Nelle sue nuove memorie, l’ex CEO di Binance ripercorre la vicenda della grazia a Changpeng Zhao negli Stati Uniti, raccontando pressioni politiche, lobbying milionario e presunte campagne diffamatorie.
Summary
Le accuse di Zhao contro gli exchange crypto statunitensi
Nel suo libro di oltre 300 pagine, il fondatore di Binance Changpeng “CZ” Zhao sostiene che alcuni exchange crypto statunitensi avrebbero speso “milioni” di dollari per cercare di bloccare il suo perdono presidenziale.
Zhao afferma che avrebbero versato tali somme in “lobbying fees” con l’obiettivo di impedire che il provvedimento di clemenza passasse, temendo un ritorno di Binance sul mercato americano e un aumento della concorrenza.
Inoltre, l’ex CEO sostiene che questi operatori avrebbero finanziato una “smear campaign”, ovvero una campagna diffamatoria, per influenzare l’opinione pubblica e i decisori politici sulla sua vicenda giudiziaria.
La grazia di Trump e il contesto giudiziario
Secondo il libro, la grazia a Changpeng Zhao è stata concessa dall’allora presidente Donald Trump nell’ottobre 2024. Zhao presenta questo atto come il punto di arrivo di un’intensa battaglia politica e mediatica attorno al suo caso.
Nel 2023 CZ si era dichiarato colpevole di non aver implementato adeguati controlli antiriciclaggio su Binance, oltre a dimettersi dalla carica di amministratore delegato. L’accordo con le autorità prevedeva anche una sanzione penale personale.
Zhao racconta che la prospettiva di dover scontare del tempo in carcere lo avrebbe colto di sorpresa. Richiama infatti casi precedenti in cui provvedimenti simili si erano conclusi con accordi di perseguimento differito o con la sola detenzione domiciliare.
Le presunte campagne diffamatorie sui media
Nelle memorie, CZ critica direttamente due testate tra le più note della stampa finanziaria globale: il Wall Street Journal e Bloomberg. Parla di “false news” e di articoli denigratori che, a suo dire, avrebbero contribuito a plasmarne l’immagine pubblica.
“Alcuni amici mi hanno detto che quegli articoli diffamatori erano finanziati da exchange crypto statunitensi, timorosi che un perdono potesse consentire a Binance di rientrare nel mercato USA”, scrive Zhao.
Secondo la sua ricostruzione, questi soggetti avrebbero versato “milioni” in attività di lobbying per bloccare la grazia a CZ, nel timore di una competizione più aggressiva nel segmento americano.
Il lobbying per il perdono presidenziale
Le memorie descrivono non solo le azioni dei concorrenti, ma anche gli sforzi di Binance a Washington. Secondo quanto riportato da Politico, l’exchange avrebbe speso centinaia di migliaia di dollari in attività di pressione per ottenere il perdono per CZ.
Tra queste spese, spicca un mandato da 450.000 dollari per un solo mese di lavoro a una società di lobbying guidata da un “compagno di caccia di Donald Trump Jr”. Il dato evidenzia la dimensione economica della battaglia intorno al caso.
Detto ciò, Zhao sostiene nel libro che le campagne contro il suo perdono si sarebbero poste in contrasto con l’obiettivo dichiarato dal presidente Trump di fare degli Stati Uniti “la capitale mondiale delle criptovalute“.
Le memorie di Changpeng Zhao e il sostegno di Wall Street
Un elemento significativo del volume è il supporto pubblico ricevuto da figure di primo piano della finanza tradizionale. Nelle memorie compaiono infatti testimonial come il CEO di BlackRock Larry Fink e il fondatore di Bridgewater Associates Ray Dalio.
Dalio scrive di considerarsi “un grande ammiratore di CZ per i suoi coraggiosi contributi nel rendere le monete alternative accessibili quasi a tutti nel mondo”. Il sostegno di nomi di questo calibro indica il peso che Zhao continua ad avere nell’ecosistema globale.
Inoltre, il libro offre la versione diretta del fondatore di Binance sugli anni di espansione dell’exchange, sulle indagini regolamentari e sulle trattative con le autorità statunitensi, collocando la grazia di Trump a Changpeng Zhao in un quadro più ampio di scontro tra innovazione e regolazione.
I piani di Binance negli Stati Uniti dopo il perdono
Parallelamente al racconto autobiografico, il gruppo continua a ridefinire la propria strategia per il mercato americano. Lo scorso mese, Binance.US ha nominato l’ex CEO di Currency.com Stephen Gregory come nuovo amministratore delegato.
L’obiettivo dichiarato è aumentare la quota nel mercato degli Stati Uniti, dove oggi Coinbase viene generalmente considerato l’operatore dominante tra gli exchange regolamentati. La concorrenza resta quindi elevata, nonostante le difficoltà legali del passato.
Il nuovo incarico arriva circa un anno dopo il ripristino dei depositi e prelievi in valuta fiat per i clienti statunitensi di Binance.US. Tuttavia, il contesto regolatorio resta complesso e le autorità americane mantengono alta l’attenzione sul settore.
Implicazioni per il mercato crypto statunitense
Nel complesso, il racconto di Zhao sulle manovre per bloccare la grazia a Changpeng Zhao mette in luce il livello di competizione e di influenza politica che caratterizza oggi il settore crypto negli Stati Uniti.
Da un lato, le accuse di lobbying aggressivo e di campagne mediatiche ostili delineano una dinamica di scontro tra grandi operatori, in contrasto con l’immagine originaria di un ecosistema decentralizzato e cooperativo.
Dall’altro lato, i nuovi piani di espansione di Binance.US e il sostegno espresso da esponenti come Larry Fink e Ray Dalio suggeriscono che, nonostante le controversie, CZ e il suo gruppo continuano a esercitare un ruolo centrale nella trasformazione dei mercati digitali.

