HomeAIVendita dell'oro, è davvero un'opportunità? Citigroup avverte: altro -20%

Vendita dell’oro, è davvero un’opportunità? Citigroup avverte: altro -20%

Due asset che scendono insieme non significa necessariamente che stiano cadendo per le stesse ragioni. È questo il cuore dell’argomento che Peter Schiff ha rilanciato su X il 24 giugno, mentre sia l’oro che Bitcoin attraversavano settimane difficili. Per l’economista e commentatore da sempre critico della criptovaluta, la recente vendita sull’oro rappresenta una classica opportunità di acquisto. Il crollo di Bitcoin, invece, è qualcosa di strutturalmente diverso: lo sgonfiarsi di una bolla speculativa.

Punti chiave

  • Peter Schiff definisce il calo dell’oro un’opportunità di acquisto, mentre chiama il crollo di Bitcoin “una bolla che si sgonfia”.
  • Bitcoin è sceso sotto i 60.000 dollari per la prima volta in 20 mesi, con un ribasso superiore al 52% dal massimo storico di 126.198 dollari.
  • L’oro ha perso oltre il 13% a marzo 2026, il calo mensile peggiore dal 2008, e ha ceduto il 24% dall’inizio del conflitto con l’Iran.
  • Citigroup prevede un’ulteriore discesa dell’oro del 20% entro settembre.
  • Schiff respinge la teoria secondo cui la vendita sull’oro farebbe affluire capitali verso Bitcoin.

Le posizioni controcorrente di Peter Schiff su oro e Bitcoin

Schiff ha costruito la sua reputazione su posizioni nette, spesso impopolari. Il suo messaggio di giugno non fa eccezione. Mentre molti osservatori crypto ipotizzavano una rotazione di capitali dall’oro verso Bitcoin, l’economista ha smontato questa tesi in modo diretto.

La vendita dell’oro come chance d’acquisto

La logica di Schiff è semplice: l’oro ha valore duraturo, i ribassi vanno colti come finestre di ingresso. “Gold’s selloff is a buying opportunity”, ha scritto. Per chi crede nel metallo come riserva di valore, un calo dei prezzi non è una crisi ma un momento favorevole. Non è una posizione neutrale: è una scommessa precisa su un asset in difficoltà, in un contesto in cui anche Citigroup prevede un’ulteriore discesa del 20% entro settembre.

Il calo di Bitcoin descritto come bolla che si sgonfia

Per Bitcoin il giudizio è opposto e più severo. “Bitcoin’s selloff is a bubble deflating”. Non una correzione fisiologica, non una pausa in un trend rialzista: una bolla che si svuota. Schiff ha anche aggiunto un’osservazione che taglia corto sul dibattito correlazione/decorrelazione: “Bitcoin didn’t rise with gold, but it sure is falling with it.”

Il punto è preciso. Durante la fase di rally dell’oro nel 2025, Bitcoin non ha seguito il metallo verso l’alto. Ora che l’oro cede, però, anche la criptovaluta arretra. Per Schiff, questo schema non descrive un asset con caratteristiche simili all’oro, ma uno strumento speculativo che reagisce al sentiment generale senza beneficiare dei fondamentali.

Cosa sta succedendo ai prezzi: oro e Bitcoin a confronto

Bitcoin scende sotto i 60.000 dollari

Il dato più significativo arriva direttamente dai mercati. Bitcoin ha perso la soglia dei 60.000 dollari per la prima volta in 20 mesi. Dal massimo storico di 126.198 dollari toccato nell’ottobre scorso, la criptovaluta ha lasciato sul campo oltre il 52%. Su base annua il calo supera il 44%; da inizio 2026 il segno negativo è del 30,58%, secondo i dati di CoinGecko.

Guardando su un orizzonte più lungo, però, il quadro cambia radicalmente. Il rendimento decennale di Bitcoin rimane superiore al 9.400%, contro il 201% dell’oro nello stesso periodo. Due storie di lungo periodo molto diverse, ma questo non allevia la pressione di chi ha comprato negli ultimi mesi.

I forti cali dell’oro nel 2026 e i fattori in gioco

Anche il metallo prezioso ha avuto un 2026 complicato. A marzo l’oro ha perso oltre il 13%, il ribasso mensile peggiore dalla crisi finanziaria del 2008. Dall’inizio del conflitto con l’Iran, il calo complessivo è del 24%. Da inizio anno segna -8,32%, anche se mantiene ancora un +20% nell’arco degli ultimi dodici mesi.

Il contesto macroeconomico pesa. I timori su ulteriori rialzi dei tassi d’interesse colpiscono i metalli preziosi, che non offrono rendimento cedolare e diventano meno attrattivi quando il costo del denaro sale. In questo scenario, Citigroup ha avanzato una previsione pesante: l’oro potrebbe perdere un altro 20% entro settembre. È una proiezione che, se confermata, metterebbe ulteriormente sotto pressione la narrativa del metallo come bene rifugio.

La dinamica asimmetrica tra oro e Bitcoin

L’analisi di Schiff solleva una questione più ampia che il mercato non ha ancora risolto. Se i due asset scendono insieme ma per ragioni diverse, ogni confronto diretto tra loro diventa fuorviante. L’oro affronta pressioni legate ai tassi e a un cambiamento nel posizionamento degli investitori istituzionali. Bitcoin, nella lettura dell’economista, sta attraversando un’uscita dalla fase speculativa del ciclo.

Questa distinzione ha implicazioni pratiche per chi investe. La narrativa più diffusa in certi ambienti crypto vedeva una rotazione naturale: capitali in uscita dall’oro che avrebbero trovato casa in Bitcoin, rilanciando la criptovaluta come alternativa digitale al metallo. Schiff rigetta questa ipotesi con decisione. E i numeri recenti non la supportano: Bitcoin non ha beneficiato del rally dell’oro nel 2025, quindi non c’è motivo strutturale per cui dovrebbe beneficiare della sua discesa adesso.

Speculazione e sentiment di mercato

Il vero nodo è il ruolo della speculazione. Schiff ha sempre sostenuto che Bitcoin non ha un valore intrinseco riconoscibile e che i suoi cicli di prezzo seguono il sentiment piuttosto che i fondamentali economici. Quando la liquidità abbonda e il rischio è tollerato, Bitcoin sale. Quando le condizioni si inaspriscono, scende insieme agli altri asset ad alta volatilità. La differenza rispetto all’oro, nell’impostazione di Schiff, è che il metallo ha una storia millenaria come riserva di valore che continua a giustificarne il possesso anche in fasi negative.

Vale la pena ricordare che Schiff ha ripetuto varianti di questa tesi per anni, spesso sbagliando le previsioni su Bitcoin, che nel lungo periodo ha continuato a sovraperformare quasi tutto. Questo non rende la sua analisi corretta o sbagliata nel breve periodo, ma invita alla prudenza nel seguire qualsiasi commentatore che abbia una posizione identitariamente legata a un asset specifico.

Quello che rimane aperto, e che il mercato dovrà rispondere nei prossimi mesi, è se la previsione di Citigroup su un’ulteriore discesa dell’oro si realizzerà e, soprattutto, se la debolezza di Bitcoin è davvero strutturale o semplicemente il riflesso di un ciclo macroeconomico avverso destinato a invertirsi.

FAQ

Perché Peter Schiff considera la vendita dell’oro un’opportunità di acquisto?

Schiff ritiene che l’oro possegga un valore duraturo indipendentemente dalle oscillazioni di prezzo di breve periodo. Un calo dei prezzi, nella sua ottica, rappresenta semplicemente una finestra per acquistare un asset solido a prezzi più bassi, senza mettere in discussione le sue caratteristiche fondamentali di riserva di valore.

Come descrive Peter Schiff il recente calo di Bitcoin?

Lo definisce esplicitamente come lo sgonfiarsi di una bolla speculativa, distinguendolo nettamente dalla correzione dell’oro. Per Schiff, Bitcoin non è salito insieme all’oro durante il rally del 2025, ma sta scendendo insieme a lui adesso: un segnale che si muove per dinamiche speculative, non per gli stessi fondamentali del metallo.

Qual è la performance recente di Bitcoin rispetto al suo massimo storico?

Bitcoin ha perso oltre il 52% rispetto al massimo storico di 126.198 dollari, raggiunto nell’ottobre 2025. Recentemente è sceso sotto i 60.000 dollari per la prima volta in 20 mesi. Il rendimento su dieci anni rimane comunque superiore al 9.400%.

Cosa prevede Citigroup sul prezzo dell’oro entro settembre?

Citigroup ha previsto che l’oro potrebbe perdere un ulteriore 20% entro settembre 2026. Questa proiezione si inserisce in un contesto già difficile per il metallo, che ha ceduto oltre il 13% a marzo — il peggior mese dal 2008 — e il 24% dall’inizio del conflitto con l’Iran.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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