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Exchange crypto autorizzati MiCA: la lista aggiornata a giugno 2026

A partire dal primo luglio 2026 nei Paesi UE in teoria gli exchange crypto non autorizzati dovrebbero smettere di offrire del tutto i loro servizi. 

Si tratta solamente di una sospensione dei servizi di scambio, ed affini, ma di fatto significa che non saranno più utilizzabili dai comuni utenti retail. In teoria però dovrebbe rimanere possibile accedere ai propri account per prelevare i propri fondi, ma praticamente ciò è l’unica cosa che dovrebbe essere possibile fare. 

Tutto ciò scaturisce dall’entrata in vigore definitiva delle norme sugli exchange crypto del MiCA (Market in Crypto Asset), ovvero la “nuova” regolamentazione crypto dell’Unione Europea, approvata già diversi anni fa ma che solo ora entra definitivamente e completamente in vigore per quanto riguarda gli exchange. 

Il problema

Il problema è che alcuni grandi exchange, utilizzati probabilmente da milioni di utenti in Europa, non hanno ottenuto tale approvazione. 

Il più famoso è certamente Binance, ovvero il maggior exchange crypto del mondo, ma tra questi c’è anche un altro colosso come Bitget. 

Altri exchange crypto famosi che non risultano avere l’approvazione MiCA sono Bitfinex, HTX (ex Huobi),  MEXC e Upbit. 

Vi sono però decine, o forse centinaia, di exchange minori che non risultano avere ottenuto tale approvazione. 

A chi risulta essere residente in un Paese dell’Unione Europea in teoria questi exchange non approvati non dovrebbero fornire più alcun servizio, se non la custodia in sicurezza ed il prelievo dei fondi. Si consiglia comunque a chiunque rientri in questi criteri di prelevare al più presto i propri fondi spostandoli o su un classico wallet non-custodial, o su un exchange approvato. 

Va però aggiunto che il fatto che tali exchange non abbiano ancora ottenuto l’approvazione non significa affatto che non la otterranno mai più. In alcuni casi è possibile che tale approvazione venga ottenuta nel corso dei prossimi mesi, o anni, e che quindi prima o poi possano tornare ad offire i loro servizi anche ai residenti UE. 

Invece per quanto riguarda tutti gli altri cittadini di Paesi non UE tali restrizioni non si applicano, sebbene in alcuni Paesi extra-UE se ne applichino altre, ma con criteri differenti e spesso su tutti gli exchange. 

Pertanto a partire dal 1° luglio 2026 gli exchange crypto sprovvisti di senza licenza CASP europea non potranno offrire legalmente servizi crypto a clienti residenti nell’UE, altrimenti rischiano multe pesanti e shutdown.

Tutto ciò però si applica solo agli exchange centralizzati. 

Gli exchange approvati

Infatti gli exchange decentralizzati (DEX), come ad esempio Uniswap e Hyperliquid, non hanno bisogno di una licenza CASP per operare in Europa, anche perchè gli utenti sono anonimi e quindi non si sa quale sia la loro residenza. 

Inoltre tra gli exchange più famosi sono di più quelli che hanno ottenuto l’approvazione, rispetto a quelli che non l’hanno ottenuta. 

In particolare tra questi vi sono tre grandi exchange, come Bybit, Coinbase e OKX, di livello simile a Binance. 

Prendendo in esame i volumi di scambio, se Binance domina ancora nettamente a livello globale, è seguito proprio da Bybit, OKX e Coinbase. 

A seguire c’è Gate.io, ovvero un altro grosso exchange che ha ottenuto l’approvazione MiCA. In particolare questo exchange può essere utilizzato come alternativa a MEXC. 

Una citazione particolare la merita anche l’americano Kraken, che non solo ha ottenuto l’approvazione ma risulta anche essere in assoluto uno degli exchange crypto più solidi al mondo. 

Riassumendo, i principali exchange crypto autorizzati compliant con il MiCA (detti CASP) nella UE sono: 

  • Bybit
  • Coinbase
  • OKX
  • Kraken
  • Crypto.com
  • Bitpanda
  • Bitstamp
  • eToro
  • Revolut
  • Bitvavo
  • KuCoin. 

Per verificare di persona quali siano gli exchange che risultano essere CASP autorizzati ad operare nella UE, e per rimanere aggiornati su quali si aggiungeranno in futuro, è possibile consultare l’elenco ufficiale al link seguente, scaricando il file CASPS.csv clicando su “Crypto-asset service providers”: https://www.esma.europa.eu/esmas-activities/digital-finance-and-innovation/markets-crypto-assets-regulation-mica 

La situazione nazionale

Tale questione si complica leggermente se si vanno ad analizzare le singole situazioni nazionali. 

Infatti ogni CASP ha ottenuto la licenza ad operare come tale in un singolo Paese UE, e poi ha chiesto il cosiddetto “porting” per poter operare anche negli altri Paesi UE. D’altronde l’approvazione segue norme europee valide in tutta la UE, come per l’appunto il MiCA, quindi in genere dovrebbe essere facilissimo ottenere il porting. 

Tuttavia non è proprio del tutto scontato che un exchange che abbia ottenuto l’approvazione a norma del MiCA in un Paese UE possa sicuramente operare anche in altri Paesi UE a norma di legge. 

Sul file CASPS.csv di cui sopra comunque sono riportate le approvazioni nazione per nazione, ma la cosa migliore è esaminare i CASP singolarmente. 

In altre parole, una volta scoperto un CASP approvato, conviene andare sul suo sito web ufficiale a verificare in quali Paesi è autorizzato ad operare a partire dal primo luglio. 

Infatti, in teoria, dopo il primo luglio se si volesse operare dal proprio Paese UE su un exchange che non risulta essere ancora autorizzato in quello specifico Paese, dovrebbe essere l’exchange stesso a comunicarlo impedendo all’utente di operare. 

La situazione ad oggi sembra complessa, ma a partire dal primo di luglio per gli utenti diverrà molto più semplice capire quale exchange possono usare. Inoltre, sempre in teoria, i fondi dovrebbero rimanere sempre prelevabili, anche dopo il primo luglio ed anche sugli exchange non approvati.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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