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Aster Chain mainnet: il Perp DEX che diventa Layer 1 nativa per il trading

Nell’ultimo anno il percorso di Aster ha segnato il passaggio da semplice Perp DEX a progetto incentrato su trading e infrastruttura, culminato nel lancio di Aster Chain mainnet.

Dalla sfida nel Perp DEX alla trasformazione infrastrutturale

Nel corso di dodici mesi, l’evoluzione di Aster può essere letta come una progressione lineare: da singolo prodotto di trading a piattaforma guidata da trading e infrastruttura onchain. Non si è trattato solo di crescita dimensionale, ma di un cambio di natura del progetto.

I momenti chiave sono stati tre. Prima, nella fase di espansione del settore Perp DEX, Aster ha colto il trend giusto e le opportunità strutturali, con volumi in aumento costante e nuovi massimi storici. Poi è arrivata la TGE, accompagnata dal rebranding da APX ad Aster, con un riposizionamento completo di prodotto, messaggio e percezione di mercato.

La TGE ha rafforzato in modo significativo la visibilità del progetto e le aspettative sulla sua valutazione. Successivamente, il lancio del mainnet di Aster Chain ha segnato il passaggio da prodotto di trading isolato a inizio di un ecosistema, fondato su un’infrastruttura che combina trasparenza onchain e opzioni di privacy.

Nel complesso, il cambiamento non si è limitato all’ampliamento dell’offerta. Aster è passata dall’essere una piattaforma di trading a un progetto infrastrutturale costruito intorno agli scenari di derivati onchain, con una chiara ambizione di lungo periodo.

Decisioni in un contesto dominato da Hyperliquid

Questi traguardi non sono stati raggiunti in un contesto particolarmente favorevole. Il punto di svolta più importante per Aster è arrivato infatti prima del rebranding e della TGE, in un momento di forte incertezza sul settore.

All’epoca, il mercato era dominato da Hyperliquid e prevaleva l’idea che fosse difficile far emergere veri sfidanti competitivi. In questo scenario, la TGE di Aster non godeva di grandi aspettative e le valutazioni esterne restavano prudenti.

Parallelamente, il team valutava seriamente di rinviare la TGE, dato che c’era ancora margine di ottimizzazione prima del lancio ufficiale del prodotto. Tuttavia, Aster ha scelto di privilegiare la velocità di esecuzione rispetto all’attesa di una presunta perfezione.

A posteriori, questa si è rivelata probabilmente la decisione più determinante dell’anno. La TGE ha infatti superato di molto le attese, spingendo il mercato a riconsiderare il valore dell’intero comparto dei derivati perpetui decentralizzati.

Da questa esperienza il team ha tratto una conclusione netta: in un mercato ancora giovane come quello dei Perp DEX non esiste un percorso ottimale codificato. Molti “consensi” di settore valgono solo in fasi mature; nei segmenti davvero innovativi contano soprattutto giudizio ed esecuzione.

Architettura di Aster Chain: oltre velocità e privacy

Se la fase iniziale era incentrata sulla validazione della domanda tramite prodotti di trading, il lancio del mainnet ha spostato l’attenzione su una questione più profonda: come ripensare l’infrastruttura per i derivati onchain in modo nativo.

Dal punto di vista di prestazioni, sicurezza e architettura, la proposta di Aster Chain va oltre la semplice corsa a essere più veloce o più privata. La catena è progettata fin dall’origine per scenari di trading su derivati onchain, a differenza di molte L1 generaliste.

Aster punta a bilanciare prestazioni di trading, protezione della privacy e verificabilità. L’obiettivo è mantenere autocustodia e verificabilità onchain, offrendo al tempo stesso un’esperienza di esecuzione vicina a quella di un exchange centralizzato.

Un elemento chiave è la combinazione di crittografia verificabile via ZK e meccanismo di Stealth Address. Per gli utenti che attivano la privacy, ogni operazione genera un indirizzo usa e getta, rendendo difficile collegare più transazioni allo stesso account reale.

In questo modo si limita il rischio di profilazione onchain, tracciamento delle posizioni o inferenza delle strategie. Tuttavia, Aster non si limita a nascondere i dati: sfrutta le prove a conoscenza zero per mantenere verificabili le transazioni, pur non esponendo i dettagli degli ordini in chiaro sulla catena.

Allo stesso tempo, gli utenti possono scegliere di rivelare selettivamente e verificare l’intera cronologia delle operazioni tramite un viewer pass. Detto ciò, questo modello non punta all’anonimato assoluto, ma a una privacy controllata e dimostrabile, anche in ottica di compatibilità regolamentare.

Un equilibrio pratico tra trasparenza onchain e riservatezza

In molte catene, la piena trasparenza rende facilmente tracciabili i grandi account o le strategie discrezionali, mentre le soluzioni che privilegiano solo la privacy complicano verifica e audit. Aster cerca un punto di equilibrio più concreto tra questi estremi.

La domanda a cui prova a rispondere è come preservare regolamento onchain, verificabilità e controllo senza sacrificare del tutto la riservatezza del trading. Per esempio, gli ordini nascosti devono comunque passare da una verifica ZK, e con la privacy attivata vengono limitati i trasferimenti interni tra utenti.

Questo approccio mostra chiaramente che il progetto non punta a un “dark pool” incontrollato, ma a un modello di riservatezza con paletti tecnici precisi. Inoltre, il disegno architetturale non è costruito a partire dalla narrativa generica del massimo TPS, ma da esigenze specifiche del trading.

Aster Chain adotta un meccanismo di consenso PoSA, affiancato da un motore di aggregazione dei nodi e da un sistema di pre conferma dei blocchi, con obiettivo di block time di 50 millisecondi, fino a 100.000 TPS e operatività a gas zero per il trading.

L’attenzione non è sul numero fine a se stesso, ma sulla riduzione del divario tra esperienza onchain e quella dei CEX. Per scenari ad alta frequenza come i perpetual, latenza ridotta, conferme rapide e matching stabile sono più cruciali della generica capacità di smart contract.

Un Layer 1 con trading integrato nel nucleo

A differenza di molte L1 generaliste, Aster non ha costruito prima una catena generica per poi sovrapporre applicazioni di trading. Ha integrato il sistema di negoziazione direttamente nell’architettura di base.

La clearinghouse su Aster Chain gestisce i saldi di margine e lo stato delle posizioni, mentre ogni mercato di perpetual dispone di un proprio order book indipendente. Ciò consente una gestione più granulare del rischio e della liquidità.

Il sistema di oracoli aggrega dati da 14 exchange principali per calcolare un prezzo mediano ponderato. Questo valore viene usato per il mark price, il calcolo dei funding, l’attivazione di stop loss e take profit, nonché per le decisioni di liquidazione.

Fin dall’inizio, il trading di perpetual, la gestione del margine e la logica di clearing sono stati trattati come componenti centrali dell’infrastruttura. Questo design di catena “trading native” rappresenta il principale elemento di differenziazione rispetto a molte altre L1.

Dal Perp DEX all’ecosistema di Layer 1

Il passaggio di Aster da Perp DEX a ecosistema L1 non ha seguito il percorso tradizionale “prima la chain, poi le app e infine gli utenti”. Il progetto ha ribaltato questa sequenza.

Per Aster, la competizione è innanzitutto una sfida di liquidità. Per l’utente ideale, la distinzione tra infrastruttura centralizzata e decentralizzata dovrebbe essere quasi irrilevante a livello di esperienza, pur mantenendo i vantaggi dell’onchain.

In quest’ottica, chi utilizza già il Perp DEX di Aster è di fatto un utilizzatore della chain sottostante. Il mainnet è stato lanciato su una base esistente di utenti e ricavi, invece che cercare domanda reale solo dopo il go live dell’infrastruttura.

Questa traiettoria differisce dallo schema classico, ma è coerente con la logica che ha caratterizzato diversi progetti di successo di questo ciclo: validare prima la domanda tramite attività di trading reale e utenti attivi, per poi estendere l’infrastruttura verso l’alto.

Aster Code e il modello di ecosistema per sviluppatori

Su queste basi, la strategia attuale è relativamente chiara: costruire un ecosistema di trading guidato dagli sviluppatori tramite Aster Code, pensato come layer infrastrutturale per la condivisione dei ricavi.

I primi partner strategici includono Binance Web3 Wallet, Trust Wallet, Safepal, Genius Terminal, Polarise, NOFA, Wallet V, ChimpX e VergeX, con copertura di aree chiave nell’ecosistema dei perpetual onchain.

Aster Code non offre solo interfacce aperte, ma riduce la complessità per chi vuole costruire prodotti di trading onchain con un modello di business completo. Gli sviluppatori possono creare front-end propri e ricevere una quota delle Builder Fees generate dall’attività degli utenti.

Inoltre, Aster mette a disposizione un set completo di API e infrastruttura di trading, eliminando la necessità di sviluppare motori di matching proprietari. Concentrandosi solo su UI e UX, i team possono lanciare prodotti in modo più rapido ed efficiente.

Il sistema richiede anche che l’utente autorizzi esplicitamente i permessi dell’agente e definisca limiti alle commissioni del builder prima di operare, migliorando trasparenza e fiducia. Il tutto è affiancato da monitoraggio dati in tempo reale, registrazione e settlement automatici e un meccanismo di withdrawal che consente di riscattare i ricavi in qualsiasi momento.

Da questa prospettiva, la capacità di Aster di attrarre sviluppatori e istituzioni è evidente. Il progetto cerca di combinare performance, tutela della privacy e un modello di revenue sostenibile, permettendo ai team esterni di costruire veri prodotti di derivati onchain attorno alla sua infrastruttura.

Prossimi 12 mesi: focus su utenti, liquidità e AI

Per i prossimi 12 mesi, la direzione strategica appare definita. Il progetto si concentrerà su più fronti: attrarre utenti di trading di qualità, con particolare attenzione a chi ha esigenze di privacy, ai trader professionali e alle istituzioni.

Inoltre, Aster punta ad ampliare la copertura degli asset e la profondità di liquidità, a scalare ulteriormente l’ecosistema tramite Aster Code e Aster Chain, a rafforzare l’utilità del token e i meccanismi di governance, e a migliorare in modo continuo l’esperienza d’uso, in particolare UI e UX.

Nel roadmap attuale, il focus più certo è l’evoluzione di Aster Code. Alla base c’è un motore di matching e clearing ad alte prestazioni; sopra, uno strato di interfacce aperte e accesso per sviluppatori e istituzioni.

L’obiettivo è permettere la creazione più efficiente di prodotti per derivati onchain, preservando prestazioni, privacy e competitività. Parallelamente, il team segue con attenzione due aree adiacenti: prediction market e applicazioni che combinano AI e trading.

La logica è chiara. La base utenti dei prediction market si sovrappone in buona parte a quella dei trader di perpetual, creando opportunità di cross selling e modelli comportamentali simili. Per un progetto nato dai derivati, questi segmenti rappresentano un’estensione naturale.

Nello spazio AI applicato al trading, Aster non vuole costruire l’intelligenza artificiale in sé, ma fornire l’infrastruttura per gli agenti. Sono già state introdotte interfacce per AI agent, incluse Skills e MCP, con l’intento di permettere agli sviluppatori di creare strumenti dedicati sopra la chain.

Detto ciò, anziché spingersi direttamente sul prodotto finale, il progetto punta a iterare sulle esigenze dei developer, rendendo l’ambiente sempre più adatto sia ai trader umani sia agli agenti AI.

Oltre le previsioni di ciclo: costruzione continua

Rispetto allo scenario di mercato attuale, il team Aster evita previsioni sui cicli. La posizione è semplice: il modo più robusto per attraversare le fasi di mercato non è anticiparne i movimenti, ma continuare a costruire.

Indipendentemente dalla fase, rialzista o ribassista, l’unico percorso affidabile verso un nuovo massimo storico è sopravvivere e generare valore in modo costante. La storia dell’ultimo anno fornisce un esempio concreto di questo approccio.

Invece di replicare modelli già convalidati, Aster ha operato in un mercato competitivo e ancora in definizione, utilizzando i prodotti di trading per validare prima la domanda e poi estendendo la propria infrastruttura.

Guardando a ritroso, dalla crescita dei volumi alla TGE e al rebranding, fino al lancio del mainnet di Aster Chain, ciò che è stato realizzato va oltre la semplice espansione di prodotto. Si è delineato un percorso che porta da piattaforma di scambio a infrastruttura nativa per il trading.

Oggi la domanda non è più come costruire solo un Perp DEX più forte, ma come contribuire alla maturazione del trading onchain nella sua interezza, accompagnandolo verso una fase successiva più ampia e strutturata.

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