Un calo del 49% dal picco, quasi un miliardo di dollari che rientrano negli ETF spot in sette sedute consecutive, e due visioni opposte su cosa succederà nei prossimi mesi. Il dibattito sul fondo del mercato orso di Bitcoin si è acceso dopo che Grayscale ha pubblicato un’analisi che sfida la narrazione ciclica tradizionale: se la Federal Reserve non alzerà ulteriormente i tassi, il minimo potrebbe essere già alle spalle.
Summary
Punti chiave
- Grayscale sostiene che Bitcoin potrebbe aver già toccato il fondo se la Fed smette di alzare i tassi e la crescita economica regge.
- La teoria del ciclo quadriennale prevede invece un possibile minimo tra settembre e ottobre 2026, con ulteriori ribassi del 15% circa.
- Gli ETF Bitcoin spot hanno registrato afflussi netti per quasi 981,2 milioni di dollari in sette sessioni consecutive dal 14 luglio.
- Bitcoin scambia intorno a 65.000 $, in rialzo di oltre il 10% dal minimo di inizio luglio a 57.717 $, ma resta circa il 49% sotto il picco di 126.000 $ di ottobre 2025.
- Il Clarity Act e la riunione della Fed del 29 luglio sono i prossimi catalizzatori di prezzo da monitorare.
La tesi di Grayscale: il mercato orso di Bitcoin potrebbe essere finito
Secondo Zach Pandl, head of research di Grayscale, Bitcoin si comporta ormai più come l’oro o un titolo tech sensibile ai tassi che come un asset speculativo retail. In una nota pubblicata mercoledì, Pandl ha delineato due scenari contrapposti per spiegare la fase attuale del mercato: il primo si basa sulla teoria del ciclo quadriennale, il secondo su fattori macroeconomici.
La differenza tra i due approcci non è accademica. Determina se il peggio è già passato oppure se Bitcoin rischia di scendere ancora per mesi.
Pandl preferisce la lettura macroeconomica. I precedenti mercati orso di Bitcoin hanno coinciso con un rallentamento della crescita economica e con un aumento dei tassi di interesse reali — il rendimento effettivo delle obbligazioni al netto dell’inflazione. Anche il ciclo ribassista attuale è stato accompagnato da aspettative di ulteriore stretta monetaria da parte della Fed e da un rialzo dei costi di finanziamento reali.
“Se la Fed rinuncia ad alzare i tassi e la crescita economica tiene, il prezzo di Bitcoin potrebbe aver già toccato il fondo”, ha scritto Pandl. È una dichiarazione netta, che ribalta il pessimismo legato al modello ciclico.
Fattori macroeconomici che pesano sul prezzo
Bitcoin ha raggiunto un picco vicino a 126.000 $ nell’ottobre 2025 e da allora ha perso circa il 49%. La nomina di Kevin Warsh alla presidenza della Fed — una scelta considerata hawkish — ha innescato un’inversione brusca. Bitcoin è scivolato brevemente sotto i 58.000 $ a inizio luglio prima di rimbalzare.
La nomina di Warsh ha colpito direttamente il cosiddetto “debasement trade”, la scommessa sulla svalutazione monetaria che aveva alimentato la corsa rialzista precedente. Il mercato ha letto la scelta come un segnale di politica monetaria più restrittiva, e la reazione è stata immediata.
Ora Bitcoin scambia intorno a 65.000 $, in recupero di oltre il 10% dal minimo di 57.717 $ registrato a inizio luglio. Ma il trend mensile resta ribassista e potrebbe facilmente estendersi per un paio di mesi ancora, come segnalano diversi analisti.
La teoria del ciclo quadriennale: un’alternativa meno ottimista
Chi segue il modello del ciclo quadriennale — legato agli halving di Bitcoin, l’evento programmato nel codice che dimezza le ricompense per i miner ogni quattro anni circa — vede uno scenario diverso. Storicamente, il prezzo ha toccato il minimo circa un anno dopo il picco ciclico e circa due anni e mezzo dopo l’halving, con drawdown medi intorno all’80%.
“La teoria del ciclo quadriennale implica che il prezzo di Bitcoin potrebbe scendere ulteriormente, con un minimo tra settembre e ottobre”, ha scritto Pandl. Se il pattern si ripetesse, i prossimi mesi potrebbero portare Bitcoin verso i 50.000 $, un calo di circa il 15% dai livelli attuali.
Grayscale però non condivide questa lettura. L’argomento chiave è che la partecipazione istituzionale in questo ciclo è stata significativamente più forte rispetto ai precedenti, rendendo il confronto storico meno affidabile. Bitcoin non è più solo un asset da trader retail: il suo ruolo crescente nei portafogli istituzionali rende le condizioni macro più rilevanti della storia degli halving per valutare dove si trovi il fondo del mercato orso di Bitcoin.
I flussi negli ETF spot segnalano una ripresa della domanda istituzionale
A supporto della tesi di un possibile minimo raggiunto, i dati sui flussi negli ETF Bitcoin spot parlano chiaro. Secondo Santiment, dal 14 luglio sono entrati 981,2 milioni di dollari cumulativi nei prodotti legati a Bitcoin attraverso sette sessioni consecutive di afflussi netti positivi. Il prezzo ha toccato i 66.300 $ durante questa sequenza.
Il rimbalzo è arrivato dopo un periodo di forti deflussi durante maggio e giugno. Il ritorno degli afflussi in luglio segna quindi un’inversione significativa nel sentiment istituzionale.
Sette sessioni consecutive di afflussi hanno un peso diverso da un singolo giorno positivo. Indicano un’allocazione costante piuttosto che un ribilanciamento isolato di portafoglio. L’iShares Bitcoin Trust ETF di BlackRock deteneva 48,82 miliardi di dollari in asset netti al 22 luglio, confermando la concentrazione della domanda tra i grandi emittenti.
Allo stesso tempo, i futures Bitcoin sul CME quotavano circa 66.105 $ il 22 luglio, in linea con i prezzi spot. Questo allineamento suggerisce che gli acquisti tramite ETF non hanno generato un premio anomalo sui derivati, riducendo il rischio che la ripresa sia guidata da leva eccessiva.
Sviluppi normativi e catalizzatori da monitorare
Oltre alla politica monetaria, c’è un secondo fattore che potrebbe modificare rapidamente lo scenario: il Clarity Act. Si tratta di un disegno di legge sulla struttura del mercato crypto che dividerebbe la supervisione regolamentare tra la SEC (per i titoli e i prodotti di investimento) e la CFTC (per i derivati su commodity).
Se approvato dal Senato e firmato dal presidente, il Clarity Act fornirebbe regole chiare per exchange, sviluppatori ed emittenti di token. Tra gli operatori di mercato esiste una convinzione diffusa, anche se prudente, che un quadro normativo definito potrebbe dare impulso sia a Bitcoin sia al resto del settore crypto.
Le date da segnare in calendario sono due: la riunione della Fed il 29 luglio e la scadenza al Senato per il Clarity Act il 7 agosto. Grayscale li ha indicati come i principali catalizzatori di prezzo per le prossime settimane.
In una nota precedente di giugno, Grayscale aveva identificato tre condizioni per un minimo ciclico duraturo: nessun ulteriore rialzo dei tassi, approvazione del Clarity Act e rafforzamento della posizione finanziaria di Strategy (ex MicroStrategy). Sul terzo punto, la vendita di 3.588 Bitcoin per circa 216 milioni di dollari da parte di Strategy ha portato le riserve in dollari della società a circa 2,55 miliardi, sufficienti a coprire quasi 17 mesi di dividendi sulle azioni privilegiate. Grayscale ha interpretato questa mossa come un fattore stabilizzante, capace di ridurre il rischio di vendite forzate dal più grande detentore corporate di Bitcoin.
Due scenari, una soglia decisiva
Il mercato si trova di fronte a un bivio interpretativo con conseguenze pratiche molto diverse. Se prevale la lettura macroeconomica di Grayscale, il fondo del mercato orso di Bitcoin è già stato toccato e il recupero dipende dalla tenuta della crescita economica e dalla fine del ciclo di rialzo dei tassi. Se invece il modello ciclico quadriennale mantiene la sua validità storica, il minimo potrebbe arrivare solo tra settembre e ottobre 2026, con prezzi potenzialmente vicini ai 50.000 $.
Il prossimo test tecnico significativo resta l’area tra 65.000 e 70.000 $. Santiment ha identificato i 70.000 $ come il livello chiave per confermare una vera ripresa. Diversi tentativi di rimbalzo sono stati respinti nella fascia 65.000-66.000 $ da giugno in poi, e nessuna chiusura giornaliera sopra quella zona è apparsa durante l’attuale recupero.
La riunione della Fed del 29 luglio e il voto sul Clarity Act il 7 agosto restano gli appuntamenti che potrebbero sciogliere l’ambiguità. Se entrambi gli eventi si risolvono nella direzione favorevole — tassi fermi e legge approvata — la tesi di Pandl guadagnerebbe forza concreta. In caso contrario, il modello ciclico potrebbe riprendere il sopravvento, e con esso la prospettiva di mesi ancora difficili per chi detiene Bitcoin.
FAQ
Bitcoin ha già toccato il fondo del mercato orso attuale?
Secondo la ricerca di Grayscale, Bitcoin potrebbe aver già raggiunto il minimo ciclico, a condizione che la Federal Reserve smetta di alzare i tassi di interesse e che la crescita economica resti stabile. Tuttavia, il modello del ciclo quadriennale suggerisce che il fondo potrebbe arrivare più tardi, tra settembre e ottobre 2026.
Cosa prevede la teoria del ciclo quadriennale per il prezzo di Bitcoin?
La teoria del ciclo quadriennale indica che il prezzo di Bitcoin potrebbe scendere ulteriormente, con un possibile minimo tra settembre e ottobre 2026. Seguendo questo modello, il calo dai livelli attuali potrebbe essere di circa il 15%, portando il prezzo verso i 50.000 $.
Come stanno influenzando gli ETF Bitcoin spot il prezzo?
Gli ETF Bitcoin spot hanno registrato afflussi netti per quasi 981,2 milioni di dollari in sette sessioni consecutive dal 14 luglio, contribuendo al recupero del prezzo dai minimi di inizio luglio. Questi flussi rappresentano una misura diretta della domanda istituzionale attraverso prodotti regolamentati.
Che ruolo ha il Clarity Act nelle prospettive di mercato di Bitcoin?
Se approvato e firmato, il Clarity Act stabilirebbe una chiara divisione della supervisione regolamentare tra SEC e CFTC per gli asset digitali. Grayscale lo considera uno dei principali catalizzatori positivi per Bitcoin, con la scadenza al Senato fissata per il 7 agosto 2026.
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