Ieri, lunedì 30 marzo 2026, la giornata è iniziata bene per Bitcoin, Ethereum e XRP.
Dopo una settimana difficile, chiusa in borsa venerdì con cali diffusi, l’inizio della nuova settimana ha invece il segno positivo.
Nonostante ciò, bisogna però ampliare un po’ l’analisi per capire meglio quale sia il reale trend dell’ultimo periodo.
Summary
Il trend del prezzo di Bitcoin
Giovedì scorso il prezzo di BTC ha iniziato a scendere.
Nel giro di meno di 48 ore era passato da 71.500$ a 65.500$, con due cali avvenuti uno giovedì stesso ed uno venerdì.
Durante il weekend però si è poi stabilizzato sopra i 66.000$, ed oggi ha iniziato la nuova settimana con un ritorno sopra i 67.000$.
Il livello attuale però è vicino al picco minimo locale fatto toccare domenica 22 marzo, quindi non si può affatto dire che oggi sia iniziato un trend ascendente.
Anzi, se si prende come punto di riferimento il picco massimo locale di 76.000$ toccato il 17 marzo, il trend potrebbe sembrare ancora discendente.
Non va però dimenticato che, in realtà, il vero trend in atto non è altro che una lateralizzazione che perdura dal 6 febbraio, durante la quale il prezzo di BTC non fa altro che oscillare tra 63.000$ e 74.000$ con rare eccezioni sopra e sotto questa soglia.
A dire il vero a partire dal 2 marzo la soglia minima sembra essersi alzata a circa 66.000$, con rare eccezioni sotto tale livello, e dato che la soglia massima invece è rimasta la stessa, forse si può tirare un primo piccolo sospiro di sollievo.
Tuttavia non è assolutamente possibile escludere ulteriori cali.
Ethereum e XRP
Situazioni per certi versi simili anche per quanto riguarda ETH e XRP.
Il prezzo di Ethereum sempre a partire dal 6 febbraio sta lateralizzando all’interno di una fascia compresa tra 1.800$ e 2.200$, sebbene il calo di venerdì si sia fermato poco sotto i 2.000$, ed il mini-rimbalzo di oggi lo abbia già riportato sopra quest’ultima soglia.
Per XRP la situazione è simile, anche se leggermente diversa.
Infatti dopo il picco minimo locale del 6 febbraio, toccato a circa 1,2$, ha sì rimbalzato in un primo tempo fino a quasi 1,5$, ma poi a partire da poco dopo la metà di marzo sembra essere entrato in una lateralizzazione discendente.
Ad esempio, il picco minimo di venerdì è stato fatto a circa 1,32$, ma oggi ne ha fatto un altro a 1,30$.
Le differenze però sembrano davvero minime, tanto che si può tranquillamente riassumere affermando che BTC, ETH e XRP stanno seguendo un trend simile.
Gli ETF
Da notare che a fine della scorsa settimana si sono registrati deflussi non irrilevanti dagli ETF crypto.
Ad esempio gli ETF su Bitcoin spot tra giovedì e venerdì hanno fatto registrare in totale quasi 400 milioni di dollari di deflussi, mentre su Ethereum i deflussi cumulativi hanno superato i 140 milioni.
Invece su XRP sostanzialmente non ci sono stati nè deflussi nè afflussi importanti, anche se la spiegazione non è poi così positiva.
Infatti dopo una partenza decisamente importante, a dicembre 2025, con afflussi anche superiori a 200 milioni di dollari in un unico giorno, già a partire da dicembre l’interesse nei confronti degli ETF su XRP spot sembra essere scemato.
Basti dire che ormai da febbraio quasi tutti i giorni si chiudono con afflussi o deflussi minimi, mai superiori ai 20 milioni di dollari al giorno. Inoltre a partire da marzo questi valori si sono ulteriormente ridotti, tanto da non aver mai più superato nemmeno i 5 milioni, in entrata, ed i 6 milioni in uscita.
Ormai sembra sempre più chiaro che solo gli ETF su Bitcoin spot sono in grado di far registrare afflussi o deflussi importanti, tra quelli crypto, con Ethereum che regge, ma su livelli decisamente più bassi, e le altcoin che invece da questo punto di vista non raccolgono grande interesse da parte del mercato.
Le previsioni
In questo momento circolano, come al solito, moltissime previsioni differenti, ma con alcuni trend che vale la pena evidenziare.
Infatti per quanto riguarda il breve periodo circolano diverse ipotesi timidamente positive, se non altro perchè dopo quello che è accaduto la scorsa settimana sembra che la situazione si stia un po’ stabilizzando.
La chiave di lettura più importante è ovviamente quella legata alla guerra in Medio Oriente, ed è proprio da questo punto di vista che la situazione a breve termine non sembra dare segnali di poter precipitare.
Il discorso invece cambia se ci si proietta sul medio periodo, perchè sta emergendo sempre più prepotentemente il rischio che la situazione alla lunga diventi insostenibile.
Vi sono diversi indicatori che suggeriscono che allo stato attuale l’economia e la finanza del Paese più forte al mondo, gli USA, siano in salute, ma gli stessi indicatori indicano anche potenziali gravi rischi sul medio-lungo termine se la situazione non migliorerà.
D’altronde non è un caso che il prezzo dell’oro sia rimasto ancora molto elevato.
A lungo termine invece c’è molta più incertezza, anche perchè a novembre ci saranno le elezioni di midterm negli USA che potrebbero rivoluzionare il loro panorama politico. Trump rimarrà in carica, ma se dovesse trovarsi contro un Congresso a maggioranza democratica dovrà tirare molti remi in barca.
Il mercato crypto continuerà presumibilmente a seguire l’andazzo generale, pertanto tutto ciò non avrà impatto solo sugli asset tradizionali.

