Oggi si è scoperto che una balena dell’era Satoshi sta vendendo Bitcoin.
Si tratta di un miner che possedeva più di 6.000 BTC, e che di recente ne ha spostati 2.650 sui market maker Cumberland e FalconX.
L’importo complessivo è significativo, se riferito ad un’unica entità, ma nel complesso del mercato crypto non si tratta di cifre in grado di condizionarne l’andamento.
Summary
La vendita di Bitcoin
Ieri Arkham Intelligence ha rilevato tre transazioni da complessivamente 2.650 BTC verso Cumberland e FalconX.
Cumberland e FalconX sono due dei principali market maker (fornitori di liquidità) e fornitori di servizi istituzionali sul mercato crypto. .
Cumberland DRW è in assoluto uno dei maggiori market maker crypto, e fa parte di un grande fondo di trading tradizionale di Chicago fondato nel 1992.
FalconX è uno dei principali prime broker istituzionali del mercato crypto.
Tali trasferimenti indicano abbastanza chiaramente che l’utente vuole vendere 2.650 BTC, affidando la vendita a colossi del settore, dati gli importi.
Al momento del trasferimento infatti il valore totale delle tre transazioni era di circa 203 milioni di dollari, ovvero una cifra importante per un singolo venditore, ma non particolarmente rilevante rispetto al volume complessivo degli scambi che per Bitcoin nelle ultime 24 ore ha superato gli 1,7 miliardi di dollari.
Pertanto l’impatto sul prezzo di Bitcoin o non c’è stato, o comunque potrebbe rivelarsi essere molto limitato.
Non sono noti i motivi che hanno spinto il miner a questa decisione, ma va ricordato che detiene ancora più di 4.000 BTC.
L’era Satoshi
Lo pseudonimo Satoshi Nakamoto è comparso per la prima volta ad agosto del 2008.
A fine ottobre dello stesso anno Nakamoto ha pubblicato il whitepaper con il protocollo Bitcoin, ed il 3 gennaio 2009 ha minato il primo blocco della blockchain di Bitcoin.
Per tutto il 2009 ha continuato a minare, poi però a fine 2010 ha smesso.
L’ultima sua comunicazione nota risale ad aprile del 2011, ma la sua ultima comunicazione pubblica è di dicembre 2010
Nel 2009 Bitcoin non era ancora scambiabile su nessun exchange, e fu solo nel 2010 che avvennero i primi pagamenti in BTC ed i primi scambi di BTC sugli exchange.
Inizialmente, quando non era scambiabile in valuta fiat, il valore di mercato di Bitcoin era sostanzialmente zero, e quando fu finalmente scambiabile sugli exchange il suo prezzo iniziale fu di 0,06$.
Il primo vero e proprio grande boom di prezzo ci fu nel 2011, quando superò 1$ ed andò in pochi mesi a superare anche i 20$.
Quella fase iniziale è detta era Satoshi, ed in genere viene fatta terminare proprio a fine 2010, quando Satoshi smise di minare Bitcoin e smise anche di parlarne in pubblico.
Visto che da aprile 2011 in poi non si è mai più fatto vivo, in molti sostengono che sia morto.
Il mining nell’era Satoshi
Quando Nakamoto minò il primo blocco della blockchain di Bitcoin, chiunque poteva minare Bitcoin con praticamente qualsiasi dispositivo. Non era infatti necessaria nessuna strumentazione particolare, ed i costi di estrazione erano irrisori.
Lo stesso Nakamoto in circa due anni minò più di un milione di BTC a costo vicino allo zero.
All’epoca venivano dati in premio 50 BTC per ogni blocco minato, mentre ora dopo quattro halving, si sono ridotti a 3,125.
Le cose cambiarono prima nel 2011, quando il valore di mercato schizzò alle stelle facendo aumentare di molto l’hashrate, la difficulty, e quindi i costi di estrazione, e poi soprattutto a fine 2012 con il primo halving.
Chi ha potuto minare BTC durante l’era Satoshi non solo lo ha potuto fare molto facilmente ed a costi irrisori, ma ne ha anche potuti estrarre moltissimi in poco tempo.
Occorre ricordare che del milione di BTC minati da Satoshi non si ha praticamente nessuna traccia di alcun loro utilizzo: risultano essere ancora quasi tutti fermi sugli indirizzi utilizzati da Nakamoto per incassare il premio, come se lo stesso Satoshi non abbia mai venduto alcuno dei suoi Bitcoin.

