Le ultime indicazioni della Banca del Giappone sui tassi di interesse stanno influenzando i mercati globali, con uno yen in indebolimento che contribuisce al recente rialzo delle criptovalute, spingendo Bitcoin oltre i 74.000 dollari.
Summary
La decisione della Bank of Japan e l’effetto sui mercati
Il governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, ha segnalato che difficilmente ci sarà un rialzo dei tassi nella riunione di politica monetaria del 28 aprile. Questa posizione ha alleggerito la pressione sugli asset rischiosi, sostenendo Bitcoin e le altre criptovalute.
Fino a poche settimane fa il mercato si aspettava un aumento del costo del denaro. I derivati prezzavano una probabilità tra il 60% e il 70% di rialzo, dopo i commenti più restrittivi arrivati da Ueda e da altri funzionari all’inizio dell’anno.
La guerra in Medio Oriente ha però cambiato lo scenario. Il Giappone importa oltre il 90% del proprio petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, attualmente al centro delle tensioni per il blocco imposto dall’Iran. Questo rende l’economia nipponica particolarmente esposta al conflitto.
All’interno del consiglio della banca centrale le posizioni sono ora divise. Una parte dei policymaker spinge per un rialzo, visto che l’inflazione si muove attorno al target del 2% da quasi quattro anni. Altri preferiscono attendere l’evoluzione della crisi geopolitica prima di intervenire.
Di conseguenza, la previsione dominante è che la BoJ mantenga i tassi invariati ad aprile, ma accompagni la decisione con un aumento delle stime di inflazione e un taglio alle prospettive di crescita economica.
Perché la Banca del Giappone tassi incide su Bitcoin
Al centro di questa dinamica c’è il cosiddetto yen carry trade. Gli investitori prendono a prestito in yen a costo contenuto e reinvestono in asset con rendimento più elevato, incluse le criptovalute. Un cambio debole e tassi bassi in Giappone mantengono questa strategia conveniente.
Quando la BoJ ha alzato i tassi a sorpresa nell’agosto 2024, il carry trade si è rapidamente sgonfiato. Il prezzo di Bitcoin è sceso da 64.000 a 49.000 dollari in appena 48 ore, evidenziando quanto la leva sullo yen possa amplificare la volatilità.
Le recenti dichiarazioni di Ueda indicano che questa operatività resterà intatta almeno per un altro mese. L’asta sui titoli di Stato giapponesi a 20 anni, tenuta martedì, lo ha confermato: la domanda è stata la più forte dal 2019, con un rapporto di copertura di 4,82 rispetto a una media a 12 mesi di 3,27.
Dopo l’asta, i rendimenti ventennali sono scesi di nove punti base, segnalando un rinnovato interesse per il debito pubblico giapponese. Nel frattempo, lo yen si muove vicino a quota 160 contro il dollaro, livello che riflette la persistente debolezza della valuta nipponica.
Open interest in crescita e ruolo della liquidità in yen
Nella settimana scorsa i futures su Bitcoin hanno registrato nuovi afflussi significativi. In sole 24 ore l’open interest è aumentato di 2,1 miliardi di dollari, mentre i derivati su Ether hanno aggiunto altri 2,2 miliardi.
I dati denominati in coin confermano che si tratta in larga parte di nuove posizioni lunghe, non semplici riallocazioni. Inoltre, una parte di questa esposizione potrebbe essere finanziata, direttamente o meno, dalla liquidità in yen che la BoJ sta lasciando in circolo.
Se i colloqui in corso tra Stati Uniti e Iran dovessero sfociare in un accordo e le quotazioni del petrolio continuassero a scendere, le pressioni inflazionistiche sul Giappone si attenuerebbero ulteriormente. Ciò ridurrebbe ancora di più l’urgenza di un rialzo dei tassi e prolungherebbe la finestra in cui il carry trade può sostenere i prezzi delle criptovalute.
Le prossime mosse della BoJ e gli scenari per il mercato
La prossima decisione di politica monetaria della Bank of Japan è in agenda per il 27-28 aprile. L’ex membro del board Seiji Adachi ha dichiarato che l’istituto centrale “probabilmente alzerà i tassi di nuovo in aprile, giugno o luglio”, ma ha definito un intervento già ad aprile una scelta “molto difficile”.
Nel complesso, il dibattito interno resta aperto. Il ministro del Commercio giapponese Ryosei Akazawa ha affermato domenica che un rialzo “potrebbe essere tra le opzioni” per sostenere lo yen, vista la persistente debolezza dei tassi di interesse reali in Giappone.
Detto ciò, finché la Banca del Giappone tassi manterrà un approccio prudente, il contesto resta favorevole per le strategie di finanziamento in yen e per gli asset rischiosi. Bitcoin ha già superato i 74.000 dollari, ma eventuali mosse a sorpresa, come quella dell’agosto 2024, potrebbero innescare correzioni altrettanto rapide.
In conclusione, le prossime settimane saranno cruciali sia per la banca centrale giapponese, chiamata a bilanciare inflazione e crescita, sia per gli investitori in criptovalute, che dovranno monitorare attentamente l’evoluzione della politica monetaria a Tokyo.

