Secondo Peter Schiff, il prezzo di Bitcoin dovrebbe scendere sotto i 20.000$.
Peter Schiff è noto sia per essere un forte sostenitore dell’oro, sia per essere un detrattore di Bitcoin. A dire il vero in passato spesso le sue previsioni su Bitcoin non si sono rivelate corrette, dato che è un esperto di oro e non di Bitcoin, ma sull’oro ha avuto ragione.
Parte però delle sue ipotesi potrebbero essere corrette.
Summary
L’ipotesi di Schiff
Oggi su X Schiff ha scritto che in questo momento c’è fin troppa compiacenza sul fatto che il prezzo di Bitcoin sia minimamente vicino a un minimo in questa fase.
La sua idea infatti è che il prezzo di BTC dovrebbe scendere ancora, e che quando finirà per rompere al ribasso i 50.000$ dovrebbe innescarsi una rapida caduta anche sotto i 20.000$.
Inoltre secondo Schiff questo calo dovrebbe essere abbastanza forte da scuotere la convinzione degli HODLer di lungo termine, spingendo molti a gettare finalmente la spugna.
Va ricordato che sono anni che Schiff fa previsioni simili su Bitcoin, e fino ad ora si sono rivelate tutte scorrette. Anche queste sembrano più affermazioni propagandistiche che vere e proprie previsioni effettuate sulla base di dati oggettivi e logiche sensate.
Infatti ha poi anche aggiunto che il crollo di Bitcoin potrebbe essere un presagio di ulteriori crolli anche per quanto riguarda i prezzi degli altri asset risk-on, ipotizzando che ciò potrebbe essere un catalizzatore per spingere gli investitori verso valore e sicurezza (ovvero anche verso l’oro).
Il crollo del prezzo di Bitcoin
A partire dall’11 maggio il prezzo di Bitcoin è passato da 82.000$ a 67.000$, con un crollo del 18% in poco più di tre settimane.
A dire il vero un calo simile per Bitcoin non è nemmeno considerabile come un vero e proprio crollo, ma è ciò che è accaduto negli ultimi giorni ad aver spaventato di più.
Infatti a partire dal 26 maggio, nel corso di poco più di una settimana è sceso del 13%, passando da 77.000$ a 67.000$. Sebbene anche un calo simile sia per certi versi nella norma, per quanto riguarda Bitcoin, di sicuro a molti inesperti di mercato crypto può sembrare qualcosa di preoccupante.
Va però ricordato che già tra gennaio e febbraio era capitato qualcosa di simile.
Anzi, all’epoca era crollato da 89.000$ a 62.000$, ovvero del 29% in poco più di una settimana. Pertanto il crollo degli ultimi giorni è stato persino inferiore a quello di fine gennaio, sia in termini assoluti che in termini percentuali.
Il rimbalzo
Inoltre all’epoca, una volta terminato il crollo, ci fu prima un rimbalzo pressochè immediato fino a 70.000$, seguito poi da un periodo di lateralizzazione discendente durato per quasi due mesi, a sua volta seguito da un vero e proprio rimbalzo terminato per l’appunto ad inizio maggio sopra gli 80.000$.
Il crollo degli ultimi giorni assomiglia per certi versi a quello di fine gennaio, in particolare per quanto riguarda un preciso aspetto.
In entrambi i casi si è trattato soprattutto di una capitolazione delle posizioni long, ed in entrambi i casi questa capitolazione si è esaurita nel corso di poco più di una settimana.
Ci sono però due differenze rilevanti.
La prima è che il crollo degli ultimi giorni è stato inferiore, e la seconda è che ad inizio febbraio il rimbalzo fu immediato dopo aver fatto segnare il minimo annuale a quota 60.000$, mentre oggi a capitolazione terminata il rimbalzo è stato minimo, quasi impercettibile.
Ciò suggerisce o che tale rimbalzo debba ancora avvenire, o che la discesa potrebbe non essere terminata. In effetti la fine di un periodo di capitolazione non esclude che prima o poi possa innescarsene un altro, tuttavia è molto improbabile che si inneschi subito.
Bitcoin verso i 50.000$?
Sebbene l’ipotesi di Schiff sembri a tutti gli effetti solamente propaganda a favore dell’oro, e contro Bitcoin, l’idea che il prezzo di BTC possa scendere a 50.000$ è diffusa.
Va però specificato che in questo momento la fase di capitolazione dei long sembra proprio essersi conclusa, e per ora non sembra esserci una tale pressione di vendita da giustificare immediati ulteriori ribassi. Oltretutto il bottom registrato oggi, sotto i 66.000$, è ancora abbastanza distante dal bottom del 6 febbraio a circa 60.000$.
Ciò tuttavia esclude che nel corso delle prossime settimane, o forse dei prossimi mesi, non possa innescarsi un’altra fase di capitolazione. Se infatti in questo momento di posizioni long da liquidare ne sono rimaste pochissime, nei prossimi mesi potrebbero venirne aperte di nuove, e quindi prima o poi potrebbe verificarsi una situazione simile a quella attuale.
Sono in molti coloro che si attendono Bitcoin a 50.000$ entro fine anno, magari nella seconda metà dell’autunno, ma sembrano essere molto pochi quelli che condividono l’ipotesi di Schiff secondo cui se il prezzo dovesse scendere sotto questa soglia dovrebbe finire per dirigersi addirittura sotto i 20.000$.
Non va infine dimenticato che il rally dell’oro è terminato a gennaio, e per ora non se ne intravvede l’inizio di uno nuovo. Forse Schiff sta solo cercando di promuovere l’oro per cercare di innescare un nuovo rally, che tuttavia al momento non sembra poter arrivare, perlomeno sul breve periodo.

