Il valore totale bloccato nella DeFi non ha vissuto un solo mese di recupero nel 2026. Secondo i dati elaborati da CryptoRank, il TVL complessivo è scivolato da circa 115 miliardi di dollari a gennaio fino a circa 70 miliardi di dollari a giugno, segnando un calo del 39% da inizio anno. Un declino lento ma inesorabile, aggravato da un contesto macro avverso e da una serie di violazioni di sicurezza senza precedenti per frequenza e impatto.
Summary
Punti chiave
- Il TVL DeFi è calato ogni mese del 2026, perdendo il 39% per scendere da 115 a circa 70 miliardi di dollari.
- Bitcoin ha perso oltre il 50% dal picco di ottobre 2025, trascinando al ribasso l’intero ecosistema DeFi.
- Nel 2026 si sono registrati 121 attacchi hacker con 942 milioni di dollari sottratti; il secondo trimestre è stato il più devastante mai registrato.
- TRON e Hyperliquid sono le uniche due reti tra le prime dieci ad aver aumentato il TVL, rispettivamente del 5% e del 7%.
- Il calo attuale rimane più contenuto rispetto al crollo 2021-22, quando il TVL perse oltre il 70% in sette mesi.
Il valore totale bloccato in DeFi continua a calare nel 2026
Mese dopo mese, il trend non è mai cambiato segno. Il TVL DeFi ha registrato perdite consecutive per tutti e sei i mesi dell’anno, in una dinamica che riflette tanto la pressione macro quanto la progressiva perdita di fiducia degli utenti nei protocolli decentralizzati.
Il calo del 39% e la mappa delle perdite per blockchain
Ethereum, che guida la classifica delle prime dieci chain per capitalizzazione DeFi, ha subito un calo del 43%, portando la sua base a 38,91 miliardi di dollari. Un dato già pesante, ma superato da altre reti.
Arbitrum ha ceduto il 55% del proprio TVL. Plasma ha fatto ancora peggio, collassando di quasi il 75%. L’intera fascia alta dell’ecosistema ha mostrato segnali di svuotamento significativo.
Fanno eccezione due reti. TRON ha incrementato il proprio TVL di circa il 5%, sostenuta dal ruolo centrale nel settlement di Tether (USDT) e nel lending in stablecoin. Hyperliquid ha guadagnato circa il 7%, trainata dal trading su perpetuals e dall’espansione del suo ecosistema HyperEVM. In un contesto di deflussi generalizzati, queste due piattaforme rappresentano le uniche eccezioni tra le prime dieci chain.
Il calo di Bitcoin come contesto macro per il declino DeFi
È impossibile analizzare il crollo del valore bloccato in DeFi senza guardare a ciò che è accaduto ai prezzi. Bitcoin ha perso oltre il 50% dal massimo storico raggiunto nell’ottobre 2025, intorno ai 126.000 dollari. Una caduta di questa portata comprime il collaterale disponibile, riduce gli incentivi al farming e spinge gli utenti verso posizioni più conservative.
Il rapporto di 21Shares, pubblicato a fine giugno, ha rilevato che Bitcoin si mantiene tuttavia al di sopra del suo costo medio aggregato degli investitori, stimato a 54.000 dollari. Secondo la società zurighese, questo dettaglio segnala un mercato più maturo rispetto ai cicli precedenti, con flussi di capitale più stabili e meno soggetti a capitolazione brutale. Ma sul fronte DeFi, l’effetto della correzione è stato comunque pronunciato.
Gli ETP crypto globali hanno perso circa il 15% da inizio anno in termini di asset under management, scendendo a circa 140 miliardi di dollari con 1,25 milioni di BTC detenuti in strutture ETP, circa l’8% sotto i picchi precedenti. Anche in questo caso, 21Shares attribuisce il calo agli spostamenti di prezzo più che a liquidazioni sistematiche, con i deflussi netti dagli ETF spot bitcoin americani stimati intorno ai 3 miliardi di dollari.
Gli attacchi hacker aggravano le difficoltà della DeFi
Se la correzione macro ha pesato sulla domanda, gli exploit hanno colpito direttamente l’offerta di fiducia nel settore. Il 2026 si è rivelato un anno record per gli attacchi ai protocolli decentralizzati.
Il record di attacchi nel secondo trimestre
Nel corso dell’intero anno, la DeFi ha registrato 121 violazioni con 942 milioni di dollari sottratti. Il secondo trimestre da solo ha prodotto 85 incidenti e perdite per circa 775 milioni di dollari, rendendolo il trimestre più attivo mai registrato in termini di exploit.
CryptoRank ha sottolineato che «gli incidenti ad alta visibilità coinvolgenti protocolli rilevanti hanno rafforzato i timori sulla sicurezza e potrebbero aver accelerato i deflussi di capitale dalla DeFi». Non è solo una questione di fondi persi: ogni attacco di rilievo erode la percezione di affidabilità dell’intero ecosistema, spingendo il capitale verso lidi più tradizionali o verso le poche reti percepite come più sicure.
I gravi exploit di aprile e l’impatto sui protocolli di lending
Aprile 2026 ha concentrato la quota maggiore dei danni. Due soli exploit hanno causato più della metà delle perdite annuali: la violazione di Drift Protocol, costata 295 milioni di dollari, e quella di KelpDAO, che ha sottratto 293 milioni di dollari.
L’incidente KelpDAO ha avuto conseguenze immediate su Aave, il principale protocollo di lending decentralizzato. Il suo TVL è precipitato da 26,4 miliardi a 14,3 miliardi di dollari nel giro di pochi giorni, un crollo del 46% nei depositi. Un segnale che dimostra come le vulnerabilità di un protocollo si propaghino rapidamente attraverso l’intero tessuto connettivo della DeFi.
Un confronto con i cicli passati mostra un calo meno drammatico
Nonostante la severità dei numeri, il quadro attuale appare meno catastrofico rispetto al precedente grande ciclo ribassista. Dopo il picco di fine 2021, vicino ai 177 miliardi di dollari, il TVL DeFi era crollato di oltre il 70% in sette mesi. Il calo attuale del 39% in sei mesi, pur significativo, rimane più contenuto per velocità e profondità.
Una spiegazione plausibile, citata nel rapporto, riguarda la diversificazione della composizione del capitale bloccato. Rispetto al ciclo precedente, una quota più ampia di TVL è oggi allocata in stablecoin, asset del mondo reale e strumenti derivati, categorie che mostrano maggiore resilienza nelle fasi di ribasso rispetto ai semplici token volatili usati come collaterale.
Questa struttura più articolata del TVL non elimina il rischio, ma lo distribuisce diversamente. È un segnale di maturazione dell’ecosistema, anche se non ancora sufficiente a invertire la tendenza dominante di questo primo semestre 2026.
FAQ
Qual è stato l’andamento del valore totale bloccato in DeFi nel 2026?
Il valore totale bloccato in DeFi è calato ogni mese del 2026, perdendo il 39% e scendendo da circa 115 miliardi di dollari a inizio anno a circa 70 miliardi di dollari a giugno, secondo i dati di CryptoRank.
In che modo i movimenti del prezzo di Bitcoin hanno influenzato la DeFi nel 2026?
Bitcoin ha perso oltre il 50% dal suo massimo storico raggiunto nell’ottobre 2025, contribuendo alla correzione generale del mercato che ha ridotto il collaterale disponibile e frenato l’afflusso di capitali verso i protocolli DeFi.
Quali sono state le principali cause delle perdite nella DeFi nel primo semestre 2026?
I principali fattori sono stati 121 attacchi hacker con 942 milioni di dollari sottratti complessivamente, tra cui due grandi exploit avvenuti ad aprile: Drift Protocol (295 milioni) e KelpDAO (293 milioni), che da soli hanno causato più della metà delle perdite annuali.
Come si confronta il calo DeFi del 2026 con i cicli ribassisti precedenti?
Il calo attuale è meno severo rispetto al ciclo 2021-22, durante il quale il TVL DeFi perse oltre il 70% in sette mesi partendo da un picco vicino ai 177 miliardi di dollari. La maggiore diversificazione del capitale tra stablecoin, asset reali e derivati ha contribuito ad attenuare la discesa.
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