La piattaforma di carpooling e ride sharing Ryde ha annunciato una nuova strategia di tesoreria crypto, inserendo Bitcoin, Ether e Sol tra le sue riserve aziendali.
Summary
Ryde sposta parte delle riserve aziendali su Bitcoin, Ether e Sol
Il gruppo Ryde, piattaforma di ride sharing e carpool con sede a Singapore paragonabile a Uber o Lyft, ha comunicato mercoledì di aver adottato una strategia di tesoreria in asset digitali per le sue riserve societarie. La decisione arriva in un contesto macroeconomico che il management definisce in evoluzione.
Secondo l’annuncio ufficiale, l’azienda investirà una porzione delle proprie riserve in Bitcoin, Ether e Sol. Tuttavia, le percentuali di allocazione e il calendario di acquisto saranno stabiliti da un team di governance interno a Ryde, incaricato di definire i parametri operativi.
Governance, custodia esterna e comitati di controllo
Per gestire il nuovo portafoglio digitale, Ryde ha previsto una struttura di controllo separata. Inoltre, gli asset crypto saranno custoditi presso un soggetto terzo specializzato, con l’obiettivo di ridurre i rischi operativi legati alla gestione diretta delle chiavi.
L’azienda ha istituito un comitato investimenti responsabile della gestione del portafoglio e un distinto comitato di gestione del rischio, che dovrà garantire la sicurezza degli investimenti e il rispetto dei requisiti normativi nei diversi mercati in cui Ryde opera.
Andamento in Borsa e impatto sul titolo Ryde
Mentre la società annunciava la nuova strategia, le azioni Ryde quotate su NYSE American hanno ceduto oltre il 13% nelle contrattazioni di giovedì pomeriggio, secondo i dati di Yahoo Finance. Nonostante il calo giornaliero, il titolo mantiene comunque un incremento da inizio anno superiore al 122%.
Il ribasso di circa 13% nella singola seduta di giovedì riduce parzialmente il forte rialzo accumulato nei mesi precedenti. Tuttavia, nel complesso, il mercato azionario continua a prezzare Ryde ben al di sopra dei livelli di inizio anno.
Dal pagamento in BTC alla tesoreria: l’evoluzione crypto di Ryde
La scelta della Strategia di riserva digitale non arriva nel vuoto. Già nel 2020 l’azienda aveva iniziato ad accettare BTC come metodo di pagamento in-app per gli utenti, per poi estendere in seguito il supporto ad alcune altcoin. Tuttavia, allo stato attuale non è chiaro se tale opzione di pagamento in criptovalute sia ancora attiva sulla piattaforma.
In passato, gli utenti potevano convertire le criptovalute supportate in token interni Ryde tramite il wallet RydePay, utilizzandoli poi per pagare corse e servizi. Inoltre, questa integrazione tra pagamenti digitali e servizi di mobilità rappresentava un primo esperimento di utilizzo diretto degli asset digitali nell’economia reale.
La strategia di tesoreria crypto in un mercato sotto pressione
La decisione di Ryde di implementare una Ryde tesoreria crypto arriva in un momento complesso per il settore delle tesorerie in asset digitali, che sta subendo la pressione del calo sia dei prezzi delle criptovalute sia delle quotazioni azionarie delle società esposte.
Il comparto delle tesorerie digitali ha vissuto un duro colpo nel settembre 2025, quando si è verificato un crollo del multiple net asset value (mNAV). In pratica, molte società esposte in criptovalute hanno iniziato a trattare in Borsa a sconto rispetto al valore delle loro stesse partecipazioni in asset digitali.
Flussi in calo e valore in diminuzione nelle tesorerie digitali
La pressione non si è limitata al 2025. In febbraio 2026, gli afflussi mensili verso le società di tesoreria in criptovalute sono scesi ai minimi da ottobre 2024, fermandosi a circa 555 milioni di dollari nel mese. Si tratta di un segnale di raffreddamento dell’interesse istituzionale rispetto ai picchi precedenti.
Secondo i dati di CoinGecko, il valore complessivo in dollari detenuto nelle tesorerie aziendali in asset digitali è in calo dal novembre 2025. Questo trend ribassista indica che, oltre ai prezzi più bassi delle criptovalute, vi è anche una minore espansione delle posizioni in portafoglio da parte delle imprese.
Casi comparabili: GDC e BitMine Immersion Technologies
Nello stesso periodo, il consiglio di amministrazione di GD Culture Group (GDC), holding quotata focalizzata su marketing digitale e intelligenza artificiale, ha autorizzato la vendita di una parte delle proprie riserve in Bitcoin. L’obiettivo era finanziare un programma di riacquisto di azioni proprie, scelta che evidenzia un utilizzo più tattico delle riserve in criptovalute.
Parallelamente, la società di tesoreria in Ether BitMine Immersion Technologies si trova a fronteggiare perdite latenti superiori a 7,5 miliardi di dollari al momento della stesura. Il prezzo di mercato di Ether risulta infatti ben al di sotto del prezzo medio di acquisto della società, stimato intorno a 3.753 dollari per unità secondo BitMine Tracker.
Le prospettive per la strategia di tesoreria di Ryde
Cointelegraph ha contattato Ryde per ottenere ulteriori dettagli sulla nuova strategia di tesoreria digitale, ma non ha ricevuto risposta entro il momento della pubblicazione. Detto ciò, l’ingresso della società nello spazio delle riserve in asset digitali appare in controtendenza rispetto ad altre realtà che stanno riducendo l’esposizione.
Nel complesso, l’adozione di una strategia di riserve in asset digitali da parte di Ryde conferma che, nonostante la volatilità e le recenti perdite registrate da alcuni operatori, le criptovalute continuano a essere considerate da parte di alcune imprese come uno strumento di diversificazione del capitale e di maggiore flessibilità nella gestione della liquidità.

