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Accesso API Truth Social a 100.000 $ al mese: senatori repubblicani in rivolta

Vendere un vantaggio informativo sul presidente degli Stati Uniti. Non è fantascienza politica: è il piano che Trump Media & Technology Group sta portando avanti con il lancio della Truth API, un feed di dati a pagamento che darebbe alle società di investimento accesso in tempo reale ai post di Donald Trump su Truth Social — prima che il mercato li veda. La notizia ha scatenato una reazione insolita: non solo dai democratici, ma da una parte significativa dello stesso partito repubblicano.

Punti chiave

  • TMTG ha annunciato il lancio della Truth API, un feed di dati a pagamento per dare accesso prioritario ai post di Trump su Truth Social alle società di trading.
  • Il prezzo massimo proposto è di 100.000 dollari al mese; con un contratto triennale, la tariffa scende a 60.000 dollari mensili.
  • Senatori repubblicani come Bill Cassidy, Susan Collins, Lisa Murkowski e Thom Tillis hanno criticato duramente il piano per ragioni etiche.
  • Il senatore democratico Mark Warner ha scritto a sei grandi associazioni finanziarie chiedendo loro di non aderire al servizio.
  • Trump ha trasferito la sua quota da 4 miliardi di dollari in TMTG a un trust controllato da Donald Trump Jr., con potere di voto esclusivo, secondo documenti depositati nel dicembre 2024.

La strategia di Trump Media per monetizzare l’accesso anticipato

L’idea è semplice nella forma, dirompente nella sostanza: chi paga ottiene i post del presidente con qualche millisecondo di anticipo rispetto al resto del mercato. Quei millisecondi, nel trading ad alta frequenza, valgono centinaia di migliaia di dollari su ogni operazione di grandi dimensioni.

Il 9 aprile 2025, ad esempio, i principali indici di Wall Street avevano registrato una brusca inversione al rialzo dopo che Trump aveva annunciato su Truth Social una pausa di 90 giorni su molti dei suoi nuovi dazi. Chi aveva letto quel post con un vantaggio anche minimo aveva potuto agire prima degli altri. La Truth API trasforma quel tipo di vantaggio in un prodotto commerciale strutturato.

Struttura prezzi e opzioni di contratto

Secondo fonti citate da Reuters e CNBC, TMTG ha discusso internamente una tariffa massima di 100.000 dollari al mese per l’accesso più rapido ai post degli account più influenti sulla piattaforma. Per le aziende disposte a firmare un contratto triennale, è stata proposta una tariffa ridotta di 60.000 dollari mensili.

Il servizio, ufficialmente presentato il 17 luglio, includerebbe copertura continua e un archivio di post risalente al 2022. Tra gli account più seguiti su Truth Social figurano lo stesso Trump, i figli Donald Trump Jr. ed Eric Trump, oltre a figure come Dan Bongino e Sean Hannity. TMTG ha dichiarato di aver già acquisito i primi clienti in vista del lancio previsto per il 1° agosto, senza però rivelarne l’identità.

Critiche bipartisan e questioni etiche

Il piano ha incontrato una resistenza che va ben oltre la normale opposizione democratica. Diversi senatori repubblicani — alcuni dei quali già in rotta con Trump — hanno espresso critiche nette, consapevoli anche del rischio politico che la vicenda porta con sé in vista delle elezioni di midterm.

Obiezioni dei senatori repubblicani

Il senatore Bill Cassidy (Louisiana) è stato diretto: «È sbagliato. È una forma di compravendita di accesso». Ha aggiunto che le famiglie in difficoltà economica si chiederanno perché vengano premiati i già privilegiati. Susan Collins (Maine), che affronta una corsa alla rielezione competitiva, ha detto di non conoscere i dettagli ma che la proposta «non sembra appropriata».

Lisa Murkowski (Alaska) ha usato parole ancora più dure, definendo il meccanismo «wild» e sollevando domande su conflitti d’interesse e correttezza etica. «Stai parlando della capacità di muovere i mercati anticipando le informazioni», ha detto. Thom Tillis (Carolina del Nord), in scadenza di mandato e già in tensione con Trump, ha avvertito che il piano darà ai democratici ulteriore munizione politica: «Le sole apparenze sono già problematiche, prima ancora di entrare negli aspetti etici o legali».

John Curtis (Utah) ha sintetizzato l’imbarazzo di molti colleghi: «Non è qualcosa che farei io».

Accuse di corruzione storica da parte democratica

I democratici hanno reagito con toni ancora più accesi. Il leader dem al Senato, Chuck Schumer, ha definito il piano uno «scandalo sconvolgente» e un «livello storico di corruzione». «Se un collaboratore della Casa Bianca vendesse annunci presidenziali ai trader, sarebbe uno scandalo devastante. Trump ne fa un piano di abbonamento», ha detto Schumer.

La senatrice Elizabeth Warren, membro di punta del Comitato bancario del Senato, lo ha definito «uno schema sfacciato per trarre profitto dalla presidenza e arricchire Wall Street senza fare nulla per gli americani». Il senatore Ron Wyden, il più alto democratico nella Commissione finanze, ha sottolineato che il piano avvantaggerebbe finanziariamente la famiglia Trump e «arricchirebbe i trader di Wall Street».

Preoccupazioni su integrità del mercato e conflitti d’interesse

Il nodo più delicato non è solo politico, ma strutturale. Donald Sherman, presidente del gruppo di controllo apartisan Citizens for Responsibility and Ethics in Washington, ha definito l’accordo «follemente non etico» perché il presidente trae beneficio economico diretto dai pagamenti per l’accesso ai suoi stessi post. Quanto alla legalità, Sherman ha osservato che è difficile stabilirla sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili.

Le clausole sulle emoluments della Costituzione americana — pensate per prevenire la corruzione — non si applicano in questo caso, perché riguardano doni da governi stranieri o da stati. E le norme federali che vietano il trading su informazioni riservate non si applicherebbero se centinaia o migliaia di soggetti ricevessero lo stesso accesso anticipato. Come ha detto Sherman: «Non credo che il Congresso o alcun organo di regolamentazione abbia mai contemplato che un presidente o un market-mover si impegnasse in questo tipo di accordo pay-for-access».

Reazioni regolamentari e del settore finanziario

Appello del senatore Mark Warner alle istituzioni finanziarie

Il senatore democratico Mark Warner ha scritto direttamente alle principali associazioni del settore finanziario — tra cui il Bank Policy Institute, la Securities Industry Financial Markets Association, la Managed Funds Association, il Financial Services Forum, il Principal Traders Group e l’American Bankers Association — chiedendo loro di non aderire al servizio.

Nel testo della lettera, Warner ha scritto che l’accordo «presenta un serio rischio per l’integrità del mercato, crea un percorso chiaro e inaccettabile per la corruzione e mina la fiducia pubblica nella diffusione equa di informazioni di mercato rilevanti». Un appello diretto ai destinatari più probabili del servizio, che trasforma la pressione politica in pressione commerciale.

Difesa dell’iniziativa da parte di TMTG

La portavoce di TMTG, Shannon Devine, ha respinto le critiche definendole contraddittorie: «Con evidente mancanza di senso dell’ironia, certi politici ci accusano falsamente di comportamento anti-mercato mentre fanno pressione sulle aziende per boicottare un prodotto, in uno sforzo coordinato per danneggiare una società quotata in borsa». La risposta inquadra il piano come semplice risposta alla domanda di mercato, spostando il dibattito dal piano etico a quello della libertà economica.

Partecipazione e controllo della famiglia Trump

Il quadro si complica ulteriormente se si considera la struttura proprietaria. Secondo documenti depositati nel dicembre 2024, Trump ha trasferito la sua quota in TMTG — che all’epoca valeva circa 4 miliardi di dollari — a un trust revocabile controllato da Donald Trump Jr., al quale erano attribuiti «poteri esclusivi di voto e di investimento» sulla partecipazione. Il Donald J. Trump Revocable Trust detiene circa 114,75 milioni di azioni, pari a circa il 41% del totale delle azioni in circolazione di TMTG.

Formalmente la gestione dell’impero commerciale di Trump è affidata ai figli. Ma il presidente ne rimane beneficiario economico. Nei suoi ultimi documenti di rendiconto finanziario, Trump ha dichiarato più di 1,4 miliardi di dollari di reddito dalle attività crypto della famiglia nell’ultimo anno. La Truth API aggiungerebbe un nuovo flusso di entrate direttamente collegato all’influenza presidenziale sui mercati.

Il senatore John Cornyn (Texas), anch’egli sconfitto da un candidato sostenuto da Trump nelle primarie, ha riso quando gli è stato chiesto del piano: «Sono ancora alle prese con come reagire. Si è impegnato in ogni sorta di imprese commerciali, anche prendendo partecipazioni in varie aziende in cambio di vari sussidi e prestiti federali, il che trovo problematico».

CNN ha riferito separatamente che Trump ha promosso su Truth Social più di 20 aziende nei giorni successivi all’acquisto di azioni in quelle stesse società — un dettaglio che ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni di diversi senatori repubblicani già critici nei confronti del presidente su altri fronti, come le proposte controverse che Trump sta portando avanti, tra cui un progetto per la costruzione di una sala da ballo da 90.000 piedi quadrati alla Casa Bianca e un fondo da 1,8 miliardi di dollari per l’«anti-weaponization» destinato agli alleati MAGA che sono stati perseguiti dal Dipartimento di Giustizia.

Il punto che emerge da questa vicenda non è soltanto politico. È sistemico. Se la Truth API dovesse diventare un modello consolidato, aprirebbe una domanda che nessun quadro normativo esistente è attrezzato a rispondere: fino a che punto un presidente in carica può commercializzare la propria influenza sui mercati finanziari senza violare norme che semplicemente non erano state scritte per questo scenario?

FAQ

Cos’è la Truth API di Trump Media?

La Truth API è un feed di dati a pagamento che Trump Media & Technology Group intende vendere a banche e società di trading per fornire loro accesso in tempo reale — e in anticipo rispetto al pubblico generale — ai post degli account più influenti su Truth Social, a partire da quello dello stesso Donald Trump.

Quanto costa l’accesso anticipato ai post di Trump con il nuovo servizio?

Le società potrebbero pagare fino a 100.000 dollari al mese per l’accesso più rapido. Per chi firma un contratto triennale, TMTG ha proposto una tariffa ridotta di 60.000 dollari mensili.

Perché i senatori criticano il piano della Truth API?

Senatori di entrambi i partiti hanno sollevato obiezioni etiche, denunciando potenziali conflitti d’interesse, rischi per l’integrità dei mercati finanziari e il pericolo che si crei un sistema in cui chi paga di più ottiene un vantaggio informativo derivato direttamente dall’influenza presidenziale.

Qual è il coinvolgimento della famiglia Trump in TMTG?

Donald Trump ha trasferito la sua quota in TMTG — valutata circa 4 miliardi di dollari al momento del trasferimento — a un trust revocabile controllato da suo figlio Donald Trump Jr., che detiene poteri esclusivi di voto e di investimento, secondo i documenti depositati nel dicembre 2024. Trump rimane beneficiario economico del trust.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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