HomeCriptovalutePi Network su Kraken: primo listing spot USA, PI vola del 30%

Pi Network su Kraken: primo listing spot USA, PI vola del 30%

Per mesi la domanda è stata sempre la stessa: dove si può comprare davvero PI sulle grandi piattaforme? Ora il quadro è più chiaro. Pi Network su Kraken è diventata una realtà il 13 marzo 2026, mentre OKX ha aperto l’accesso agli utenti statunitensi il 21 maggio 2026. Binance, invece, non ha ancora quotato PI. E Coinbase resta ferma in silenzio, senza listing e senza una presa di posizione pubblica sul progetto.

È questo il punto che conta davvero: l’accesso di Pi Network ai grandi exchange non è più solo una storia di attese e speculazioni. Alcuni passaggi si sono materializzati, altri no. E proprio questa differenza sta ridisegnando il peso del progetto nel mercato crypto e nelle Pi Network quotazioni.

Negli ultimi mesi il quadro si è mosso abbastanza da rendere superate molte ricostruzioni circolate finora. Oggi, tra listing confermati, aperture parziali e assenze pesanti, la situazione di PI sui mercati spot è molto più definita.

Pi Network su Kraken: il primo vero passaggio chiave

Il debutto di Pi Network su Kraken per il trading spot è partito il 13 marzo 2026. Si è trattato del primo listing spot di PI su un exchange statunitense regolamentato di primo piano, un traguardo che per la community aveva un valore simbolico e pratico insieme.

Kraken non arrivava però al buio su questo asset. L’exchange aveva già introdotto i perpetual futures su PI prima del listing spot, costruendo così una base operativa sul token. Questo dettaglio spiega perché il passaggio al mercato spot sia apparso come un’estensione logica, più che come una scommessa improvvisa.

Il timing non è stato secondario. Il 12 marzo 2026 Pi aveva completato l’aggiornamento obbligatorio del protocollo v20.2, e nello stesso giorno del debutto spot su Kraken è stato lanciato anche Pi DEX. Per il mercato, il messaggio era chiaro: il progetto stava cercando di mostrare avanzamento tecnico e maggiore maturità proprio mentre guadagnava visibilità su un exchange tier-1.

Attorno all’annuncio, PI ha registrato un rialzo di circa il 30%. Un segnale che conferma quanto il mercato considerasse strategico questo passaggio.

OKX apre gli Stati Uniti a PI

Il secondo snodo è arrivato il 21 maggio 2026, quando OKX ha aperto l’accesso a PI negli Stati Uniti. Anche questo è un aggiornamento pesante, perché OKX era già presente su PI a livello globale, ma gli utenti americani erano esclusi da una restrizione geografica.

Con questa mossa, PI ha ottenuto un secondo canale di accesso su un grande exchange per utenti USA. E qui sta uno dei punti più importanti della vicenda: non si parla più di una singola eccezione, ma di un accesso più strutturato ai mercati regolamentati statunitensi.

Per chi segue le Pi Network quotazioni, il dato è rilevante perché amplia la base potenziale di liquidità e riduce il divario tra utenti internazionali e trader americani. In altre parole, PI oggi è più comprabile di quanto fosse anche solo pochi mesi fa.

La reazione del prezzo, però, è stata più fredda rispetto a Kraken. Il mercato non ha mostrato lo stesso entusiasmo, segno che gran parte della narrativa sul “primo grande accesso USA” si era già consumata a marzo.

PI su Binance e Coinbase: perché i due grandi nomi restano fuori

Su Binance il discorso è diverso. E per molti investitori è anche il più frustrante.

L’exchange ha organizzato una community vote su PI nel febbraio 2025, ma non è mai arrivato un listing. Il voto viene spesso citato come prova di un imminente via libera, ma in realtà diceva solo una cosa: l’interesse della community era alto. Non rappresentava un impegno vincolante da parte della piattaforma.

Il dato centrale resta questo: Binance non ha listato PI.

Questa assenza pesa perché Binance continua a essere uno dei nomi più osservati quando si parla di liste exchange Pi e di potenziali catalizzatori di mercato. Il mancato passo avanti, a distanza di oltre un anno dal voto, suggerisce che i nodi non siano commerciali ma più strutturali.

Perché Binance resta fuori

L’analisi più ricorrente individua tre aree di attrito:

  • trasparenza del codice e verificabilità da parte di soggetti terzi
  • audit di sicurezza indipendente
  • livello di decentralizzazione e governance ancora molto influenzato dal Core Team

Perché conta? Perché un listing su Binance non dipende solo dalla domanda degli utenti. Serve anche un livello di comfort tecnico e di compliance che, nel caso di PI, evidentemente non è ancora stato raggiunto in modo sufficiente.

Il fatto che Pi abbia compiuto progressi tecnici nel 2026 non ha ancora cambiato questo esito. Nonostante upgrade di protocollo, lancio di Pi DEX e nuovi segnali di sviluppo, Binance è rimasta alla finestra. Questo rende il caso PI su Binance molto diverso dalla semplice narrativa “la community lo vuole, quindi arriverà”.

Se Binance ha almeno mostrato interesse pubblico in passato, Coinbase non ha fatto nemmeno quello. Coinbase non ha quotato PI e non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sul progetto. Non risultano segnali visibili di inserimento in roadmap o pipeline di listing. Il silenzio, in questo caso, è parte stessa della notizia.

Per gli osservatori del mercato, questa cautela è coerente con il profilo dell’exchange. Coinbase adotta in genere una linea più rigida sui requisiti regolatori e sul rischio legale negli Stati Uniti. Nel caso di PI, il nodo sembra essere soprattutto questo.

Il progetto ha ora una presenza più credibile sui mercati spot, anche grazie a Pi Network su Kraken e all’apertura di OKX per gli utenti USA. Ma per Coinbase non basta ancora.

Il vero freno per Coinbase

Il tema centrale è l’incertezza regolatoria negli Stati Uniti. Secondo la lettura prevalente, PI non avrebbe ancora un inquadramento abbastanza chiaro da rendere semplice una decisione da parte di Coinbase.

Qui il “perché conta” è evidente: quando un exchange come Coinbase non si muove, il mercato legge quella prudenza come un segnale sul rischio normativo del token. Non è solo una questione di dove comprare PI Network, ma di quale legittimazione istituzionale il token riesca o meno a ottenere.

Questo aiuta anche a capire perché il mancato listing su Coinbase abbia un peso diverso rispetto a quello di Binance. Nel primo caso il tema è più legato alla regolazione USA; nel secondo, più a standard tecnici, audit e decentralizzazione.

Bybit prende una posizione opposta

C’è poi il caso Bybit, che si distingue per una linea molto più netta. Il CEO Ben Zhou ha definito Pi una scam all’inizio del 2025, citando un avvertimento della polizia cinese del 2023. Il team di Pi ha contestato questa impostazione.

Ad oggi, Bybit non ha cambiato posizione. Anche questo contribuisce a rendere il quadro di PI sui grandi exchange meno uniforme di quanto parte della community abbia raccontato negli ultimi mesi.

Cosa cambia davvero per il mercato di PI

Sul piano strategico, i due sviluppi confermati del 2026 hanno già cambiato la traiettoria del token.

Primo: PI ha ottenuto accesso spot su un grande exchange USA con Kraken il 13 marzo 2026.

Secondo: dal 21 maggio 2026 anche OKX consente accesso a PI agli utenti statunitensi.

Questi due fatti spostano la discussione. Oggi la questione non è più se PI abbia un accesso tier-1, ma quanto questo accesso possa ampliarsi e con quali effetti sulla liquidità.

Per gli investitori crypto e per chi segue i PI Network aggiornamenti listing, il segnale è doppio. Da una parte c’è un avanzamento concreto nella distribuzione del token sui mercati regolamentati. Dall’altra restano fuori i due nomi che, più di tutti, potrebbero cambiare percezione e volumi: Binance e Coinbase.

Dove si colloca oggi PI tra i grandi exchange

La fotografia, a oggi, è questa:

  • Kraken ha avviato lo spot trading di PI il 13 marzo 2026
  • OKX ha aperto l’accesso USA a PI il 21 maggio 2026
  • Binance non ha listato PI
  • Coinbase non ha listato PI e non ha espresso pubblicamente una posizione sul progetto

Per chi cerca dove comprare PI Network, il dato concreto è che l’accesso esiste già su piattaforme importanti, ma non è ancora completo sul fronte dei nomi più influenti del settore.

Cosa guardare adesso

I prossimi sviluppi sembrano dipendere da due binari diversi. Binance appare legata soprattutto a temi di trasparenza del codice, audit e decentralizzazione. Coinbase, invece, sembra frenata prima di tutto dall’incertezza regolatoria negli Stati Uniti.

È qui che la storia diventa più interessante. Pi Network su Kraken ha già dimostrato che il progetto può superare una parte delle barriere che fino a poco tempo fa sembravano invalicabili. L’apertura di OKX negli USA ha rafforzato questo passaggio. Ma il mercato continua a osservare soprattutto ciò che manca ancora.

Per PI, il 2026 non è l’anno delle promesse. È l’anno in cui i listing hanno iniziato a separare i fatti dalle attese.

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