Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta, ha preso una posizione netta nella competizione USA-Cina sull’intelligenza artificiale: l’America dovrebbe vincere attraverso l’innovazione tecnologica, non imponendo divieti. La sua dichiarazione arriva mentre i dati mostrano un dominio ancora schiacciante dei modelli statunitensi, ma anche una crescita impressionante della Cina, guidata dal lancio del modello DeepSeek R1.
Summary
Punti chiave
- Mark Zuckerberg sostiene che gli USA devono competere con la Cina nell’AI puntando sull’innovazione, non sui divieti.
- I modelli AI statunitensi rappresentavano il 93% del traffico web globale nell’agosto 2025.
- La quota cinese è salita dal 3% al 13% dopo il lancio di DeepSeek R1, con un aumento del traffico del 460%.
- Gli Stati Uniti mantengono restrizioni all’esportazione di chip avanzati per limitare l’accesso cinese all’hardware AI.
- I funzionari USA considerano la leadership nell’intelligenza artificiale critica e affermano che il paese non può perdere questa corsa.
La posizione di Zuckerberg: innovazione, non divieti
Il CEO di Meta ha delineato una strategia chiara: la superiorità tecnologica, non le barriere protezionistiche, è la chiave per mantenere la leadership statunitense nell’intelligenza artificiale. Questo approccio si discosta da alcune correnti di pensiero a Washington che premono per misure più restrittive verso la tecnologia cinese. Zuckerberg argumenta che un divieto potrebbe rivelarsi controproducente, mentre investire in innovazione garantirebbe un vantaggio duraturo.
Il dominio USA e l’ascesa cinese nel traffico web AI
Nonostante la crescita della Cina, gli Stati Uniti conservano una posizione di straordinaria forza. Uno studio della RAND Corporation su 135 paesi ha rilevato che, ad agosto 2025, i modelli di linguaggio su larga scala made in USA costituivano la stragrande maggioranza, il 93%, del traffico internet mondiale dedicato all’AI. Il mercato stesso è in piena espansione, con il numero di utenti che visitano le principali piattaforme AI passato da circa 2,4 miliardi nell’aprile 2024 a 8,2 miliardi nell’agosto 2025.
L’effetto DeepSeek R1
Il punto di svolta per la presenza internazionale cinese è stato il lancio del modello DeepSeek R1 nel gennaio 2025. Secondo la RAND, la quota di traffico AI mondiale della Cina è schizzata da circa il 3% a quasi il 13% in soli due mesi. Nel dettaglio, il traffico verso le piattaforme AI cinesi è aumentato di circa il 460% in seguito a quel lancio. Le aziende cinesi hanno conquistato una quota di mercato superiore al 10% in 30 nazioni e almeno il 20% del traffico AI in 11 mercati, specialmente nelle economie in via di sviluppo.
Hardware, costi e efficienza: i diversi fronti della competizione
La superiorità software degli Stati Uniti è sostenuta da un vantaggio schiacciante nell’hardware. I dati sulle vendite di chip AI di Epoch AI mostrano che gli acceleratori equivalenti all’Nvidia H100 dominano ancora la capacità di calcolo AI d’avanguardia a livello globale. Questo spiega, in parte, la persistente attenzione di Washington alle regole di esportazione dei semiconduttori.
I vantaggi di prezzo e multilingua della Cina
Dall’altro lato, la crescita cinese è trainata da fattori competitivi come il costo. I sistemi cinesi costano generalmente tra un sesto e un quarto dei modelli americani comparabili. Inoltre, il miglioramento della loro efficienza multilingue ha eroso un altro tradizionale punto di forza statunitense. Il repository di modelli d’avanguardia di Epoch AI rivela che sempre più aziende possono ora creare modelli fondazionali all’avanguardia, con le organizzazioni cinesi responsabili di una percentuale crescente di questi lanci.
I controlli alle esportazioni e la risposta cinese
Un ipotetico divieto sui modelli AI cinesi andrebbe ad aggiungersi alle restrizioni già in vigore sui chip AI avanzati, sebbene con risultati contrastanti. Il Center for Strategic and International Studies (CSIS) ha riferito che l’amministrazione Trump ha allentato le restrizioni sulle spedizioni degli acceleratori Nvidia H200 verso la Cina nel dicembre 2025, passando a una revisione caso per caso per le esportazioni degli H200 e dei chip AMD MI325X.
La spinta cinese verso alternative locali
Tuttavia, il CSIS ha anche rivelato che la Cina ha impedito alle sue aziende locali di acquisire i chip anche con licenze USA approvate, preferendo promuovere l’importanza di alternative locali. Questo scenario descrive un problema più complesso: il controllo delle esportazioni probabilmente limita l’accesso cinese all’hardware più avanzato, ma contemporaneamente stimola la produzione locale di semiconduttori e l’uso di soluzioni di AI generativa che, una volta rilasciate, sono difficili da contenere.
Due visioni a confronto: Zuckerberg e Washington
La posizione di Zuckerberg appare in netto contrasto con la retorica prevalente a Washington. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato: “Gli Stati Uniti sono i leader mondiali dell’AI. Siamo una superpotenza dell’intelligenza artificiale”. Un sentimento condiviso dal Segretario degli Interni Doug Burgum, che ha affermato: “Gli Stati Uniti non possono perdere contro la Cina nella corsa agli armamenti dell’AI”.
Secondo analisi del Brookings Institution, interpretare l’AI come una semplice competizione tralascia punti essenziali. Il vantaggio degli USA deriva da un’attività commerciale su larga scala, investimenti privati e progressi tecnologici supportati da venture capital, mentre la strategia cinese si affida a pesanti politiche industriali e alla creazione di un ecosistema tecnologico autosufficiente. Il beneficio più significativo potrebbe non essere la semplice presenza sul mercato dei chatbot, ma l’ecosistema di sviluppatori che li circonda. Le tendenze dei consumatori possono cambiare in un istante, ma è meno probabile che le aziende cambino le soluzioni AI una volta che i processi e le applicazioni sono stati integrati.
FAQ
Qual è la posizione di Mark Zuckerberg sull’AI cinese?
Mark Zuckerberg sostiene che gli Stati Uniti dovrebbero competere con la Cina nel campo dell’intelligenza artificiale attraverso l’innovazione tecnologica, piuttosto che imporre un divieto.
Quanto dominano a livello globale i modelli AI statunitensi?
I modelli AI statunitensi rappresentavano circa il 93% delle visite globali alle piattaforme di modelli di linguaggio su larga scala nell’agosto 2025.
Come è cambiata recentemente la quota di mercato AI della Cina?
La quota cinese del traffico web AI è aumentata dal 3% al 13% dopo il lancio del modello DeepSeek R1, guidando una crescita significativa della presenza internazionale.
Qual è la posizione del governo USA sulla competizione AI con la Cina?
I funzionari statunitensi considerano la leadership nell’AI critica, con dichiarazioni che enfatizzano come gli USA siano una superpotenza in questo campo e non possano permettersi di perdere la corsa tecnologica con la Cina.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

