Nel mercato statunitense delle valute digitali l’arrivo di eToro a New York segna un passaggio chiave, con la piattaforma che debutta sotto il rigido quadro normativo locale.
Summary
EToro entra nel mercato crypto di New York
La piattaforma di trading eToro ha avviato ufficialmente le attività nello stato di New York, quasi tre anni dopo aver ottenuto la BitLicense nel febbraio 2023. L’autorizzazione operativa è arrivata solo di recente, evidenziando gli ostacoli regolamentari e organizzativi che caratterizzano il settore crypto nello stato.
La BitLicense, introdotta nel 2015, è considerata una delle normative sulle criptovalute più severe negli Stati Uniti. Viene rilasciata dal New York State Department of Financial Services (NYDFS) e impone requisiti stringenti su capitale, compliance, controlli interni e tutela dei clienti.
Finora meno di 40 società hanno ottenuto l’approvazione, ma solo una parte ha effettivamente avviato i servizi. Inoltre, le difficoltà regolamentari hanno spinto diversi operatori, tra cui eToro, a creare entità legali dedicate per operare nello stato, mentre altri hanno scelto di evitarlo del tutto.
Un lungo percorso tra licenza e operatività
Andrew McCormick, Head of eToro US, ha riconosciuto che il gruppo non si aspettava un’attesa così prolungata. Sapevano che il processo non sarebbe stato immediato, ma puntavano a partire entro lo stesso anno del rilascio della licenza.
Il calendario era scandito da tappe per adeguarsi ai requisiti di conformità, completare la preparazione operativa e ottenere il via libera definitivo. Tuttavia, l’inasprimento dei controlli dopo il collasso di FTX ha reso il vaglio ancora più rigoroso, allungando ulteriormente i tempi.
In questo contesto, l’avvio effettivo delle attività viene letto dal management come una tappa strategica. Rappresenta infatti la piena integrazione di eToro nel quadro regolamentare newyorkese, che resta tra i più complessi e selettivi al mondo per le criptovalute.
I risultati di eToro nel quarto trimestre
Nel febbraio di quest’anno, il gruppo ha diffuso risultati del quarto trimestre superiori alle attese, sostenuti da una maggiore attività sui mercati dei capitali e da un incremento dei ricavi da trading. Questo ha rafforzato il posizionamento dell’azienda in vista dell’espansione a New York.
In quel periodo la fiducia degli investitori negli Stati Uniti era aumentata dopo il taglio dei tassi di interesse. Tutte le principali asset class azionarie avevano chiuso il trimestre in territorio positivo, ma la volatilità legata alle criptovalute teneva ancora prudenti alcuni operatori.
Il clima era influenzato anche dalle perdite subite da Bitcoin nel novembre 2025, dopo un ciclo di rialzi iniziato dalla metà del 2021. Tuttavia, l’interesse per il settore digitale è rimasto elevato, spingendo parte del capitale verso strumenti più rischiosi.
Secondo i report, molti investitori avevano allocato somme consistenti in titoli legati all’intelligenza artificiale, determinando rialzi di valutazione senza precedenti e timori di una possibile bolla di mercato in formazione.
La lettura di Assia sul comportamento degli investitori
Yoni Assia, fondatore e CEO di eToro, ha evidenziato come i trader di asset digitali abbiano mostrato per la prima volta un forte interesse per le materie prime. Questo segnale suggerisce una diversificazione più ampia delle strategie da parte degli utenti.
Nonostante la volatilità, il reddito netto da trading del quarto trimestre, alimentato da azioni, commodities e valute, è salito del 43% a 115,6 milioni di dollari. Gli analisti collegano questo incremento allo spostamento di capitali dagli strumenti tradizionali verso le criptovalute, favorito anche dai rendimenti elevati nel comparto delle materie prime.
Nel complesso, questi risultati rafforzano la capacità del gruppo di sostenere l’espansione su mercati regolamentati complessi come quello newyorkese, dove la conformità normativa rappresenta un fattore competitivo decisivo.
Limiti ai token e impatto delle regole post-FTX
Secondo fonti vicine al dossier, eToro ha ricevuto l’autorizzazione a quotare 20 token sotto l’attuale regime regolamentare dello stato di New York. Inoltre, il gruppo ha intenzione di chiedere in seguito un ampliamento di questo limite, man mano che consoliderà la propria presenza.
Per McCormick, l’ingresso nello stato è un autentico cambiamento di scenario. L’azienda era vicina a completare la procedura quando è esploso il caso FTX, che ha portato le autorità a intensificare controlli e due diligence su tutti gli operatori crypto.
“Siamo orgogliosi di rispettare standard così severi grazie alla nostra lunga storia focalizzata su conformità e protezione dei clienti”, ha dichiarato il manager. In questo senso, l’ottenimento della licenza e l’avvio del servizio vengono letti come una certificazione del modello di business.
Il ruolo di eToro a New York nel dibattito regolamentare
L’operatività di eToro a New York si inserisce in un contesto più ampio, in cui il controllo sulle imprese crypto non riguarda solo questo stato. Analisti e operatori sottolineano come l’attenzione dei regolatori si stia intensificando a livello nazionale.
McCormick ha ricordato che i servizi crypto della società non sono disponibili in Hawaii e Nevada. Questo dimostra come il quadro normativo frammentato, basato su approcci differenti da stato a stato, limiti ancora l’accesso uniforme al mercato americano.
Verso una cornice federale per le criptovalute
Queste criticità spingono il management a sostenere il possibile varo, da parte della Camera dei Rappresentanti, del cosiddetto Clarity Act. Il provvedimento definirebbe linee guida federali per il mercato delle criptovalute, assegnando ruoli specifici di supervisione alla SEC e alla CFTC.
Nel frattempo, però, recenti analisi indicano che il Clarity Act e altre proposte di regolamentazione della struttura di mercato a livello federale sono in stallo. Il nodo principale riguarda la ripartizione delle competenze tra i vari regolatori.
Analisti avvertono che un impianto regolamentare frammentato, gestito su base statale, continuerà a penalizzare crescita del business, adempimenti di conformità e lancio di nuovi prodotti negli Stati Uniti. In questo scenario, il caso newyorkese di eToro viene osservato come banco di prova per il futuro della disciplina crypto nel Paese.

