Bhutan accelera sulla licenza crypto a Gelephu e prova a trasformare Gelephu Mindfulness City, o GMC, in un hub favorevole a crypto e fintech. Il nuovo sistema punta sulle società già regolamentate in centri finanziari come Singapore, Hong Kong e Abu Dhabi, con un percorso più rapido per entrare nel mercato locale e aprire rapporti bancari.
Summary
Come funziona la licenza crypto a Gelephu
Il nuovo framework consente alle imprese che rispettano i requisiti di incorporarsi direttamente a GMC, ottenere l’approvazione regolatoria locale e aprire conti aziendali in banca attraverso un processo coordinato. DK Bank, partner bancario ufficiale della città, guida questa fase insieme alle autorità locali. L’obiettivo è semplice: evitare controlli ripetuti su aziende che hanno già superato verifiche simili nei loro Paesi di origine.
Jigdrel Singay, membro del consiglio di GMC e responsabile degli asset digitali, ha spiegato che le società che completano questa via rapida accedono ai servizi bancari tramite il sistema integrato con DK Bank. La licenza estera, però, semplifica solo la due diligence iniziale. Non sostituisce la conformità alle regole di GMC, che mantiene pieno controllo sulla supervisione. Singay ha anche chiarito che il modello non è un sistema di passporting come la Markets in Crypto-Assets Regulation della UE, ma un percorso dedicato all’adesione locale.
Banking e controlli restano locali
Nel perimetro della licenza crypto a Gelephu, DK Bank continuerà a svolgere controlli rigorosi Know Your Customer, o KYC, e Anti-Money Laundering, AML. Singay ha detto che questi passaggi restano indispensabili per mantenere trasparenza e affidabilità. In pratica, la presenza di licenze estere aiuta a snellire il processo, ma non elimina le verifiche richieste a GMC.
Le aziende e gli investitori che puntano a operare a Gelephu devono quindi rispettare gli standard regolatori locali e mantenere una supervisione interna adeguata. Il modello cerca un equilibrio tra attrattività per nuovi operatori e controllo operativo sul territorio.
Gli incentivi fiscali pensati per le aziende crypto
Un altro elemento centrale della licenza crypto a Gelephu riguarda gli incentivi fiscali. GMC prevede aliquote societarie mirate allo 0% per settori selezionati, in base agli impegni di investimento assunti, oltre a esenzioni su plusvalenze, dividendi e imposte di successione. Per i lavoratori stranieri sono previste anche agevolazioni sull’imposta sul reddito fino al 2030.
Singay ha precisato che questi benefici servono ad attrarre aziende capaci di creare posti di lavoro e attività concrete sul territorio. Il messaggio è chiaro: il progetto non punta a soggetti interessati solo a elusione fiscale o trasferimento dei profitti.
Bitcoin, riserve strategiche e movimenti dei wallet
Mentre GMC spinge su regolamentazione e incentivi, restano aperte alcune discussioni sui movimenti di Bitcoin collegati a wallet connessi al Bhutan. Arkham Intelligence ha segnalato il trasferimento di 100.44 BTC, per un valore di circa 8,2 milioni di dollari, in tre tranche verso un wallet non identificato. Sempre secondo Arkham, dall’inizio del 2026 le transazioni di Bitcoin riconducibili a indirizzi bhutanesi avrebbero superato i 230 milioni di dollari.
Questi spostamenti hanno alimentato ipotesi su possibili vendite dalle riserve di Gelephu Mindfulness City, ma Singay ha smentito il collegamento. Il Bitcoin incluso nel “Bitcoin Development Pledge” del Bhutan, lanciato nel 2025, fa parte delle riserve strategiche destinate a sostenere lo sviluppo della città e, al momento, non è previsto alcuno smobilizzo.
Dal punto di vista operativo, i fondi sono stati trasferiti da indirizzi Bitcoin in vecchio formato “3” a wallet più recenti in standard SegWit, con indirizzi “bc1q”. Si tratta di una pratica comune che non indica necessariamente una vendita imminente.
Perché il modello di Gelephu conta per il settore
La licenza crypto a Gelephu rappresenta un esperimento regolatorio interessante perché unisce accesso rapido alla giurisdizione locale, supervisione integrata e incentivi fiscali rilevanti. Il progetto potrebbe attirare società fintech e crypto in cerca di un’alternativa a mercati più saturi o più rigidi, senza rinunciare a standard di controllo robusti.
La distanza dal modello europeo è netta: GMC non adotta un passporting classico, ma costruisce una comunità operativa stabile con regole locali e un ingresso selettivo. Per gli investitori, la trasparenza sulla gestione delle riserve Bitcoin e la smentita di vendite immediate rafforzano la percezione di solidità di questa iniziativa. Bhutan, intanto, si conferma un attore da seguire nel settore crypto globale.

