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Hackeraggio al tesoro Triple-A: $11,8 milioni dirottati su 7 blockchain

L’hackeraggio al tesoro Triple-A rappresenta un caso di studio sulle vulnerabilità delle infrastrutture crypto, nonostante le rigorose protezioni regolatorie per i fondi dei clienti. La società di pagamenti con stablecoin con sede a Singapore ha confermato l’accesso non autorizzato ai propri wallet del tesoro, con perdite salite a $11,8 milioni.

Punti chiave

  • Triple-A ha confermato un accesso non autorizzato ai wallet del tesoro aziendale, con perdite revisionate a $11,8 milioni.
  • I fondi dei clienti sono rimasti al sicuro in conti fiduciari separati, conformemente alle normative di Singapore.
  • I fondi rubati sono stati movimentati attraverso sette diverse blockchain prima di essere consolidati su un unico indirizzo Ethereum.
  • La società sta collaborando con esperti di cybersecurity e con la Polizia di Singapore per le indagini e il recupero.

Confermato l’hackeraggio al tesoro di Triple-A con perdite in aumento

L’intrusione è stata inizialmente segnalata dall’investigatore onchain Specter, che venerdì aveva stimato perdite per $9,3 milioni. Nel giro di 48 ore, il dato è cresciuto fino a raggiungere gli $11,8 milioni. Ciò che ha allarmato gli analisti è stato il fatto che i prelievi siano continuati per 31 ore dopo la prima rilevazione, suggerendo che gli hacker potessero aver compromesso le chiavi di controllo dei wallet.

Rilevazione iniziale e stime aggiornate delle perdite

Triple-A ha dichiarato di aver rilevato l’accesso non autorizzato sabato 25 luglio. Come misura precauzionale, alcuni servizi sono stati temporaneamente messi in modalità manutenzione per circa tre ore, il tempo di mettere in sicurezza le infrastrutture interessate. La società ha assicurato che tutti i servizi sono stati successivamente ripristinati e che le transazioni vengono elaborate normalmente.

Prelievi continuativi dai wallet dopo la scoperta

Specter ha sottolineato che nuovi depositi continuavano ad arrivare sui wallet compromessi e venivano immediatamente dirottati anche a distanza di 31 ore dalle prime grandi uscite di fondi. Questo dettaglio operativo indica una finestra di vulnerabilità più ampia del previsto.

Fondi clienti tutelati dalle normative di Singapore

Un aspetto cruciale dell’incidente è la totale separazione tra i fondi aziendali e quelli della clientela. Triple-A ha chiarito che i fondi dei clienti non sono stati toccati. Questo perché la società non detiene asset digitali per conto della clientela, che invece sono custoditi in conti fiduciari separati presso istituzioni di salvaguardia.

Separazione degli asset dei clienti

Questa struttura è in linea con i Payment Services Regulations di Singapore, entrati in vigore nell’ottobre 2024, che impongono alle società di pagamenti crypto autorizzate di mantenere gli asset dei clienti in indirizzi blockchain separati. È una protezione fondamentale che ha scongiurato danni diretti agli utenti.

Conformità regolatoria e licenze

Triple-A è licenziata dalla Monetary Authority of Singapore (MAS) e detiene anche licenze di pagamento in Francia tramite la sua consociata europea Paytop SAS. È inoltre registrata come money services business negli Stati Uniti e in Canada. Questo quadro regolatorio solido ha contenuto l’impatto dell’incidente ai soli capitali della società.

Movimentazione complessa dei fondi rubati tra più blockchain

L’attacco ha mostrato una significativa sofisticazione operativa. I fondi sottratti sono stati movimentati attraverso sette diverse blockchain: Ethereum, TRON, Polygon, Arbitrum, Solana, The Open Network (TON) e Bitcoin.

Blockchain coinvolte nel furto

Questa strategia multi-chain complica notevolmente il tracciamento e il recupero degli asset. Gli hacker hanno scambiato e trasferito i fondi attraverso diversi protocolli prima di concentrarli su una singola destinazione.

Concentrazione su un singolo indirizzo Ethereum

Secondo l’alert di PeckShield, i proventi sono stati convogliati in un unico indirizzo Ethereum, che conteneva oltre 5.226 ETH, per un valore di circa $9,73 milioni al momento della rilevazione. Le otto transazioni che hanno alimentato questo wallet sono avvenute tra venerdì sera e sabato mattina presto (UTC).

Risposta e tentativi di recupero

Triple-A ha affermato di stare collaborando con specialisti della cybersecurity, società di blockchain forensics e la Polizia di Singapore per rintracciare i fondi e supportare gli sforzi di recupero. La società ha anche precisato che l’impatto finanziario sarà coperto dalle proprie riserve del tesoro e di essere in grado di far fronte a tutti i propri impegni.

Collaborazione con cybersecurity e forze dell’ordine

L’impegno con le autorità e gli esperti del settore è un passaggio standard in casi di questo tipo, ma il successo nel recupero degli asset dipende dalla capacità di seguire le tracce sulla blockchain e di bloccare eventuali tentativi di liquidazione sugli exchange.

Manutenzione e ripristino del servizio

Nonostante le indagini siano ancora in corso, l’azienda ha assicurato che le operazioni di pagamento globali proseguono normalmente. La breve interruzione dei servizi è servita a garantire la sicurezza dell’infrastruttura rimanente.

FAQ

Triple-A ha confermato l’hackeraggio ai wallet del tesoro?

Sì, Triple-A ha confermato l’accesso non autorizzato ai propri wallet del tesoro, che ha comportato la perdita di asset crypto di proprietà dell’azienda.

I fondi dei clienti sono stati coinvolti nell’hackeraggio?

No, i fondi dei clienti non sono stati interessati poiché sono detenuti separatamente in conti fiduciari, in conformità con i Payment Services Regulations di Singapore.

Quanto è stato sottratto nell’hackeraggio al tesoro di Triple-A?

Le perdite iniziali erano state stimate in 9,3 milioni di dollari, per essere poi riviste al rialzo fino a 11,8 milioni di dollari.

Quali misure sta adottando Triple-A per recuperare gli asset rubati?

Triple-A sta collaborando con società di cybersecurity, team di blockchain forensics e la Polizia di Singapore per rintracciare e supportare il recupero dei fondi sottratti.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Francesco Antonio Russo
Francesco Antonio Russo è un analista e divulgatore nel settore delle criptovalute, del Web3 e dell’Intelligenza Artificiale. Da più di 6 anni studia l’evoluzione dei mercati digitali e delle tecnologie decentralizzate, con particolare attenzione all’impatto economico e sociale della blockchain. Su Cryptonomist approfondisce trend, regolamentazioni e innovazioni, offrendo contenuti accurati e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
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