Nelle ultime 24 ore si sono verificate grosse liquidazioni sul mercato crypto.
Stando ai dati di Coinglass, sono state liquidate posizioni long per quasi 165 milioni di dollari, e soprattutto posizioni short per oltre 240 milioni.
In totale quasi 410 milioni di dollari di posizioni long o short liquidate.
Summary
Le liquidazioni
Una posizione long è una scommessa al rialzo sul prezzo di un asset, mentre una posizione short è una scommessa al ribasso.
Onde evitare che eventuali perdite eccessive producano l’erosione dell’intero capitale investito ed ulteriori perdite (che genererebbero un debito), tali posizioni vengono chiuse in automatico dalle piattaforme prima che il capitale venga eroso del tutto, nel caso di rischi tali.
In questi casi si tratta di vere e proprie liquidazioni forzate che risultano essere assolutamente inevitabili, se le perdite rischiano di essere eccessive.
Ovviamente se invece tali posizioni non generano perdite eccessive, o addirittura sono in profitto, non vengono liquidate, a meno che l’investitore non abbia impostato un take-profit (TP) automatico ad un determinato prezzo.
Vanno pertanto distinte le liquidazioni forzate, causate dalle perdite, dalle chiusure automatiche dei take-profit in guadagno.
Volatilità e liquidazioni forzate
Se le posizioni long o short sono in leva, il rischio che vengano liquidate aumenta notevolmente.
Una posizione in leva infatti è basata su un prestito, che però va sempre restituito per intero compresi gli interessi. Proprio onde evitare che il capitale investito non sia più in grado di restituire il prestito, o di ripagare gli interessi, quando le perdite accumulate da una posizione long o short sono eccessive la posizione viene liquidata forzatamente in automatico dalla piattaforma.
Più è elevata la leva, più denaro si è preso in prestito, più è facile essere liquidati.
Pertanto quando vi sono liquidazioni forzate, le prime ad essere liquidate sono quelle in leva maggiore (25x, 50x, o a volte anche 100x o più), mentre quelle con leva inferiore (10x o anche meno) vengono liquidate dopo, perchè hanno prezzi di liquidazioni più distanti da quello a cui sono state aperte.
Dato però che questa logica vale indistintamente sia per le posizioni long (ovvero rialziste) che per quelle long (ribassiste), basta un po’ di volatilità in entrambi i sensi per generare liquidazioni forzate di entrambe.
Ecco così che con i prezzi delle crypto che sono alternatamente sia saliti che scesi, nelle ultime 24 ore, si sono verificate liquidazioni forzate sia di posizioni long che di posizioni short.
Bitcoin
Ad esempio, venerdì alla chiusura delle corse tradizionali il prezzo di Bitcoin era di circa 80.000$.
Tra ieri e stanotte però di colpo è balzato ad oltre 82.000$, facendo sì che venissero liquidate molte posizioni short aperte ai prezzi di venerdì.
In seguito però è tornato sotto gli 81.000$, facendo sì che siano state liquidate anche posizioni long aperte poche ore prima sopra gli 82.000$.
Dato però che l’escursione di prezzo è stata decisamente bassa (3,7% di volatilità), sono state liquidate quasi esclusivamente posizioni con leva elevata.
Ad esempio, aprendo una posizione short a 80.000$, il prezzo a cui scatterebbe la liquidazione forzata è superiore agli 87.000$. Aumentando però la leva a 25x, il prezzo di liquidazione forzata scende a poco più di 83.000$, mentre con leva 50x scende sotto gli 82.000$.
Quindi stanotte sono state liquidate soprattutto posizioni short con leva 30x o più.
Per chi invece avesse aperto posizioni long a 82.000$, con leva 25x il prezzo di liquidazione sarebbe ben inferiore ai 79.000$, tanto che solo quelle con leva 50x o più sono state liquidate.
Tutto ciò spiega sia perchè sono state liquidate sia posizioni long che short, sia perchè le liquidazioni di posizioni short sono state di più.
Come evitarlo
Esistono solo tre modi per evitare le liquidazioni forzate.
La prima è quella di usare leve molto basse, o nessuna leva. Questo non impedisce la liquidazione forzata, ma allontana di molto il prezzo di liquidazione.
La seconda è quella di utilizzare degli stop-loss (SL), per liquidare in automatico, ed in perdita, la posizione prima che venga raggiunto il prezzo di liquidazione forzata. Il vantaggio è che in questo modo si perde solo una parte del capitale investito, e non invece tutto come durante una liquidazione forzata.
Il terzo, ed anche il più ovvio, è quello di aprire posizioni long o short ad un buon prezzo, ovvero il più basso possibile in caso di long, o il più alto possibile in caso di short. Anche in questo caso il rischio di liquidazioni forzate non si azzera, ma si riduce di molto.

