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Quotazione OKX rinviata: l’exchange rinuncia all’IPO USA per valore duraturo

Nel dibattito sulle grandi operazioni di Borsa nel settore crypto, la quotazione OKX appare tutt’altro che imminente, nonostante crescita globale e nuove partnership strategiche.

OKX frena sull’IPO negli Stati Uniti

Il gruppo OKX non ha intenzione di affrettare l’accesso ai mercati pubblici negli Stati Uniti. Il management collega qualsiasi futura IPO alla capacità di generare valore sostenibile per gli azionisti nel lungo periodo, non al solo slancio di mercato.

“Andremo in Borsa quando saremo sicuri di poter restituire valore agli azionisti”, ha dichiarato Haider Rafique, general manager e chief marketing officer dell’exchange. Ha aggiunto che, in assenza di tale convinzione, non esiste reale interesse a quotarsi.

Valutazione da 25 miliardi e strategia prudente

La posizione prudente arriva dopo un accordo strategico con Intercontinental Exchange, società madre del New York Stock Exchange. L’intesa, che include un investimento nel gruppo, ha fissato una valutazione di 25 miliardi di dollari per OKX.

Secondo Rafique, questo livello sarebbe stato deliberatamente contenuto. Ha spiegato che, considerando crescita dei ricavi, licenze ottenute e ammontare degli asset, il gruppo si sarebbe potuto valutare più in alto, ma ha scelto una base conservativa per favorire rendimenti futuri.

Performance delle crypto in Borsa e timori sull’effetto contagio

Le dichiarazioni riflettono un timore più ampio su come il mercato azionario valuti le società crypto. Rafique ha ricordato il caso di una grande quotazione che, dopo l’esordio, ha generato per lui un rendimento negativo del 50% su un singolo titolo acquistato.

Non ha citato nomi, ma il riferimento è coerente con l’andamento di Coinbase, la maggiore crypto exchange statunitense quotata. Il titolo, dopo il debutto del 2021, scambia oggi quasi 50% sotto il prezzo di IPO, con una forte volatilità rispetto ai massimi iniziali.

Altre società collegate al settore degli asset digitali hanno mostrato storici simili, con difficoltà nel mantenere rendimenti stabili per gli investitori. Ciò alimenta il dubbio che i listini pubblici non prezzino ancora correttamente il comparto.

Rischi di un’IPO affrettata per l’industria crypto

Rafique avverte che replicare vecchi schemi potrebbe aggravare i problemi del settore. Secondo lui, trattare una IPO come un’operazione rapida di raccolta, sul modello di molte ICO del passato, rischia di compromettere la credibilità dell’intera industria.

Ha ricordato come nel solo anno scorso siano stati immessi sul mercato milioni di token, spesso senza reali fondamentali. A suo giudizio, se le quotazioni azionarie delle società crypto seguissero la stessa logica speculativa, l’ecosistema risulterebbe “condannato” nel medio periodo.

Posizionamento globale e liquidità come vantaggio competitivo

Parallelamente alla cautela sulla quotazione OKX, il gruppo rivendica il proprio ruolo di costruttore di lungo periodo. Nato in Asia, l’exchange è diventato una delle principali piattaforme di trading crypto a livello mondiale, con particolare forza nei derivati, segmento in cui figura fra i primi operatori.

A differenza di rivali concentrati sul mercato statunitense, come Coinbase e Kraken, OKX è attiva in più regioni, tra cui Europa, America Latina e Asia. Questa presenza multiregionale crea una base di liquidità più ampia e distribuita.

Secondo Rafique, gli exchange internazionali godono di un vantaggio strutturale: possono aggregare volumi su diversi fusi orari. Inoltre, il “libro ordini unificato” della piattaforma costituisce, a suo dire, un’importante leva competitiva, soprattutto nelle fasce orarie in cui i mercati USA sono meno attivi.

OKX e finanza tokenizzata come motore di crescita

La società guarda anche alla finanza tokenizzata come prossima fase di sviluppo. La collaborazione con ICE dovrebbe supportare progetti per portare azioni e altri asset tradizionali su blockchain, con l’exchange nel ruolo di canale di distribuzione.

L’obiettivo non è solo ampliare il catalogo di strumenti, ma creare infrastrutture che colleghino mercati regolamentati e mondo onchain. In questo quadro, l’eventuale IPO viene considerata un tassello di lungo corso, non un traguardo immediato.

Una quotazione di lungo periodo, non di breve opportunità

Alla luce di questa strategia, l’impatto del ritardo IPO OKX appare funzionale alla costruzione di una storia industriale più solida. Il messaggio agli investitori è che conta la traiettoria pluridecennale, più che il timing perfetto di ingresso in Borsa.

Rafique ha sintetizzato questa visione affermando che l’azienda si sta costruendo con un orizzonte di 20-30 anni. Detto ciò, l’apertura dei mercati statunitensi resta un obiettivo potenziale, ma subordinato a condizioni tali da consentire rendimenti stabili e una valutazione coerente con i fondamentali.

Nel complesso, la scelta di rinviare una possibile quotazione in Borsa USA si inserisce in una strategia orientata a liquidità globale, crescita sostenuta e sviluppo di infrastrutture per asset tokenizzati, più che alla ricerca di un evento di listing di breve periodo.

Lorenzo Marcek
Lorenzo Marcek è un giornalista finanziario e analista senior dei mercati delle criptovalute, noto per il suo approccio chiaro e basato sui dati nel reporting sugli asset digitali. Con una formazione in economia e oltre un decennio di esperienza nei mercati globali, è specializzato in metriche on-chain, tendenze di adozione istituzionale e movimenti delle criptovalute guidati da fattori macroeconomici. Il suo lavoro unisce il giornalismo investigativo alla conoscenza tecnica dei mercati, rendendolo una voce autorevole per i trader alla ricerca di analisi fondate e attuabili.
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