscono un possibile differente esito.
Il primo scenario
I segnali ribassisti provengono dalle balene.
Infatti negli ultimi giorni ci sono stati alcuni significativi depositi di BTC sugli exchange crypto. Si tratta prevalentemente di depositi effettuati da balene, e ciò suggerisce che queste si stiano preparando a vendere per monetizzare.
In realtà il ritorno a 73.000$ di stamattina, dopo il picco a 74.000$ toccato nella notte, facilmente è dovuto proprio alla monetizzazione di alcune balene che hanno approfittato di questi prezzi per chiudere alcune loro posizioni di breve termine in guadagno.
Va però sottolineato che si tratta di depositi di entità ancora molto contenuta, pertanto la situazione potrebbe essere meno preoccupante di quanto potrebbe sembrare ad un’analisi superficiale.
Ciò che è sicuro è che diverse balene nelle settimane scorse hanno accumulato BTC quando il prezzo era inferiore ai 70.000$, ed alcune di queste oggi hano deciso di monetizzare i guadagni.
È possibile che si tratti princpalmente di posizioni long in leva aperte nelle scorse settimane con obiettivi di breve o al massimo medio-breve periodo. Ciò di fatto rende inevitable la monetizzazione agli attuali prezzi.
Se tali vendite prevarranno, c’èla seria possibilità che si tratti del terzo tentativo fallito di superare i 71.500$ de mese di marzo.
Il secondo scenario
È però possibile immaginare anche un secondo scenario.
Infatti per ora risulta essere stata chiusa solo una porzione relativamente piccola delle posizioni long aperte tra febbraio ed inizio marzo.
Sebbene ciò non significhi per forza che le balene si attendano ulteriori rialzi del prezzo, risulta comunque compatibile con uno scenario simile.
Il fatto è che le balene americane molto probabilmente non sono ancora diventate nuovamente operative dopo la chiusura per il week-end, inoltre in questi casi è possibile che preferiscano chiudere le posizioni long poco per volta onde evitare di far scendere troppo i prezzi proprio mentre le stanno chiudendo.
Allo stato attuale delle cose non è possibile intuire in modo chiaro quale sia la loro strategia, anche se gli acquisti effettuati a febbraio danno tanto l’impressione di non essere solo operazioni con orizzonte temporale breve.
Sebbene non si possa in alcun modo affermare con certezza che le balene siano entrate long nelle ultime settimane con obiettivi di lungo periodo, è però perlomeno plausibile che lo abbiano fatto, in parte, anche con obiettivi a medio termine, oltre che a breve.
Infatti anche oggi, come durante i due tentativi precedenti, le loro vendite risultano essere quasi centellinate, come se non avessero alcuna fretta di vendere e preferissero non far aumentare troppo la pressione di vendita per non far scendere il prezzo.
Un atteggiamento simile di fatto nega l’esistenza di panico tra le balene che operano su BTCUSD, e ciò consente perlomeno di poter sperare che la situazione vada verso un miglioramento.
Le previsioni
Al momento, continuano a circolare molte previsioni ribassiste a medio termine.
In molti infatti continuano ad essere convinti che il bottom del 2026 potrebbe non essere ancora stato fatto, ma iniziano a circolare anche ipotesi che prima di ulteriori cali possa esserci un rimbalzo temporaneo.
Quest’ultima ipotesi risulta essere compatibile con il secondo scenario appena descritto, ovvero quello nel quale le balene stanno vendendo poco in questo momento, anche se sono in guadagno, perchè si aspettano la possibilità di monetizzare ancora nelle prossime settimane, magari anche a prezzi più alti.
Tuttavia dopo il crollo di inizio febbraio non risulta che abbiano comprato molto, pertanto se nelle prossime settimane o mesi dovessero continuare a vendere, il prezzo difficilmente sfonderà in modo trobusto e significativo gli 80.000$, ed a quel punto prima o poi scatteranno anche le vendite dei retail.
La situazione pertanto è ancora incerta, anche se molto meno problematica di quanto si temesse anche solo un mese fa.

